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Sclerosi multipla: News "naturali" |
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Qualità della vita, depressione e fatigue migliorano nella sclerosi multipla dopo meditazione di consapevolezza In persone ammalate di SM è alta l'incidenza di depressione, fatigue e ansia e la qualità di vita risulta spesso molto ridotta. Uno studio ha esaminato gli effetti di un intervento basato sulla consapevolezza rispetto al trattamento tradizionale su qualità della vita legata alla salute, depressione e fatigue in adulti con sclerosi multipla recidivante-remittente o secondaria progressiva. L'intervento basato sulla consapevolezza consisteva di un programma strutturato di 8 settimane di meditazione sulla consapevolezza. E' risultato un miglioramento della qualità di vita correlata alla salute e del benessere oltre ad essere stata dimostrata l'ampia fattibilità e accettazione da parte dei pazienti, così come la soddisfazione e l'aderenza a un programma di meditazione basato sulla consapevolezza nei pazienti affetti da SM. Grossman P et al, Neurology 2010; 75: 1141-1149 SM progressiva: il consumo di olio di fegato di merluzzo e l’esposizione al sole durante l’infanzia e l’adolescenza potrebbero ridurre il rischio di avere forme più severe di malattiaUno studio ha analizzato come i primi eventi della vita influenzano la suscettibilità nella SM e modulano potenzialmente il suo decorso clinico. Sono state valutate l'assunzione di vitamina D a partire dall'infanzia fino all'esordio della malattia e delle loro associazioni con la progressione della SM. E' risultato che una ridotta esposizione al sole, soprattutto in autunno e in inverno, prima dell'esordio della sclerosi multipla si è associata a un aumentato rischio di avere un punteggio elevato nella scala PDDS, mentre il consumo di olio di fegato di merluzzo durante l'infanzia e l'adolescenza si è associato a un ridotto rischio di avere un punteggio elevato nella scala PDDS. Studi condotti su casistiche più ampie aiuteranno a capire se e come il consumo di olio di fegato di merluzzo e l'esposizione al sole durante l'infanzia e l'adolescenza possano ridurre il rischio nei pazienti con sclerosi multipla progressiva di avere una disabilità più severa e una progressione più rapida della malattia. Sun Exposure, Vitamin D Intake and Progression to Disability among Veterans with Progressive Multiple Sclerosis; Neuroepidemiology. 2011;37(1):52-7.
Qual è il ruolo dei metaboliti della vitamina D sulle disabilità fisiche e le lesioni cerebrali? Da tempo si ipotizza che la carenza di vitamina D possa contribuire allo sviluppo della sclerosi multipla. Uno studio, condotto da un gruppo di ricercatori statunitensi fornisce informazioni utili sul ruolo che i livelli dei metaboliti di questa sostanza possono avere nella sclerosi multipla. Nei pazienti con bassi livelli dei metaboliti della vitamina D, rispetto a quelli con livelli maggiori più alti, i punteggi delle scale di misurazione della disabilità erano alti. Inoltre, nei pazienti con bassi livelli dei metaboliti della vitamina D, la sclerosi multipla cerebrale ha evidenziato un numero maggiore di lesioni.I ricercatori hanno concluso che bassi livelli dei metaboliti della vitamina D si associano a maggiore gravità della disabilità, valutata tramite le scale di misurazione standardizzate, ed a lesioni cerebrali rilevabili con la risonanza magnetica. Ricerche future permetteranno di chiarire meglio il legame fra livelli dei metaboliti della vitamina D, sclerosi multipla, lesioni cerebrali e disabilità fisiche.Fonte: Vitamin D metabolites are associated with clinical and MRI outcomes in multiple sclerosis patients; Journal of Neurology Neurosurgery & Psychiatry 2011 Feb;82(2):189-95. Epub 2010 Nov 3. La meditazione può aiutare a contrastare depressione e sensazione di stanchezza eccessiva Un particolare tipo di meditazione, detta "mindfulness" (alla lettera ripienezza della mente), può aiutare le persone che soffrono di SM recidivante-remittente (SMRR) e SM secondariamente progressiva (SMSP) a controllare meglio il dolore e la sensazione di stanchezza eccessiva (astenia) conseguenti alla loro malattia. Lo dimostra uno studio condotto da un gruppo di ricercatori svizzeri e pubblicato sulla rivista Neurology. Questo tipo di meditazione, basata su una migliore consapevolezza dei propri pensieri, azioni e motivazioni. Ha come obiettivo un'attenzione consapevole, intenzionale e non giudicante alla propria esperienza nel momento in cui essa viene vissuta. Tale atteggiamento di accettazione viene favorito dalla pratica quotidiana di esercizi specifici.Studi hanno visto che chi ha partecipato alle sessioni di meditazione ha mostrato miglioramenti significativamente maggiori, rispetto al gruppo di confronto, nel controllo della depressione e della fatica. Tali miglioramenti erano presenti anche dopo sei mesi, anche se erano diminuiti rispetto a quanto emerso dalla valutazione al termine del trattamento. Gli studiosi hanno concluso la meditazione mindfulness può aiutare a migliorare la qualità di vita delle persone con SM. Fonte: MS quality of life, depression, and fatigue improve after mindfulness training; Neurology September 28, 2010 vol. 75 no. 13 1141-1149
Fumare aumenta il rischio di sclerosi multipla Non fa male solo a polmoni, arterie e pelle. Fumare aumenterebbe anche il rischio di sclerosi multipla (SM). È la conclusione cui sono giunti alcuni ricercatori di Harvard al termine di uno studio durato oltre tre anni e condotto su centinaia di pazienti. Stando ai risultati emersi, la malattia progredisce molto più velocemente nei fumatori rispetto a quanto avviene in chi non ha mai fumato e in coloro che fumavano, ma hanno smesso. Proprio così: nei soggetti studiati l’addio alle sigarette si è associato ad un rallentamento nella progressione della patologia. A confermare che il fumo è “amico” della SM ci sono anche altri due studi. Uno, coordinato da ricercatori dell’università di Buffalo (USA), ha analizzato le immagini del cervello di persone con SM ottenute con un esame particolare (risonanza magnetica), dimostrando che fra il fumo e i danni al tessuto cerebrale esistono dei legami. L’altra ricerca è svedese e conferma un effetto del fumo di sigaretta nella progressione della SM: la colpa non sarebbe della nicotina, ma di altre componenti. Fonte: National MS Society
La vitamina D è correlata positivamente con la funzionalità dei linfociti T regolatori Un gruppo di ricercatori ha monitorato il livello sierico della 25 idrossivitamina D in 29 pazienti affetti da Sclerosi Multipla recidivante-remittenteNumerose ricerche hanno più volte indicato un possibile coinvolgimento della vitamina D nella patogenesi della Sclerosi Multipla (SM). I ricercatori, coordinati dal dott. J. Smolders della School for Mental Health and Neuroscience del Maastricht University Medical Center in Olanda, hanno indagato la potenziale relazione tra la vitamina D e la funzionalità dei linfociti T regolatori in persone affette da sclerosi multipla recidivante-remittente. In alcune malattie autoimmuni, inclusa la SM, l’alterato funzionamento dei linfociti T regolatori è coinvolto neli processi patogenetici. I ricercatori hanno misurato il livello sierico della 25-idrossivitamina D di 29 pazienti affetti da SM recidivante-remittente. Il numero dei linfociti T regolatori è stato valutato attraverso la citometria a flusso, una tecnica di misurazione multiparametrica di caratteristiche fisiche e/o chimiche condotta su cellule in sospensione all’interno di un fluido di trasporto, e la loro funzionalità è stata testata in vitro attraverso un test di proliferazione cellulare basato sulla molecola CFSE (Carboxyfluorescein-diacetate-succinimidyl-ester). Inoltre, il profilo intracellulare delle citochine, molecole proteiche prodotte dai linfociti T helper, è stato determinato direttamente ex-vivo mediante citometria a flusso. I risultati hanno dimostrato l’esistenza di una correlazione positiva fra livelli alti di 25-idrossivitamina D e la funzionalità dei linfociti T regolatori in persone affette da SM. Fonte: PLoS ONE 4 tratto da www.fondazioneserono.org
L'olio di pesce può alleviare i sintomi della SM Si ricorda, inoltre che gli omega 3 come l'olio di fegato di merluzzo, contengono vitamina D (vedi articolo più sotto)
L'ormone della gravidanza potrebbe fermare o invertire la progressione della Sclerosi Multipla (3/2007) Un ormone secreto in elevate quantità durante la gravidanza, potrebbe fermare o invertire la progressione della sclerosi multipla e altri tipi di patalogie che causano la demielinizzazione: la scoperta grazie a uno studio condotto da un gruppo di ricercatori canadesi dell'Università di Calgary e pubblicato nell'edizione di febbraio di Neuroscience. La prolattina, l'ormone ipofisario che stimola la trasformazione gravidica della mammella, sembra stimolare anche la produzione di mielina, il che spiegherebbe il perché la SM di solito va in remissione durante la gravidanza. Il dottor Samuel Weiss, che ha condotto la ricerca, dice che sebbene sia noto come durante la gravidanza il sistema immunitario non distrugga la mielina e che tuttavia nessuno studio precedente ne aveva realmente esaminato i meccanismi. I ricercatori hanno scoperto gli effetti di rimielinizzazione della prolattina sui topi in gravidanza e hanno poi confermato la loro scoperta iniettando l'ormone in topi femminili non gravidi già campionati per la Sclerosi Multipla. L'ormone ha simulato gli effetti dell'elevato livello di prolattina nella gravidanza, con il risultato di una nuova produzione di mielina. Gli agenti che promuovono la rimielinizzazione saranno utili non solo per la SM ma anche per altre malattie neurologiche come le lesioni al midollo spinale. I ricercatori hanno identificato il primo esempio conosciuto di meccanismo biologico innato per la generazione di mielina nel sistema nervoso centrale dell'adulto. La prolattina è prodotta nel pituitario anteriore dagli oligodendrociti ed è presente a livelli variabili sia negli uomini che nelle donne. Durante la gravidanza, l'ormone è sintetizzato e liberato a livelli da 10 a 20 volte il normale. Fonte: Psychiatric Times 22/02/2007 (www.fondazioneserono.org)
Alti livelli di vitamina D associati a basso rischio di sclerosi multipla (3/2007) Livelli di vitamina D ad alto dosaggio possono ridurre il rischio di SM (L'olio di fegato di merluzzo contiene la vitamina D). Questo è il risultato di uno studio coordinato da Ricercatori dell'Harvard School of Public Health di Boston, negli Stati Uniti, che ha verificato l'esistenza di un'associazione tra i livelli di 25-Idrossivitamina D ed il rischio di sclerosi multipla. Fonte: Neuro2007 (da sclerosionline.net) Un imponente studio pubblicato su Jama, la rivista ufficiale dei medici americani, conferma la già nota relazione fra Sclerosi Multipla ed esposizione al sole. Come già rilevato in anni di ricerche scientifiche, l'incidenza della malattia diminuisce nelle popolazioni più vicine all'equatore e aumenta se ci si sposta verso nord ma non c'è nessun nesso con le caratteristiche genetiche della popolazione. I risultati pubblicati sulla rivista americana arrivano ad una conclusione netta: più è alto il livello circolante di vitamina D e più è basso il rischio di SM. Per questo studio sono stati effettuati, tra il 1992 e il 2004, sette milioni di prelievi di sangue sul personale militare americano e sono stati identificati 257 casi di sclerosi multipla. Altri studi sperimentali confermerebbero le ipotesi: un supplemento di vitamina D sia in animali che umani può proteggere dall'insorgenza della malattia e analogie si riscontrano in altre malattie autoimmuni di tipo Th1 quali il diabete di tipo I e l'artrite reumatoide. La vitamina D, infatti, contrasta la produzione di sostanze infiammatorie del circuito immunitario Th1 stimolando invece la produzione di sostanze dei circuiti opposti (il Th 2 e il Th 3). Fonte : La Repubblica - Salute 22/02/2007
Esiste una relazione tra stress e ricadute nei pazienti affetti da SM (8/2006) Gli eventi acuti, ma non lo stress cronico, precedono le ricadute: una alta frequenza di stress corrisponde a un elevato rischio di ricaduta, in particolare se associato a un basso punteggio di disabilità e all'essere di sesso maschile. Le ricadute nella sclerosi multipla erano quindi favorite da un'alta ricorrenza di stress acuto, nel caso di pazienti che utilizzavano l'assistenza sociale ed erano nati in Australia, ma non c'è correlazione tra lo stress cronico, la malattia, e i fattori demografici, psicosociali o legati allo stile di vita e le ricadute. Gli autori dello studio hanno confermato l'ipotesi di bidirezionalità del rapporto tra patologia e stress: l'evento stressante precede le ricadute e le ricadute precedono il picco di stress. Non sono stati però riscontrati fattori che possano influire indirettamente nel rapporto tra stress e ricadute. CONCLUSIONI: Gli eventi stressanti impattano in piccola parte sulle ricadute nella sclerosi multipla. È il numero e non l'intensità degli eventi stressanti ad essere più importante. Questo suggerisce che i pazienti affetti da sclerosi multipla dovrebbero evitare situazioni capaci di generare numerosi eventi stressanti. Uno stress cronico non è indice di ricaduta in futuro. Gli uomini e in particolare quelli con un inizio di malattia molto precoce sono più esposti alle ricadute. I pazienti affetti da sclerosi multipla dovrebbero essere incoraggiati a ridurre i tempi di stress acuto durante i periodi di maggior sforzo. Inoltre i pazienti dovrebbero anche sentirsi tranquilli riguardo lo stress provocato dalla malattia che non aumenta il rischio di ricadute. Fonte: Multiple Sclerosis, 2006; Aug, 12 (4): 453-75
Alcuni pazienti con sclerosi multipla presentano bassi parametri ematici di ferro. Report anedottici ed uno studio con un singolo paziente hanno indicato che la supplementazione di ferro può risultare benefica in questi individui.
L'Acido Lipoico nel trattamento della sclerosi multipla (2005) L'Acido Lipoico è un antiossidante che ha mostrato una certa efficacia nel trattamento dell'encefalomielite autoimmune sperimentale.Uno studio, coordinato da Ricercatori dei Veterans Affairs Medical Center a Portland, ha valutato la farmacocinetica, la tollerabilità e gli effetti dell'Acido Lipoico per os sulla metalloproteinasi MMP-9 e sulla molecola di adesione ICAM-1 solubile nei pazienti con sclerosi multipla.I risultati di questa ricerca hanno indicato che l'Acido Lipoico è generalmente ben tollerato e sembra in grado di ridurre i livelli plasmatici di MMP-9 e di ICAM-1 solubile.L'Acido Lipoico può risultare utile nel trattamento della sclerosi multipla, inibendo l'attività della metalloproteinasi della matrice MMP-9 ed interferendo con la migrazione delle cellule T nel sistema nervoso centrale. Fonte: Neuro2005 Yadav et al, Mult Scler 2005; 11: 159-165
Trattamento della sclerosi multipla in corso di gravidanza (2004) La gravidanza è associata a stabilità clinica della sclerosi multipla e talvolta a miglioramenti. Durante i primi 3 mesi post-partum si osserva, invece, un aumento significativo delle recidive. La storia gestazionale non ha influenza sulla disabilità nel lungo periodo e la sclerosi multipla non sembra influenzare la gravidanza o la salute del bambino. Ad eccezione del Metotrexato e della Ciclofosfamide, la maggior parte dei farmaci che sono impiegati regolarmente nel trattamento della sclerosi multipla, possono essere somministrati nelle donne in gravidanza. L'uso materno di Azatioprina non è associato ad un aumentato rischio di malformazioni congenite, anche se talvolta si possono osservare alterazioni dell'immunità fetale, ritardo nella crescita intrauterina e prematurità. La Ciclosporina non è teratogena, ma può essere associata a ritardo di crescita e a prematurità. La gravidanza dovrebbe essere evitata nelle donne trattate con Metotrexato per la sua capacità a provocare aborto e per il rischio di causare malformazioni fetali. La Ciclofosfamide è teratogena negli animali, ma studi di popolazione non hanno dimostrato in modo conclusivo la sua teratogenicità negli esseri umani. Sono scarse le informazioni sulla sicurezza del Glatiramer, Mitoxantrone, Interferone–beta– 1a ed Interferone–beta–1b. Le donne affette da sclerosi multipla non vanno incontro a maggiori complicanze durante la gravidanza rispetto alle donne sane. La modalità del parto deve essere decisa solo in base a criteri ostetrici. Nelle pazienti con sclerosi multipla può essere effettuata con sicurezza sia l'anestesia generale, che l'anestesia spinale o epidurale. Fonte: Neuro2004 (da sclerosionline.net) Ferrero S et al, Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol 2004; 115: 3-9
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