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Aspen (Eduardo Grecco)

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La clinica insegna che l'ansia ASPEN, si rivela come quella esperienza esistenziale di fronte a cui nasce il turbamento in mezzo ad un clima di preoccupazione, inquietudine, oppressione e agitazione. Il soggetto sente che la sua esistenza è in procinto di naufragare e sprofondare nel baratro del "nulla" (il che spiegherebbe il senso di fine del mondo che appare nel quadro Aspen). Questa emozione di inquietudine segnala la paura che si sta attraversando e aumenta la consapevolezza della persona, è la paura di cessare di essere, una sorta di ossessione metafisica, diversa dalla paura di annientamento di ROCK ROSE, ma centrato nell’identità e nel sistema di credenze.

 
Questa ossessione indica che la verità e la consistenza di quella persona sono compromesse, bloccate ed è limitata la sua energia di realizzazione spirituale e che è attraverso lo svelamento di ciò che è trattenuto che può orientarsi verso il suo vero sè.
L'esperienza Aspen nasconde, poi un profondo desiderio di recupero e realizzazione, mentre l'uomo, inserito in questa ansia, si stabilisce, in primo luogo nella coscienza del suo essere indifeso e nell’angoscia che questo comporta. Rivelando il sentimento della nostra finitezza, promuove l'aspirazione ad individuarci e realizzare veramente il percorso della nostra evoluzione, il piano dell’anima per questa incarnazione.
 
 
Dr. Edward Bach ha spiegato che l'aspetto positivo di Aspen sta nella capacità di questo rimedio di suscitare il coraggio che significa sapere che la forza dell'amore è la sostanza che compone ogni particella dell’esistenza. Ma, mi pare importante aggiungere che questo rimedio elimina gli aspetti illusori e immaginari che circondano la nostra coscienza distorcendo la percezione; che ci aiuta a renderci conto che il soprannaturale fa parte della natura; che non c'è niente di più naturale dei miracoli e che la vita è un continuo canto miracoloso, e che, alla fine, la persona si apre alla dimensione del "mistero" e la sua perdita è causa di fastidio, noia, insofferenza e depressione, e come dice Thomas Moore, la causa principale delle rotture amorose.

Su un altro piano la virtù Aspen mette davanti all’uomo la prospettiva di realizzare il proprio potenziale così come il rinnegare e rinunciare a concretizzarlo attesta la colpevolezza di PINE. In questo modo si allarga l'orizzonte intorno a questa essenza che, al di là degli impieghi comuni, ci viene offerto come un meraviglioso guaritore di blocchi, che la paura e l'insicurezza hanno consolidato come mura, sulle nostre pienezze e talenti.

 
L'Aspen insegna ad affrontare la paura e a non lasciare che questo effetto di blocco fermi il nostro movimento e avanzamento nella vita, ci nutre di fiducia e ci dà il coraggio per agire anche quando sentiamo circolare nelle nostre ossa la sua umida e fredda corrente.
Aiuta a infondere nel nostro Io il coraggio sufficiente per non intimidirsi o agitarsi davanti l'ignoto, ad accettare questa esperienza come parte delle prove della vita e ad affrontarla senza che lei riesca a paralizzarci. Ci aiuta, in breve, a integrare nella personalità la paura come un componente attivo delle nostre vite con l'intenzione di prepararci in modo che quando si innesca non ci blocchiamo, terrorizzati, alla sua presenza.

 
Un'esperienza importante che l'Aspen ci lascia, è imparare a vivere lo sconosciuto come non pericoloso, ad accettare che l'estraneo alla mia coscienza e alla mia ragione non è necessariamente qualcosa che dovrei temere. Che, al contrario, può essere qualcosa di fraterno e avvolgente.


 
articolo tratto da: Escuela Eduardo H. Grecco
 
liberamente tradotto da Antonella Napoli
Le parti in grassetto sono state inserite dalla redazione
 
 
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