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Mimulus alcune rilfessioni (Eduardo H. Grecco)

macrolibrarsi un circuito per lettori senza limiti

Continuiamo il nostro viaggio tra i 12 guaritori attraverso le parole del dr. Grecco. Ho raccolto e tradotto i post sull'essenza floreale che lui ha pubblicato sul suo profilo Facebook e che sono molto interessanti per approfondire, riflettere e scoprire aspetti più nascosti di ogni essenza.

Ciò che è emerso da Mimulus l'ho diviso in varie parti, cercando di darne un titolo che ne riassumesse il contenuto. Cliccando sul titolo potete andare a leggere direttamente la parte di vostro interesse, oppure leggere tutto l'articolo scorrendolo di seguito. Buona lettura! Antonella Napoli


Riflessioni su Mimulus

    Intimità affettiva     

    In “Libera te stesso” (1932) Bach commenta " Desideri ribellarti per la tua libertà, ma non hai il  corag­gio di staccarti dai tuoi legami?" questa è un'affermazione su MIMULUS, singolare e molto ricca di significato, che mi piacerebbe approfondire, a partire dalla seguente convinzione: per avere vera intimità affettiva è necessario essere liberi.

    Avere intimità significa condividere la vicinanza affettiva dell’altra persona con cui stiamo. Avvicinarsi a lei, cancellare le distanze immaginarie e mantenere le reali, capire che il "noi" si costruisce dalla presenza del Io-Tu, dualità che non sparisce nella relazione. Invece, fondersi non è condividere intimità, è dipendenza. Evitarla, non è essere liberi, ma impauriti.

    La simbiosi non permette differenziazione, separazione, privacy. In questo spazio non si condivide l'intimità, la si divora. All'altro estremo, il rifiuto del "noi", non è prendersi cura dell'individualità ma un'incapacità di sentirsi libero all'interno di un impegno affettivo. Forse se consideriamo che la paura è il segno del dolore comprenderemo che così come IMPATIENS si difende da questa esperienza con la fretta e l'ansia, CLEMATIS attraverso il sogno, MIMULUS lo fa eludendo la dedizione e la fiducia spontanea in un rapporto. E il dolore, in questo caso, è espressione di un'esigenza insoddisfatta frutto della non accettazione, il rifiuto.

    Arrivare all’intimità è accettare, allora,
    ·       che l'altra persona con cui stiamo, è autonoma, che con lei condividiamo spazi comuni ma che, ognuno ha i propri;
    ·       che comunicazione e riservatezza non sono all’opposto,
    ·       che i limiti sono necessari ma non sono confini,
    ·       che ognuno, in una coppia, segue un percorso personale tanto quanto uno comune.
     
    Tuttavia, raggiungere l’intimità nel rispetto dell'autonomia, è un percorso in cui possono verificarsi paure. Paura di restare prigionieri, di perdere il controllo, che mostrando i miei punti deboli mi facciano del male, di essere esposto, all'abbandono, ad affronti, umiliazioni, svalorizzazione...

    In MIMULUS, la paura è la causa che lo porta a evitare l’intimità. Inoltre, può iniziare un gioco nel quale sembra partecipare ma, in realtà, è molto lontano da ciò: è la dipendenza.

    Dipendere, impedisce di condividere l’intimità ed essere compassionevole con l'altro, in quanto, perchè ciò avvenga, le persone devono essere in grado di decidere della propria vita e dei propri sentimenti. Alla fine del testo citato Bach osserva: " ed è così, MIMULUS, che cresce ai bordi dei ruscelli cristallini, ti renderà libero di amare la tua vita, insegnandoti la simpatia più gentile verso gli altri" come dice l'apostolo Paolo "la persona che ama non ha paura. Dove c'è amore non c'è paura. Al contrario, l'amore vero toglie la paura. Se qualcuno ha paura che Dio lo punisca, è perché non ha imparato ad amare."

    Quasi cominciando a fare clinica su MIMULUS, Bach commenta: " tra alcuni dei risultati più brillanti di un trattamento con questo rimedio, sono i casi di debolezza dopo un'influenza e di altri casi di pazienti che hanno sofferto di una crisi nervosa per la tensione di una disgrazia in famiglia dovuta a familiari o addirittura amici dominanti."Credo che un buon punto per iniziare, un po' lontano dalla tradizionale descrizione sulla paura, è quello che riferisce Bach sul tratto di una" disgrazia in famiglia", causata da persone vicine. È vero che la manifestazione prescrittiva apparente è la crisi nervosa e la tensione ma, se ci concentriamo sulla genesi di questi fatti, non sul fenotipo ma sul genotipo, quello che si trova è una sventura domestica.
    Devitalizzati da personalità troppo forti

    Disgrazia, infelicità, sfortuna, avversità... all'interno della famiglia. Una sventura, che non è della stessa sostanza che porta CLEMATIS a isolarsi, come una risposta al fatto che non vi è nulla al mondo per cui valga la pena vivere. Né una tribolazione di una qualità pari a quella di VERVAIN, che vede come in tutti i tempi, allo stesso modo come nel presente, c'è un insensatezza in cui versa una società incapace di dare giustizia, situazione che è frutto della natura stessa dell'universo.

    In entrambi i casi, c'è come una sorta di orgoglio dalla disgrazia vissuta, mentre, MIMULUS, racchiude quella croce come risultato di una sofferenza causata da altri, quasi come se l'avessero ferito, persone affettivamente vicine. Gli hanno causato un dispiacere e sembra che, uno dei motivi, per questa personalità, in grado di indurre questo malessere, è la presenza di figure dominanti, nel suo ambiente, che gli sottraggono energia.

    La frase di Bach, che segue quella già citata è: "questo rimedio aiuta in modo notevole i pazienti devitalizzati da altre personalità troppo forti e restituisce loro la fiducia e la capacità di rimanere fermi e affrontare le difficoltà della vita quotidiana, allo stesso tempo produce un miglioramento significativo nella sua salute fisica generale”. Cosicché MIMULUS permette che la fiducia, magari la stima in sè stesso, ritorni e permetta alla persona, di avere l’integrità e la sicurezza necessaria per fare fronte agli ostacoli e affrontare i conflitti quotidiani invece di evitarli.

    Insomma, osare mettere limite e reclamare per quello che gli spetta, non permettere che il demone dell'infelicità rimanga nella sua vita.
    Avversione nell’essere interrogati

    Di cosa parliamo quando parliamo di MIMULUS? Bach delinea la personalità di questo fiore come qualcuno di introverso ed evitante, che possiede una tendenza molto forte alla quiete e tranquillità, ipersensibili all'ambiente che li circonda, riservati, che rifugge i conflitti, come AGRIMONY, ma che lo fa per ragioni diverse a quest'ultimo, che ha una grande "... avversione alla conversazione e all’essere interrogati", a ciò si somma, paura della folla, dei rumori, di stare da soli e, in generale, a tutto ciò che può essere descritto a parole. Questa è una faccia di MIMULUS, ma è solo un aspetto. È necessario conoscere qualcosa di più della sua apparenza, il suo lato più strutturale e interno.

    Se consideriamo alcuni dei tratti del carattere menzionati, è interessante il punto della sua "antipatia per il chiacchierare", che lo avvicina a WATER VIOLET, CLEMATIS e IMPATIENS, ma lo è ancora di più, ciò che si riferisce al fatto che sono persone alle quali non piace "essere interrogate". In generale, quest'ultimo è un dettaglio su cui si insiste poco. Tuttavia, ci permette di fare un gioco di differenziazioni cliniche che aiuta a cercare di raggiungere la natura più profonda che motiva la condotta MIMULUS. Questa reazione dà una traccia che vale la pena seguire.

    CHICORY pensa che chi lo contesta non lo ama. Essere messa in discussione, per lei, è una forma di disaffezione che vive come tradimento. Per questo, non discute ma rimprovera. WATER VIOLET, invece, da una posizione di sdegno e orgoglio, rimane sordo a qualsiasi contestazione mentre pensa "come osa questo semplice mortale obiettare quello che io dico". Ecco perché punisce l'altro, che lo mette in discussione, con la bacchetta del Silenzio.

    VERVAIN sente di possedere la verità, e ogni dibattito sulle sue idee nel quale entra, parte dal fatto di considerare che l'altro si trova nell'ignoranza. Ecco perche ' vuole distruggerlo con la forza imposta del suo dogmatismo. IMPATIENS, dal canto suo, vive qualsiasi controversia come un peso che gli ruba tempo prezioso, così è intollerante alle dispute perché gli fanno "perdere tempo". Per questo si preferisce restare e lavorare da solo.

    Ma, per MIMULUS, invece, le domande che può ricevere, colpiscono la sua fragile sicurezza e lo gettano alle intemperie, la mancanza di un riparo e protezione. Inoltre gli provocano un'enorme mancanza di certezza nel sapere dove bisogna andare nella vita. Contraddirlo, lo fa sentire perso in un'esistenza che gli sembra un intricato labirinto. Per questo, MIMULUS, risponde all'essere contestato, evitando, come se fosse smarrito e senza meta.

    Di cosa parla questa circostanza? Perché evita di affrontare? In fondo all’avviluppato MIMULUS troviamo due realtà. Nella prima, non rischia e siccome non rischia non vive le esperienze, le subisce. Nella seconda, non vede se stesso come qualcuno in grado di crescere, si continua a rappresentare nella vulnerabilità infantile. E, questo, permette di evitare le responsabilità, tra le quali, una di queste è accettare le perdite e ricominciare, ogni volta che si sente che è sconfitto. Julio Cortázar commenta: "nulla è perduto se si ha il coraggio di affermare che tutto è perso e bisogna ricominciare di nuovo"
    Amore e fede per superare la paura

    Julian Barnard dice giustamente che MIMULUS possiede un'energia forte, positiva, ridente e chiara, spericolata o coraggiosa, possiamo pensare, ma poi ricorda, che questa pianta si fida della vita. Bach, chiaramente ha avuto lo stesso pensiero poiché in “Cura te stesso” (Heal Thyself) ha scritto sulla paura: “la paura in realtà non ha posto nel regno umano naturale, poiché la divinità dentro di noi siamo noi stessi, è inconquistabile e Immortale, e visto che non possiamo evitare di renderci conto di questo, come figli di Dio, non abbiamo nulla da temere." Julian, fa una deduzione interessante, "è la fede, quindi, che scaccia la paura" Un punto che non smette di essere strano, nel frattempo, Bach riprende lo sguardo evangelico di contrapporre l’amore alla paura, tuttavia, non c'è contraddizione, ma complementarità in entrambi i casi. Una convergenza che potrebbe essere espressa come: la fede nell'amore permette di affrontare e sciogliere il potere della paura.

    Come HEATHER, WILD OAT, GENTIAN e CHICORY; MIMULUS esercita un'azione sulla nostra respirazione. Ma, in realtà, si tratta di un effetto provocato non per un'influenza bronchiale o polmonare, ma diaframmatica. L'apnea che manifesta nel sentirsi invaso dalla paura, la superficialità della sua ispirazione e la poca profondità del suo giro espiratorio, si deve più al blocco muscolare che alla cavità dell'albero pettorale.

    E lo stringersi del diaframma, è sintomo di un tentativo di contenere i sentimenti che in maniera ammassata cercano di fluire alla coscienza. Quindi, questa difesa, è un tentativo di evitare che accada una cosa simile. Perché? Perché, la sensazione è che, se si consentisse agli affetti bloccati di uscire, sarebbe un rischio. In questo modo, MIMULUS, prova una maniera di sopravvivere ad intensità affettive dolorose che ha bisogno di tenere a bada. Altrimenti, queste emozioni lo travolgerebbero minando la sua integrità. Non per niente Bach oppone CHERRY PLUM a MIMULUS, nella suo diagramma delle due liste. E ' come se ci dicesse che se non curiamo il timore di perdere il controllo, MIMULUS non raggiunge la piena guarigione.
    Il coraggio di vivere             

    Vediamo oggi, MIMULUS, da un altro punto di vista. Tra parentesi, da una prospettiva che Bach esorta. C' è una sorta di contrasto in queste personalità: delicate, morbidi, vulnerabili e, al contempo, decise e risolte, capaci di superare ciò che temono; temerari e attenti; timidi e nervosi e, anche, pieni di coraggio e creativi. In questo senso, Bach osserva l'abilita di queste persone per "... alzarsi e affrontare le difficoltà della vita quotidiana ". Qui c'è qualcosa di importante da evidenziare: la vita quotidiana.

    Magari, in MIMULUS, non sono le sfide incredibili, quelle che lo fanno cadere nella paura, ma quelle quotidiane, consuete, abituali e stabili. Giustamente, tutto ciò che detesta VERVAIN, in MIMULUS produce paura e, in WATER VIOLET, indifferenza. Questa condizione, nella quale si rifugia MIMULUS, è, tuttavia, il sentiero per il quale cammina per imparare la tenerezza, la compassione, l’empatia, l’indulgenza e l’armonia. Il coraggio di fronte al quotidiano non è un problema minore della vita. ROCK ROSE si blocca in ciò che è inaspettato e sorprendente mentre, MIMULUS, sprofonda in ciò che è prevedibile e ordinario. MIMULUS teme quello che ha la forma e nome, ASPEN tutto quello che manca di questo: ciò che non ha forma ed è innominabile.

    Il temperamento coraggioso non consiste nella mancanza di paura, ma nell'avere la lucidità per affrontarla, con la convinzione che uno cade per imparare a rialzarsi. Se si guarda la sequenza della scoperta di Bach, si avverte, con un certo stupore, che la crudeltà IMPATIENS si salda con la bontà che sviluppa CLEMATIS e l'indifferenza CLEMATIS con la compassione che fa crescere MIMULUS. E, così, potremmo continuare anche ROCK ROSE, come se ci fosse un filo che lega i difetti di un fiore con la virtù del seguente, nella serie temporale della scoperta di ciascuno.

     
     
    Comunque, tornando alla questione del coraggio di fronte al quotidiano, tanto di MIMULUS che di VERVAIN, mi sembra opportuno ricordare una frase di Lao Tzu, per distinguerlo da quel valore di fronte a ciò che non è quotidiano: "Un uomo coraggioso fuori, osa morire; un uomo coraggioso dentro, osa vivere." in questo consiste la base dell'apprendimento che ci lega a MIMULUS: avere il coraggio di vivere. Non è poca cosa.

    Il timore di rimanere intrappolato in ciò che è definito, ciò che ha la forma, ciò che si può individuare e nominare, una realtà con confini vissuta come prigione, posiziona, MIMULUS, davanti al lavoro di cercare di essere libero all'interno di queste condizioni dell’esistenza. Per lui, questa è una verità: la terra e il corpo non sono facilitatori che gli consentono di radicare, ma limiti che non lo lasciano respirare.

    Questo fa sì che, letteralmente, MIMULUS, tema di vivere nella materialità terrena. Questa è un mondo che l'opprime e dal quale voler scappare. I sensi non sono, allora, fonte di esperienza ma di paura. Il suo lavoro evolutivo consiste nel riconoscere e avere accesso ai segni e alle forme della vita e muoversi all'interno di essi con libertà. In breve, occupare il palco della carnalità e del contesto fisico, nel quale l'anima deve convivere per imparare, e pensare che questa circostanza non limita il processo né racchiude la personalità, in cui abita, in griglie che rendono impossibile la sua crescita. Che la materia non è un muro che separa, ma un ponte che collega. La stessa cosa che succede in questo piano, succede in quello delle relazioni.
    Claustrofobia relazionale          

    Esiste, al suo interno, una profonda paura nello stabilire legami personali di intimità. MIMULUS possiede una certa "claustrofobia" relazionale. Mentre le interazioni che rimangano in superficie possono essere tollerate, il problema inizia quando la partecipazione affettiva crescente gli chiede di partecipare e impegnarsi.

    Soffre il "noi" come una catena che gli provoca sgomento e che, pertanto, vuole fuggire. Per questo, preferiscono "... stare da soli e tranquilli" (Bach). Un altro aspetto di questo tema è il fatto che gli altri, anche i più intimi, li innervosiscono per la loro "... avversione a parlare e a essere interrogati ..." (Bach), in funzione, anche, di una sorta di incapacità di "... lottare per la propria individualità personale..." (Bach) e di difendere la propria indipendenza.
     
    Questo lo porta non solo ad allontanarsi e isolarsi socialmente ma, come AGRIMONY, fare "... qualsiasi cosa per evitare la discussione". (Bach)

    Così vediamo come i primi tre rimedi che Bach studia, condividono una trama comune: preferiscono stare soli, discostarsi dal mondo. Le ragioni di ognuno sono diverse ma l'introversione è comune. Tuttavia, in MIMULUS, c'è una sfumatura di sensibilità e debolezza che fa in modo che l'ambiente esercita, in lui, un'azione offensiva, da cui ha bisogno di proteggersi anche se soffre di questo stato in silenzio e senza combattere.
    Dall’omeopatia all’alchimia

    La prima volta che Bach preparò MIMULUS fu nel 1928. Tuttavia, questo non è ancora un rimedio floreale, in quanto, lo elabora con il  sistema di frantumazione omeopatica, come con IMPATIENS e CLEMATIS. Questa questione pone una serie di punti interrogativi sulla natura stessa dell'azione del rimedio preparato in questa modalità, e sul resoconto che fece Bach all'epoca sul fiore, ancora valido a posteriori, quando già potenzia il fiore con il metodo solare.

    Penso che questo sia significativo, dato che, altrimenti, non si vedrebbe l'importanza del cambiamento di tecnica nell'elaborazione delle essenze che Bach incorpora a partire da maggio 1930, né il valore che gioca, in tutto questo, il sole e la rugiada. In quella stessa linea dobbiamo insistere sul fatto che ci troviamo in un momento cruciale del passaggio di Bach, dall'approccio omeopatico a quello alchemico. Non è un argomento secondario e basta leggere "Alcune considerazioni sulla malattia e la guarigione" (1930) affinché questa prospettiva, e le sue implicazioni, siano esposte.

    Il primo a cui ho sentito parlare del legame alchemico di Bach fu nel 1982  Richard Katz, ma la sua opera, in relazione a questo punto, si è concentrata sugli aspetti della preparazione delle essenze e non sul sistema floreale di Bach nel suo insieme. Ad essere sincero, non posso affermare che Richard non abbia approfondito l'argomento ma, per quanto ne so, mi sembra che il suo percorso di ricerca si è concentrata su quello che ho già detto che, per inciso, è uno sviluppo, di per sé, significativo.

    Il Maestro Luis Jiménez e io, credo che siamo stati i primi a insistere sulla realtà alchemica dell'opera di Bach. Una realtà che non è possibile ridurre a un metodo di preparazione di rimedi, né ad un legame storico con una genealogia terapeutica, ma bisogna estendere sia alla visione cosmica di Bach come alla sua proposta dell’arte di guarigione. Rimedi, dottrina e metodo di guarigione, tutto in Bach, è necessario immaginarlo alla luce della tradizione alchemica. Il maestro Yabir, che ha lasciato questa terra qualche anno fa, ci ha offerto, a suo tempo, la possibilità di costruire il ponte tra Bach e l'alchimia. Ma fu il maestro Luis Jiménez che ha concretizzato lo sviluppo di un modello integrale alchemico dei fiori di Bach.

    Vedo che il mio interesse per la storia mi ha fatto deviare la riflessione di oggi su MIMULUS ma, a mia discolpa, posso affermare che questo rimedio rappresenta una svolta fondamentale nella costruzione dell'opera di Bach. Non è solo il terzo rimedio ma il portico d'ingresso alla nascita della serie dei rimedi floreali il cui gesto si può riassumere così: la rugiada del fiore, immerso in acqua, esposto al sole.
    Legami di dipendenza

    Controllando i testi di Bach su MIMULUS, è possibile osservare alcuni punti che vale la pena sottolineare. Così, per esempio, in "Alcune considerazioni fondamentali sulla malattia e la guarigione", pubblicato in Homeopathic World, nel 1930, riporta come riferimento, di questo rimedio, l'Odio. Lì stesso Bach osserva che i MIMULUS si stancano facilmente, soffrono di esaurimento, sconforto e debolezza, tutte reazioni senza un nesso proporzionato alla causa che li provoca, che ciò che è sconosciuto produce timore e li alterano  (" li rendono nervosi"), così come le persone estranee e, inoltre,"... Il sonno è poco e non ristoratore. Sono fortemente ostili al rumore, alle chiacchiere e soprattutto all’essere interrogati. Queste cose li stancano molto. Desiderano stare da soli e in pace. Spesso si interessano di spiritismo e appartengono al tipo dei “medium”.

    Di alcuni di questi temi, abbiamo già parlato, ma di altri no. Su altri Bach non tornerà più ad puntualizzarli, nei suoi commenti su questo rimedio. Uno di questi aspetti, è il riferimento all'odio. Forse, questo punto può essere collegata con un commento che appare in “Libera a te stesso” (1932), riguardo al fatto che MIMULUS dà la capacità di liberare, in modo che la persona sia in grado di amare la propria vita. Mi chiedo: e perchè prima l'odiava?

    D'altra parte, se aveva bisogno di libertà, a cosa stava legato MIMULUS? La risposta è semplicemente alla paura. Tuttavia, credo che sia necessario contestualizzare  il paragrafo, nel quale Bach fa questo riferimento alla libertà, un enunciato che comincia con una domanda: " Desideri ribellarti per la tua libertà, ma non hai il coraggio di staccarti dai tuoi legami?" E, aggiunge Bach, " se è così, MIMULUS, che cresce ai bordi dei ruscelli cristallini, ti renderà libero di amare la tua vita, insegnandoti la simpatia più gentile verso gli altri."

    Mi sembra, quindi, alla luce di questa ed altre annotazioni, che bisogna apprezzare, in MIMULUS, il suo lavoro come un rimedio che permette di trasformare questa tipo di legame, nelle persone che non hanno il coraggio di lasciarsi alle spalle le relazioni, che per qualche ragione gli impongono condizioni di dipendenza, gli assorbono l'energia e impediscono loro di prendere in considerazione.

    Più avanti, nel 1932, dice Bach: " MIMULUS è pieno di paura. Queste persone cercano debolmente di sfuggire ai propri persecutori, ma sembrano ipnotizzate e soffrono la propria paura silenziosamente e senza resistenza. Generalmente creano alibi per se stesse." Certo, ognuno tirerà le sue conclusioni ma, c'è una chiara indicazione di questa essenza per la situazione nella quale la persona è bloccata dal fascino del suo prevaricatore. E, d'altra parte, così come HEATHER insegna ad amare noi stessi e CHICORY agli altri, MIMULUS ci mostra la strada per amare la nostra vita, la nostra storia e la nostra stessa condizione.
    Libertà situata: essere incarnato non è essere intrappolato

    Seguendo il percorso di imparare a rispettare i processi della vita (IMPATIENS), e a essere presente nel presente (CLEMATIS), siamo arrivati, al punto di affrontare il fatto che, per essere incarnati, in modo pieno, si deve vivere la libertà come “un'esperienza situata”  (MIMULUS). Esperienza situata che rappresenta, per l'anima, una condizione estranea alla sua natura essenziale, dato che, ella non ha i condizionamenti imposti dalla materia: forme, spazio-tempo, limiti...

    Che cosa si intende per “esperienza situata”? In modo sintetico, questo concetto riguarda la caratteristica dell'esistenza umana che consiste nell'essere transitoria ma, allo stesso tempo trasformare la terra in una casa, con quello che ciò significa per l'anima, nell’abbracciare una posizione carnale, geografica e storica.

    Questo duplice requisito, implica, per l'anima, imparare a convivere tra le forme e i contesti della vita, tra queste dimensioni tangibili e corporee che delimitano le possibilità che hai di dispiegare le tue capacità, senza dimenticare che è solo di passaggio. Questi limiti plasmano i contorni del suo viaggiare per la vita e, tuttavia nonostante ciò, non le tolgono il sentire che è possibile rimanere libera, all'interno di questi confini. E in più, a ciascuno di noi spetta, come compito preliminare, scoprire che lo spazio temporale, denso e contingente, nel quale all'anima tocca esistere sulla terra, è solo un ostacolo nell’inalterabile immaginario dell'ego.

    Questa proposta di libertà situata si traduce in un modo colloquiale, in: essere incarnato non è essere intrappolato. Quindi, la paura che domina gli esseri umani, frutto legittimo del fatto stesso di abitare il mondo, di sentire la separazione che impone la materia, è un modo che, tuttavia, rallenta  il processo di incarnazione dell'anima sulla terra. Circostanza che, senza dubbio, serve per impedire, all'anima, di incarnarsi pienamente e, pertanto, irrita l'apprendimento in questa vita.

    Se la terra è una scuola dove veniamo a imparare, questo avviene solo se ci immergiamo in modo pieno in lei.

    Il concetto di libertà situata, che stiamo spiegando, rende un uomo responsabile, quindi, delle sue azioni e, tale questione, si trova nel cuore del tema MIMULUS

    Bach insiste, ancora una volta, che non abbiamo scuse. Ciò che siamo è conseguenza della nostra libertà di scelta e, questo, comporta il fatto che siamo responsabili di noi stessi ma, alla pari, responsabili solidali dell’umanità. Guarisci te stesso, Voi soffrite a causa vostra, Libera te stesso, non sono solo titoli di libri ma proposte programmatiche sulla vita e sulla vita in comunità.
     
    Ogni volta che rileggo Bach, in questi argomenti, non smetto di ricordare precedenti letture di autori esistenzialisti. Negli anni sessanta, alla pari dell’ascoltare i Beatles, eravamo tutti un po' cultori di questa filosofia, ed è possibile considerare a Bach, un pre-Esistenzialista, con idee che lo avvicinano al pensiero di Gabriel Marcel. In questo senso, il punto centrale di corrispondenza, tra Bach e l'esistenzialismo, risiede in merito alla questione della libertà.

    Tanto m. Merleauy Ponty come J. P. Sartre, ciascuno a suo modo, propongono che, in ogni occasione in cui una persona progetta un piano per la propria vita, immaginando di farlo con completa autonomia, in realtà, si confronta con la prova che manca il dominio totale della propria libertà. Ciò è dovuto in parte al fatto che, al momento di scegliere, lo facciamo a partire da una disposizione, coerente, da una parte, nell'esperienza del corpo come una situazione primordiale dell'essere nel mondo e, dall'altra, per tutte le memorie che ci conformano e ci rendono ciò che siamo. Cioè, che da sempre abbiamo scelto da un orizzonte esperienziale precedente.

    D' altro canto, circostanze come l'esaurimento, malattie, incidenti, disastri naturali, non si trovano sotto il controllo completo della libertà personale. Tutte queste cose contano al momento di prendere decisioni. Se la malattia domina il mio corpo e questo si trova stremato per il dolore e la stanchezza, non ha senso voler uscire a fare esercizio, il mio corpo non lo permetterà.

    Il fatto di essere-nel-mondo ha un valore significativo in ciascun atto di libertà, è una condizione forzata della possibilità dell'esistenza. "la mia libertà, la facoltà che ho di essere il soggetto di tutte le mie esperienze, non si distingue dal mio inserimento nel mondo". (M. Merleau-Ponty)

    Questo concetto di libertà situata differisce da quello di libertà assoluta, in quanto, quest'ultima è, in sostanza, lontana dal mondo, un allontanamento che, MIMULUS, desidera possedere per non dover restare intrappolato in una condizione terrena che sente che lo soffoca. Ma non succede così nella libertà situata, che gli tocca accettare e pensare che c'è una realtà secondo la quale la persona deve immergersi nel mondo invece di separarsi da lui.
    Sentirsi in trappola; Paura di vivere

    Quando si parla di MIMULUS, ricordiamoci che, sentirsi in trappola, è un sentimento, non un fatto, né una verità. Quando questa è l'esperienza che invade, il primo riflesso difensivo naturale, per preservare la nostra stima, è trovare, al di fuori di noi, qualcuno (o qualcosa), su cui fare ricadere la colpa di questa situazione, o in ogni caso, che dia giustificazione sicura. E, anche se, il colpevole può essere un pericolo reale che sveglia la paura, tuttavia, la nostra vita è sotto la nostra responsabilità e ognuno di noi crea e dipinge i colori con i quali percepisce le situazioni che affronta.

    Così, la paura, non è un lampo obiettivo, ma il rendersi conto di un pericolo che sentiamo che noi non siamo in grado di affrontare. E, lì, è il punto chiave: sentire che non siamo in grado di affrontare.

    Questa affermazione significa considerare, nella reazione alla paura, la partecipazione soggettiva, di ognuno, nel processo percettivo di ciò che è pericoloso o meno, quello che si teme o meno. E ' quindi importante abbandonare l'abitudine di mettersi alla mercé di apparenti scenari di spavento, allarme e intimidazione e iniziare, al contrario, il sentiero di potenziare il modo personale di cui ognuno dispone per visualizzare, nel mondo e negli altri, cosa è pericoloso o cosa protegge, il minaccioso o il benevolo, con la maggiore certezza possibile.

    Ciò richiede renderci conto che, i pericoli esteriori, sono la proiezione del nostro universo interiore; che le situazioni che temiamo sono, in verità, sfide che ci chiamano per apprendere quello che ci tocca realizzare; che le chimere, mostri, sfingi, e altri stimoli che ci spaventano, rappresentano ciò che già abita nella nostra ombra e che chiede di uscire alla luce.

    Tuttavia, e senza diminuire un briciolo il commento precedente, quando una persona si trova intrappolata nella paura, questa situazione rappresenta, per la clinica, l'indicazione che è arrivata, nella sua storia, ad un momento di empasse, che è immersa in un vicolo cieco, all'interno di un pozzo che la ferma e non la lascia respirare.

    L' unicità di questa situazione è che, come indica Warren Buffett: “A volte, uscire da un pozzo, è tanto semplice come smettere di scavare”. Cioè, noi siamo gli autori del buco in cui camminiamo e nel quale stiamo affondando.

    L' evoluzione sempre proviene dall'interno della persona, in modo che, per provocare una trasformazione vera, per uscire dal tunnel, occorre modificare le nostre percezioni, opinioni, pensieri e abitudini. In questo senso, Bach, immaginava la vita come un viaggio e che, il godimento dell'esistenza, non risiede nelle mete ma nel percorso; che la vita è un'avventura e che, pertanto, bisogna viverla in maniera piena di godimento, interesse, piacere ed entusiasmo, dato che siamo qui sulla terra non per soffrire ma a godere, e la paura, come l'apatia, ci allontana da questa possibilità.

    L' ho già detto, è una prospettiva, nella quale, sono convinto, bisogna porre MIMULUS. Uno sguardo che ci permette di capire la struttura atomica di questo rimedio, da un luogo diverso dal consueto, che lo pensa in generale. Ecco, che il disegno centrale MIMULUS risiede nel timore alla limitazione, a restare rinchiuso in uno stampo, in qualsiasi cosa che si possa identificare, definire o mettere in parola e, in sintesi, a dover vivere sulla terra.

    Bisogna osservare come Bach stia costruendo la sua opera e come ci indica che in questi primi tre rimedi (IMPATIENS, CLEMATIS e MIMULUS) c'è un lavoro in comune tra di loro, legata all’incarnarsi dell'anima, far sì che l'anima si senta a suo agio in questo mondo così estraneo alla propria natura.
    La lezione che insegna Mimulus

    MIMULUS, insegna una lezione importante terrena all'anima:

    • a riconoscere ed accettare i tracciati, le caratteristiche ed i modelli della vita, come sono, senza metterli in discussione o inimicarceli; senza neanche sentire che la loro presenza soffoca o racchiude;
    • a vivere, correre e godere all'interno del mondo, la natura, la società, sentendo che siamo parti di tutti quegli spazi;
    • a non soffrire il corpo, la famiglia e l'identità come prigioni;
    • ad accettare l'esistenza materiale della vita e apprezzarla non come limite che ostacola il libero fluire, bensì come un sostegno per progredire.
     
    Fernando Pessoa, dà un'immagine molto appropriata per questo punto: fare della paura una scala, frase che illustra molto bene l'unico lavoro che deve fare questo fiore.

    Tutti i commenti precedenti convergono, per quanto possa sembrare un po' strano, nel fatto che MIMULUS comporta, nella sua struttura, una dose significativa di coscienza di libertà. Insegna che siamo padroni della nostra vita, anche davanti alle apparenti limitazioni imposte dalle situazioni dell'esistenza e dalle figure e forme che esse acquisiscono. E, tale atteggiamento, rappresenta una quota adeguata di compassione.
    La compassione

    Per il Buddismo, una visione che era nel cuore di Bach, la compassione diventa l'essenza della vita spirituale e la pratica principale di coloro che dedicano la loro vita al raggiungimento dell'illuminazione. Di più: il vero amore compassionevole, che sostiene il Buddismo, non ha nulla a che vedere con pena, pietà o sentimentalismi.

    È vero che, la compassione, consiste nella percezione e comprensione della sofferenza dell'altro, e il desiderio di alleviare, ridurre o eliminare tale stato. Ma, se l'altro è il mio specchio, la compassione che l'altro fa nascere in me, devo applicarla anche verso la mia persona.

    Il nostro dolore emotivo, al pari degli altri, merita di essere ascoltato e accolto con cordialità e benevolenza. Per fare questo è necessario essere compassionevoli e clementi verso noi stessi. E, in un certo senso, sono convinto che, una delle resistenze del MIMULUS, ha a che vedere con questo insegnamento. Quando una persona è dura e poco clemente con se stessa, come succede nella corazza ROCK WATER, MIMULUS può essere un'opzione prescrittiva adeguata.

    Questo non ci deve far perdere di vista che MIMULUS è uno dei rimedi che Bach ha scoperto per contribuire alla guarigione della paura. In particolare, di tutte le paura che hanno consistenza, che è possibile descrivere a parole, definire ed essere legate al materiale e al quotidiano. Quindi è una paura, osservata nella filogenesi, relativamente recente e legato al lobo prefrontale.

    La possibilità che i motivi di questa paura possano essere concettualizzati facilita il collegarli con tutto ciò che la ragione e suoi radar (i sensi) sono in grado di percepire, determinare, ritrarre, discriminare e nominare con nitidezza. Ancora, nel caso di paure come alla morte o fantasmi, il fatto di poter essere espressi li posiziona sul campo dell’azione di questo rimedio.

    Inoltre, c'era un tempo in cui Bach, considerava questo rimedio come utile nei paura dell'ignoto e la clinica indica la sua efficacia su questo piano ma, più specializzato, senza dubbio, in questo aspetto, è ASPEN.
    Il timore di essere coinvolti e impegnarsi in una relazione.

    Un punto interessante di MIMULUS risiede sulle considerazioni sui legami, già citate in precedenza. Bach commenta: "Desideri ribellarti per la tua libertà, ma non hai il coraggio di staccarti dai tuoi legami?” Lo stesso vale per il contrario: il timore di essere coinvolti e impegnarsi in una relazione.

    Andando per questa strada, tutto il tema della relazione con i genitori, il timore di trovarsi di fronte a loro e all'autorità in generale, è un campo dove il MIMULUS offre un'azione guaritrice. E, lo stesso accade quando c'è stanchezza o esaurimento dopo una malattia.

    L' anima vive nell'unità e incarnare significa rispettare una condizione di separazione alla quale l'anima si oppone. Tale situazione si esprime, in questo caso, come la paura MIMULUS di rimanere rinchiuso nella materialità dell'esilio terreno, che si rifiuta e che si tenta di confutare attraverso la stanchezza.
    Paura di vivere sulla terra

    Comunque, in clinica, la condotta MIMULUS, rivela una persona che ha paure concrete, generalmente consapevoli ma che, in realtà, sono la punta di un abisso. Dietro c'è una complessa condotta di rifiuto dello stare nella vita e nella realtà fisica. Vediamo, allora, che, attraverso un altro strumento, MIMULUS tenta la stessa cosa di CLEMATIS.

    Con questa impostazione cerco di recuperare la prospettiva dell'anima nell'esperienza della personalità MIMULUS e cerco di dimostrare che, i tratti timorosi e evitanti di questo tipo floreale, rivelano un disaccordo profondo con l'impegno di stare sulla terra. In modo che, prendere questa essenza, permette di accettare che la condizione primaria dell'evoluzione è che, l'anima, possa vivere nel doppio scenario di una personalità e della terra, senza essere intrappolata, per questo, in una prigione limitante.

    D' altra parte, e sotto il punto di vista della personalità, MIMULUS ci libera da paure, timori, vigliaccherie, tremori, soprassalti, allarmi, diffidenze, apprensioni, timidezze e sfiducie, che ci allontanano dall'amore e dal gustare il mondo. Insomma, ci dota del coraggio necessario per godere della nostra libertà senza sentire che i compromessi, i confini e le norme ostacolano e limitano e, inoltre, ci prepara a non mostrare i denti alle cose fisiche, come fossero un nemico.

    Abbiamo visto come IMPATIENS scappa dall'amore per la fretta con cui transita attraverso la vita, senza possibilità di viverla; che CLEMATIS non si apre a una nuova opportunità di amore dopo che ha perso quello che credeva di amare, anche se il suo amore fosse un amore cieco e MIMULUS, evita l'amore perché lo sente come un impegno che lo lega e lo limita. Ma, all'amore, bisogna unire, in MIMULUS, la libertà. Sotto questo piano, IMPATIENS si sente prigioniero del tempo che deve superare; CLEMATIS ha perso la libertà ed è schiavo di inseguire l'amore che è andato e, MIMULUS,  teme di rimanere ostaggio delle circostanze dell'esistenza. Amore e libertà, ancora una volta. Ma c'è, inoltre, un altro lato di MIMULUS che vale la pena esplorare: dipendenza e saggezza.
    Dipendenza e saggezza

    Le eccessive pretese esistenziali, come il desiderio di immortalità che incoraggia IMPATIENS, o gli aneliti conoscitivi, come il desiderio di svelare i misteri dell'universo, che con tanto gusto impegnano VERVAIN, sono accompagnate, molto spesso, sul piano individuale dall'ansia e dal fanatismo su quello collettivo. Entrambe le situazioni sono le occasioni da cui dovremmo stare lontani.

    Da qui si capisce che l'opera e il lavoro di ogni essere umano, consiste nel cercare di superare la paura dei limiti, reprimendo per riuscirci, le ansie naturali di trascendenza (meccanismo con il quale VERVAIN sfugge alla realtà), che l'anima spinge senza sosta, e che di solito si sistemano attraverso il sapere. In questo modo, la coscienza si collega con il classico "prova a conoscere", invece di prova a vivere.

    Sápere aude (osa sapere) è una massima latina che, inoltre, è possibile tradurre come "abbi il coraggio di usare la tua stessa ragione". La divulgazione di questa frase si deve al filosofo Immanuel Kant che nel suo insegnamento  “Cos'è l'illuminismo?”, riprende un'altra coniata da Orazio nel I secolo A.C. che affermava che: chi ha cominciato, ha già fatto la metà: osa sapere, inizia.

    Collegare il pensiero del movimento dell'Illuminismo con MIMULUS, non è forzato nè superficiale. L' Illuminismo rappresenta, nella storia delle idee, l'abbandono da parte dell'umanità, dell'età infantile. In un modo più preciso, l'uscita dalla dipendenza del pensiero. Non pensare per se stessi, essere in attesa che qualcuno a cui attribuiamo un potere speciale su di noi ci dica cosa pensare, a volte, esprime una realtà MIMULUS.
     
    L’Età minore (ndr vedi Kant) o l'Età dell'innocenza, consisteva in un periodo storico, in cui la coscienza dell'umanità era prigioniera di una profonda disabilità per avvalersi, per se stessa, del proprio intelletto, senza contare sull'aiuto e la direzione di un'altra coscienza. Un'altra coscienza alla quale, si attribuiva l’autorità per stabilire quello che c'era da pensare.

    È importante tener presente che, ognuno è responsabile della propria immaturità, poiché, la causa di questa non risiede nell'esistenza di un difetto di intelligenza, ma nella mancanza di decisione e del coraggio di usarla con indipendenza , senza la necessità di essere sottomesso ad un potere esterno. Quindi, l'idea centrale dell'Illuminismo, di cui abbiamo accennato in precedenza, è la seguente: non avere paura di avere un tuo pensiero.

    Tuttavia, è abbastanza comune che gli esseri umani, con autonomia del loro livello di preparazione e posizione sociale, e nonostante che la natura li abbia già liberati della guida altrui, persistono e godono di tale situazione di vassalli. Le cause? Sono diverse ma, una molto significativa, è la paura della libertà.

    Se scienza, religione o filosofia, pensano per me, anche se in modo raffinato, sono dipendente. Se cerco la verità in un libro che sostituisce il mio criterio, se i comandamenti sostituiscono la mia convinzione, etica, se ad un terapeuta  concedo il potere di guarire, se metto la mia felicità in un altro che mi ama, tutto questo mi porterà a non richiedere di esercitare la mia libera decisione e la mia volontà. In tutti i casi esiste una paura a praticare l'atto di scegliere, una caratteristica di dipendenza, un distacco della saggezza di sapere più di me stesso.

    La paura MIMULUS implica, sempre, la presenza di un motivo descrivibile, una forma umana che, nel suo stesso risultato comporta la pena: quanto più conosciamo più temiamo. Ma, nella sua polarità, quanto più amiamo più allontaniamo il timore della nostra vita. E’ chiaro che, per amare, bisogna buttarsi in l'avventura della vita e questo è ciò che MIMULUS ha paura di fare. Non dobbiamo avere paura di lanciarci alla vita; siamo qui per fare esperienza e conoscenza... (Edward Bach)
    Frasi di Bach sulla paura

    Volevo condividere con voi, per chiudere questa riflessione su MIMULUS, alcune frasi di Bach che mi sembra contribuiscano ad avere un'idea più chiara del ruolo della paura nella nostra vita.
     
    " non dobbiamo avere paura di lanciarci nella vita; siamo qui per acquisire esperienza e conoscenza, ed impareremo poco, a meno che non affrontiamo la realtà e ci adoperiamo al massimo. Questa esperienza si può acquisire in qualsiasi posto e le verità della natura e dell'umanità si possono ottenere con pari efficacia, o forse anche di più, stando tanto in una casetta di campagna come tra il rumore e il trambusto di una città."
     
    " Ma nelle ore più buie, quando la vittoria sembra pressoché impossibile, ricordiamoci sempre che i figli di Dio non hanno nulla, da temere, che i nostri spiriti ci affidano solo compiti che noi siamo in grado di svolgere. Infine, con il nostro coraggio e con la fede nella Divinità che è in noi, arriveremo alla meta."

    " la paura in realtà non ha posto nel regno umano naturale, dato che la divinità dentro di noi, che siamo noi stessi, è indomita e immortale e se solo potessimo renderci conto di questo, come figli di Dio, non c'è niente che dobbiamo temere."

    " la paura può far sì che sentiamo freddo e rabbrividiamo, o può farci tremare le mani e le ginocchia, ma se la paura scompare, il corpo torna alla normalità."

    " una paura può essere sconfitta e dimenticata in presenza di una paura più grande, ma la vera cura di ogni paura è il perfetto coraggio.."

    " qualsiasi persona su cui possiamo esercitare la nostra volontà, controllo o potere è un pericolo per la nostra libertà. Non importa se la nostra influenza si deve all'amore, al potere, alla paura o a ciò che ottengono da noi. La nostra anima deve essere grata a tutti coloro che si rifiutano di "essere i nostri servitori”, poiché questo ruba a noi e a loro la propria individualità."

    "... partiamo principalmente, come i cavalieri di un tempo, per distruggere il drago della paura, sapendo che non dobbiamo mai dire una parola di scoraggiamento, ma che possiamo offrire SPERANZA, sì, e soprattutto, CERTEZZA a coloro che soffrono."
    Scritti tratti da https://www.facebook.com/eduardohoracio.grecco?fref=ts    24/1/2017
    Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura



     
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