La notte oscura dell'anima - Quando la depressione ubbidisce allo spirito* (seconda parte) (Luis Jiménez**) - Fiori per l'anima

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La notte oscura dell'anima - Quando la depressione ubbidisce allo spirito* (seconda parte) (Luis Jiménez**)

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3. Accompagnare un'Anima nella consultazione mentre transita per la notte  oscura dell'Anima. Traduzione di questo momento come apice nel processo di sviluppo e strumenti per favorire il transito
La base della terapia floreale, poggia sull'Anima. L'Anima è l'asse intorno al quale ruota tutto il modello e come ho già detto e dimostrato in altri congressi, Bach propone un processo evolutivo dell'Anima, cioè, l'Anima cresce come risultato dell'esperienza che apprende attraverso la personalità.

Di conseguenza, possiamo parlare di impulsi, desideri, aneliti, sempre di più vicini alle necessità reali dell'Anima come entità, grazie al processo di separazione di tutto ciò che non è Anima. Ma questo richiede "un tempo" o per meglio dire una "maturità" che non è dello scorrere del tempo, ma che, per capirci, possiamo inquadrare nel parametro di misura sociale, e che chiameremo l'età dell'Anima.
L'età dell'Anima comprende una molteplicità di diverse età delle personalità umane incarnate. O come diceva Bach, una vita è come un giorno di scuola per una Anima che frequenta i suoi studi nella Terra.

Se manteniamo lo sguardo su questo principio fondamentale della filosofia della Terapia Floreale, è evidente che secondo l'età dell'Anima e le lezioni imparate, i desideri che sono proiettati sulla personalità saranno sempre di più altruistici, globali, ecologici o comunque li vogliamo chiamare, cioè si terrà più in conto del gruppo, del collettivo, del pianeta... e si penserà alle necessità globali oltre alle proprie. Pertanto i sintomi "depressivi" (per continuare col termine), saranno  frutto di azioni meno egocentriche, desideri meno egoistici...  in un'incarnazione concreta, l'Anima avrà sviluppato attraverso la personalità incarnata, aspetti che molti esseri umani desiderano con ambizione, anelito o invidia. Dopo avere esaurito le esperienze che l'hanno dotato di autonomia per gestire il mondo e provocato la nascita della ricerca verso la fonte originale, l'Anima vivrà uno degli eventi più importanti nel processo di conoscenza del sè. La Notte Oscura dell'Anima. Questo stato, conosciuto alla tradizione mistica di tutte le culture, per ignoranza, può confondersi con una depressione e benché molti dei sintomi emozionali e fisici sono simili, l'oggetto ed lo scopo di questa fase sono molto differenti.

In modelli come la Cabala, l'Alchimia, i Chakra... è descritto il transito attraverso la notte oscura, come un preludio per l'espressione del mondo spirituale sulla terra. L'hanno descritto anche grandi Mistici ed umanisti di tutte le epoche ed attualmente rinasce questa definizione rinnovata attraverso la visione transpersonale che sta permeando tutte le scienze. Ma magari l'autore più celebre che ha ritratto questo momento dello sviluppo dell'Anima trova stato il Mistico, Juan de la Cruz. (ndr San Giovanni della Croce, sacerdote e poeta spagnolo, fondatore dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi vissuto nella seconda metà del 1500.).

Dal suo cantico spirituale ho scelto alcuni dei testi che illustrano l'oggetto e lo scopo di questo passaggio nel processo evolutivo della coscienza. Dalla prefazione di questa opera, voglio leggere il motivo che spinse Giovanni della Croce a scrivere questi cantici:
Per scrivere questo mi ha mosso, non la possibilità che vedo in me come cosa tanto ardua, ma il grande bisogno di molte anime, che cominciano il cammino verso la virtù e per la volontà di nostro Signore di mettere (lo spirito) in questa notte oscura, affinché attraverso di essa passino alla divina unione, esse non si fanno avanti; a volte perchè non vogliono entrare o lasciarsi andare in lei, altre volte perchè non capiscono e mencano loro le indicazioni idonee per essere guidati alla cima...
Del suo libro nel primo capitolo, riferendosi alla prima canzone che dice:
In una notte oscura,
con ansie, dal mio amor tutta infiammata,
oh felice sorte!,
uscii senza essere notata,
stando la mia casa al sonno abbandonata

Spiegazione:
In questa prima strofa l’anima racconta in che modo si è dovuta distaccare affettivamente da se stessa e da tutte le cose, cioè come abbia dovuto praticare una radicale rinuncia per morire a queste cose e a se stessa. Solo così è riuscita a vivere una vita d’amore con Dio, piena di dolcezze e delizie spirituali. Afferma, altresì, che tale distacco è stato una notte oscura, termine che qui si riferisce alla contemplazione purificante. Mediante questa, come dirò più avanti, si opera passivamente nell’anima la suddetta rinuncia a se stessa e a tutte le cose.
Se ha potuto operare il distacco – tiene a precisare –, lo ha fatto con la forza e la veemenza dell’amore che lo Sposo le ha concesso in questa contemplazione oscura. In tutto ciò riconosce la felice sorte, che le è toccata, di arrivare a Dio attraverso questa notte con così grande fortuna, che nessuno dei tre nemici, cioè il mondo, il demonio e la carne, che ostacolano sempre il cammino, ha potuto impedirle di avanzare. Difatti la notte della contemplazione purificante ha assopito e addormentato nella casa della sua sensibilità tutte le passioni e le tendenze che le erano contrarie.

Come avete visto Giovanni in questi testi fa riferimento ad un tempo, amaro per la personalità centrata sui sensi e la mente, ma felice per l'Anima, ma l'anima stessa identificandosi con gli appetiti mondani della personalità a volte si ritrae per entrare nel buio della Notte Oscura. Giovanni, insiste altresì sul fatto che non è la volontà che si addentra nella Notte, se non per l'azione diretta di Dio e come conseguenza del fatto che si è maturato già quanto basta per passare attraverso di essa.

È chiaro che dobbiamo separare distintamente gli stadi evolutivi dalle Anime per potere discriminare con chiarezza in che momento è la persona che ci visita, poiché se la sua "depressione" ubbidisce ad un processo di smantellamento degli attaccamenti della personalità per ampliare le sue mire verso lo spirito che gli dà vita, questo poco ha a che vedere coi sintomi depressivi che possono trovarsi in un'altra Anima che è ancora nella formazione della propria personalità in modo da potersi  muovere autonomamente nel mondo, e quindi gli approcci di lavoro saranno notevolmente diversi. Per questo il terapeuta floreale deve essere formato nella scienza dell'Anima e lasciare così il caos esistente, il confronto tra i diversi modelli clinici che lottizzano le diverse parti del processo di sviluppo dell'Anima, ed integrare le diverse messe a fuoco terapeutiche esistenti da una visione che mantenga la vista centrata sull'Anima come asse dell'esperienza sulla Terra e facilitare così quello che Ken Wilber nella sua opera "Oltre i confini" mantiene come necessità emergente per questa nuova tappa dell'Umanità:
Non possiamo sopportare la nostra sofferenza, con risultati fruttuosi se non sappiamo cosa significano e perché si verificano. E non sappiamo cosa vuol dire perché non abbiamo un medico dell'anima di cui possiamo fidarci senza riserve ... quando capiamo che il nostro ESSERE ha molti strati, possiamo cominciare a vedere che i diversi tipi di terapie differiscono, proprio perché si dirigono a differenti livelli dell'Anima.

Ed in Psicologia Integrale riferendosi alle patologie del livello 7 "patologia psichica" agli albori del transpersonale, scrive della Notte Oscura dell'Anima in questi termini:
Per superare questi problemi può risultare molto utile la lettura di racconti che espongano come altri ricercatori hanno superato questo problema (cfr. in particolare San Giovanni della Croce, Urderhill e Kapleau), durante periodi di profonda disperazione, l'Anima può darsi alla preghiera - come qualcosa di opposto alla contemplazione - che non deve essere abbandonata perché si tratta di una preghiera al proprio Archetipo Superiore (o Spirito), è anche opportuno ricordare che a differenza di quello che succede nelle depressioni esistenziali o borderline, per quanto profonda sia la depressione o l'agonia della Notte Oscura, la letteratura non raccoglie nessun caso di suicidio al riguardo. È come se la depressione che si attraversa nella Notte Oscura avesse - come affermano i contemplativi - un proposito "superiore" "purificatore" o "intelligente"

Inoltre, come ho detto prima, la tradizione "cabalista" fa riferimento alla notte Oscura dell'Anima, come ad un processo necessario per raggiungere maggiore comprensione spirituale e centrare concretamente questa esperienza in tre dei sentieri che collegano ai Sephiroth (ndr vedi la Cabala) tra di loro, i sentieri 25, 26 e 24. Sarebbe molto difficile entrare nel dettaglio di questo modello per chi non ha familiarità con esso. Basti dire che è un modello evolutivo che descrive i passaggi della coscienza dal più basilare al più sottile. Ho scelto alcune righe di un trattato di Cabala dell'autore Gareth Knight, per me un esperto nella materia, per evidenziare un po' di più la Notte Oscura:
Su questo sentiero che conduce da Yesod a Tifareth, è la linea di contatto diretto tra l'Individualità (l'anima per noi), e la personalità, ed in cui si sviluppano i primi barlumi dalla consapevolezza mistica o superiore. Tuttavia, prima che la coscienza mistica possa ottenere un passaggio nelle vie inferiori, queste vie devono essere calmate, e questo processo è simbolizzato paragonando il processo di sviluppo ad un viaggio attraverso un deserto o una terra desolata in cui l'Anima, è abbandonata alle proprie risorse e assistita solo dalla Fede. In questo senso si può vedere come il testo Yetzirático ha rilevanza, perché coloro che non riescono ad accedere al coraggio o alla Fede correranno verso l'apparente sicurezza della coscienza dei mondi inferiori.
Il testo Yetzirático (uno dei libri sacri della tradizione ebraica), dice:  "Il sentiero Venticinquesimo è la Prova di Intelligenza la Tentazione, ed è chiamata così perché è la tentazione primaria, per la quale il Creatore mette alla prova a tutte le persone giuste."

Così come la lettura di San Giovanni della Croce o le raccomandazioni di Ken Wilber possono spianare la strada di coloro che bussano alla nostra porta in un processo come quello che stiamo esplorando, anche la Cabala fornisce strumenti per facilitare il passaggio attraverso questa fase di sviluppo dell'Anima: Le tre risorse o virtù che sono necessarie, secondo la stessa fonte, per transitare con successo la Notte Oscura sono: Fede, Speranza e Carità.
Come ho detto prima i sentieri che l'esploratore attraversa aprendo il portone della Notte Oscura, secondo la Cabala, sono tre - benché la loro divisione è fatta solo per facilitare lo studio poiché ognuno si riferisce ad un aspetto della personalità che deve essere purificato e questo può essere fatto solo all'unisono. Il sentiero 25 si riferisce al transito attraverso l'amore o al misticismo devozionale, e lascerà dopo il passaggio attraverso la notte, tutto quello che è amore esclusivo. Il sentiero 26 può essere considerato come una prova simile al tragitto della saggezza o al sentiero ermetico che aprirà la porta all'intuizione e lascerà fuori dalla mente il controllo lineare durante il tragitto ed il 24 del potere o misticismo della natura ed arte che ci doterà dell'intenzione altruistica per mettere la nostra conoscenza al servizio del gruppo.
Per terminare voglio aggiungere una raccomandazione estratta del libro "Oltre la dualità" dello psichiatra John E. Nelson (ndr "Mas Alla de La Dualidad (Spanish Edition), riferita al transito attraverso  il 4º chakra ed all'esperienza della Notte Oscura:

Il possibile ruolo del terapeuta specializzato per aiutaree la persona in difficoltà a passare attraverso quella "notte oscura" è quello di affermare con forza che il suo stato mentale è parte di un naturale processo di rinnovamento, una caduta che gli altri hanno sperimentato prima di lui, che, concludendo, è seguita da una ripresa del suo progresso spirituale. Il terapeuta dovrebbe aiutare ad affrontare gli aspetti oscuri di una personalità basata sull'ego fino a che l'individuo possa perdonarsi amorevolmente e raggiungere una maggiore integrità. Deve aiutare anche a liberare i residui della repressione originale ed insegnargli che non deve oramai temere il suo interno, tutto ciò contribuisce per l'individuo che ha perso la sua strada nella notte oscura, rinunciare  alle sue responsabilità mondane, riordinare senza esitazione le sue priorità e ritirarsi a praticare l'introspezione.
Una volta che il soggetto ha completato questo processo di purificazione, si apre la porta alla Fonte transpersonale che servirà come un faro per indicare il percorso che gli rimane da percorrere.
Sentieri, gradini, chakras, maturità dell'anima, gruppi, in definitiva tutti parlano della stessa cosa. Come avete visto è realmente affascinante ampliare la visione, crescere in conoscenza e risorse per metterle al servizio dei nostri clienti. Questa era l'intenzione di questa relazione, suggerirvi che esistono altri modelli e che tutti possono convivere in armonia se manteniamo l'attenzione sull'asse che dà vita alla nostra Scienza: L'ANIMA.
Spero che abbiate apprezzato l'esposizione. Grazie mille.


*Intervento al Congresso Nazionale di Terapia Floreale Benalmádena 2004
** laureato in Natural Therapy. Presidente della Associazione Americana dei Terapisti floreali, membro del comitato di lavoro per la regolamentazione degli studi di terapia floreali in Spagna. Membro del Comitato Nazionale Organizzatore (Spagna) Floriterapia. Internazionale di conferenziere.


Articolo tratto dal sito
www.laredfloral.com - Liberamente tradotto da Antonella Napoli


Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 001355428886
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