Arvensis il fiore scartato (Eduardo H. Grecco) - Fiori per l'anima

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Arvensis il fiore scartato (Eduardo H. Grecco)

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Viaggiando tra i 12 guaritori il dr. Grecco ci parla anche del fiore che inizialmente Bach aveva inserito, ma poi nel tempo ha eliminato. Il discorso ci apre anche ad alcuni scorci della vita di Bach che troverete tra gli articoli, sempre analizzati da Grecco. Buona lettura! Antonella Napoli

ARVENSIS
È interessante seguire alcuni dei percorsi conoscitivi di Bach, nella preparazione dei rimedi, prima del punto nel quale arriva a CENTAURY . Vale la pena ricordare che, dopo VERVAIN, Bach torna a preparare CLEMATIS, ora con il metodo solare, e un rimedio che poi scarterà, Arvensis. Nora Weeks lo racconta in questo modo: "Poco dopo aver potenziato il fiore CLEMATIS, Bach ha trovato tre rimedi, uno dei quali, Sow Thistle (Cardo ajonjero), è stato successivamente scartato per sostituirlo con un altro."

Osserviamo il fatto che vi è una continuità interessante tra AGRIMONY, CHICORY, VERVAIN e CENTAURY intorno all'ordine dell’aiuto. Se riprendiamo le relazioni archetipiche con le quali Bach associa ognuno di essi e le scriviamo di seguito, nero su bianco, (AGRIMONY: L'Inquisitore; CHICORY: l'Egoista; VERVAIN: Il Fanatico; CENTAURY: L'Autocrate) ci troviamo con qualcosa di forte che sembra molto distante l'esistenza di una disposizione per il servizio. È chiaro che ognuna di esse rappresenta una violazione dei mandati di collaborazione che fonda il principio di cooperare nell'amorevole sostegno di chi ha bisogno di aiuto.
  
Descritti attraverso i loro archetipi, non ci si aspetterebbe molto da questi personaggi. Ora, se torniamo ad Arvensis e leggiamo ciò che Bach dice di questa essenza, per chi sceglie l'Archetipo del Distruttore, non solo si scopre la presenza di un'altra forza contraria al servizio, ma ci dà una buona pista dei processi interni che Bach stava attraversando in quel determinato momento della sua vita: "Queste persone si trovano nel baratro della depressione: niente luce, gioia, felicità. Come si può vedere dai loro volti sono estremamente infelici e incombono cupamente sugli altri. La loro carnagione è smorta, color giallastro o arancio-marrone. Vedono sempre il lato negativo delle cose e sono abbattuti; rifiutano di godere delle opportunità di divertimento. Rimuginano sempre sull’aspetto oscuro della vita. Sguazzano in tutto ciò che è morboso, infettando e contagiando gli altri con la propria depressione. Il rimedio porta nella loro vita la luce del sole, aiutandoli a rallegrare gli altri.
  
È un ritratto categorico e convincente dove, questioni di luce, oscurità e colore, sembrano avere molto significato e in cui si intrecciano i vissuti di GORSE, MUSTARD, SWEET CHESTNUT e GENTIAN, che è, quest'ultimo, il rimedio che poi lo sostituisce. Così si sentiva Bach in quei mesi di agosto e settembre 1930? Era solo un rimedio sbagliato o c'era qualcos'altro in quella scoperta? A volte sento che tutto è, in Bach, allo stesso tempo trasparenza e opacità.
  
Stiamo parlando di CENTAURY e della situazione di Bach in relazione a un rimedio che poi lascia da parte. Credo che la ragione per questa decisione consista nel fatto che Bach aveva dodici rimedi di personalità e, Arvensis, era più una reazione affettiva che una qualità strutturale dell'anima. Mancava l'architettura di una lezione da imparare, come parte del Piano dell'Anima, che determinava un tipo floreale. Come in molte altre cose del lavoro di Bach, ci resta solo da supporre, anche se, in questo caso, credo che l'ipotesi, che stiamo sostenendo, sia valida.
  
Ho la sensazione che Bach, dopo aver affrontato il dilemma VERVAIN, essere diviso tra gli affetti o la missione, la paternità o il suo lavoro (ho motivi e documenti per pensare che Bach stava girando intorno al suo ruolo come genitore) avrebbe potuto cadere in una crisi simile a quella descritta dal fiore che ha scartato. Non per niente quando ordina i fiori, nel libro in cui parla di Arvensis, "Alcune considerazioni fondamentali sulla malattia e la guarigione", posiziona questo fiore dopo SCLERANTHUS e prima di VERVAIN, tra gli archetipi di Banderuola e Puritano , tra la mancanza di " Stabilità e fiducia " e quelli "... che hanno alti ideali..." ma tuttavia " Falliscono, ad un certo punto.”
  
Mentre entreremo nella comprensione della vita di Bach, non solo il suo diario, ma la sua storia, molto della dinamica e del significato dei rimedi sarà compreso con maggiore profondità. Percorrere la natura e osservare i fiori, e transitare i vissuti e le esperienze di una storia, sono le corsie che ci fanno guadagnare la penetrazione nel messaggio di ogni rimedio. La lettura della signatura di un fiore ci rivela molto della natura della sua azione, ma l'interpretazione di una vita aggiunge il condimento necessario per rendere la forma un simbolo. Per questo la vita di Bach non è estranea alla sua scoperta e sapere ciò che stava vivendo quando sceglieva e preparava un fiore, non è una distrazione CERATO  o un interesse pettegolo CHICORY. Al contrario, è assolutamente necessario sapere. Cancellare la storia, perché non necessaria, è un'illusione dell'Ego che cerca di impedire il tuffo nell'Essere. La personalità di un fiore la descrivono i libri, la sua anima viene scoperta nell'esperienza di una vita.




Qui gli articoli sulla vita di Bach
Scritti tratti da https://www.facebook.com/eduardohoracio.grecco?fref=ts   5/2017
Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura



Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 001355428886
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