Differenze tra omeopatia e floriterapia (Duccio Ruggeri*) - Fiori per l'anima

Vai ai contenuti

Differenze tra omeopatia e floriterapia (Duccio Ruggeri*)

Articoli > 2016

macrolibrarsi un circuito per lettori senza limiti

Credo che sia importante fare un po' di chiarezza in merito alla confusione che in questo periodo si sta facendo tra Floriterapia ed Omeopatia.
A prima vista queste due tecniche potrebbero sembrare simili, ma non e' così, esistono parecchie differenze che le rendono due tecniche distinte e separate; vediamo quali sono.

Innanzitutto, per comprendere bene la prima, e' importante fare una premessa iniziale. Bach era un omeopata, e prima di scoprire i rimedi floreali, divenne famoso per la scoperta di 7 nosodi - delle specie di vaccini orali - preparati dai batteri dalla flora patogena intestinale, che venivano diluiti e dinamizzati (succussione omeopatica). Già da allora, Bach cercò di sostituire questi prodotti con delle piante dinamizzate omeopaticamente. Ecco cosa disse a riguardo: "Desidererei che fosse possibile presentarvi 7 piante anziché 7 gruppi di batteri, perché esiste nella mente di molti una certa resistenza all'idea di utilizzare uno strumento terapeutico associato alla malattia".
Quindi, Bach provò a fare questa sostituzione, ma incontrò una difficoltà importante; ecco come ce la spiega:
"Stiamo facendo grandi sforzi per riuscire a sostituire i nosodi batterici con piante e ne abbiamo in effetti individuate alcune, ma c'e' qualcosa che manca e che ci impedisce per il momento di evitare l'uso dei nosodi. Questo qualcosa e' la POLARITA'. I rimedi della natura, una volta dinamizzati, sono di polarità positiva, mentre quelli legati alla malattia sono di polarità inversa: al momento sembra che la polarità inversa dei nosodi batterici giochi un ruolo fondamentale... forse in futuro si scoprirà un nuovo metodo di dinamizzazione".

Nel giro di due anni fu Bach stesso a scoprire il metodo di dinamizzazione che risolveva completamente il problema della polarità.
Quindi questa e' la prima grande differenza: i rimedi omeopatici vengono dinamizzati con succussione, mentre quelli floreali no, perché se così fosse si otterrebbe un prodotto di polarità diversa da quello che serve. Questo la dice lunga anche sui vari prodotti commerciali a base di fiori dinamizzati in maniera omeopatica. Bach aveva già preparato i 12 guaritori diluiti alla terza, quarta e settima centesimale e dinamizzati omeopaticamente, ma successivamente scartò la preparazione omeopatica a favore di quella che tutti conosciamo.

Parliamo ora della diluizione e della tintura madre. I prodotti omeopatici vengono preparati a partire da tinture madri, che si ottengono mediante l'infusione della pianta in alcol per lunghi periodi, al fine di estrarne i principi attivi. Da qui vengono poi preparate tutta una serie di diluizioni, dalle più basse, per agire sul piano fisico, alle più alte, che servono invece per curare principalmente gli stati mentali.
La tintura dei rimedi floreali invece, viene preparata lasciando i fiori in acqua e sotto il sole per qualche ora, oppure tramite bollitura, ed il brandy viene aggiunto solo dopo come conservante, per cui si ottengono già alla base due tinture con caratteristiche completamente diverse e che nulla hanno a che vedere tra loro in termini di efficacia terapeutica. In più i rimedi floreali vengono utilizzati ad un'unica diluizione, che in termini quantitativi di prodotto potrebbe, più o meno, corrispondere ad una seconda centesimale omeopatica, con la grossa differenza che un tale rimedio omeopatico, come abbiamo già detto, interverrebbe esclusivamente sul piano fisico, mentre come ben sappiamo i fiori di Bach interagiscono a livello mentale, emotivo e spirituale, e questo anche se utilizzati alla sola prima diluizione (dalla boccettina stock).

Altro punto importante: i rimedi omeopatici curano secondo la legge del simile, ed e' così che vengono sperimentati affinché se ne possano tracciare le indicazioni terapeutiche.
Mi spiego meglio;  Se un prodotto, somministrato frequentemente su un soggetto sano, procura dei sintomi e dei malesseri ben precisi, lo stesso prodotto, preparato omeopaticamente, interverrà su sintomi e malesseri simili.
Se analizziamo adesso i rimedi floreali, vediamo che questo non succede. Dando ad esempio Mimulus ad un soggetto sano, questo non procurerà ne' disturbi, ne' malesseri. Quindi se la medicina allopatica utilizza la legge dei contrari e quella omeopatica la legge del simile, si potrebbe dire che i rimedi floreali agiscono per armonizzare gli opposti, sviluppando le qualità opposte, per l'appunto, al difetto. Ecco di nuovo cosa scrive Bach:
"E' fondamentalmente sbagliato dire che il simile cura il simile; il simile può combattere il simile, il simile può respingere il simile, ma nel senso della vera guarigione, il simile non può curare il simile. Cosicché e' vero che l'odio può essere superato da un odio più grande, ma può essere curato solo dall'amore. Anche una paura può essere sconfitta e dimenticata in presenza di una paura più grande, ma la vera cura di ogni paura e' il perfetto coraggio. Se voi ascoltate gli insegnamenti di Krishna, del Buddha o di Cristo, troverete sempre che gli insegnamenti del bene superano il male. Cristo ci insegnò a non resistere al male, ad amare i nostri nemici, a benedire chi ci perseguita, e in questo non c'e' nessun simile che cura il simile. E così nella vera guarigione, e così nel progresso spirituale, noi dobbiamo sempre cercare di far sì che il bene scacci il male, l'amore superi l'odio, e la luce dissolva il buio".

Altra differenza; i rimedi omeopatici, sono estremamente sensibili a caffè, aglio e cipolla crudi, menta, canfora, campi elettromagnetici, ecc. Tutto questo non succede assolutamente con i fiori di Bach, che restano attivi in ogni caso menzionato, e questo proprio in virtù delle differenti caratteristiche dei due tipi di rimedi.

Infine possiamo dire che I FIORI DI BACH NON POSSONO ESSERE IN ALCUN MODO NOCIVI, mentre con l'omeopatia bisogna essere particolarmente prudenti, ed un suo studio approfondito e' indispensabile, per evitare errori che potrebbero procurare, sopratutto ad alte diluizioni, quelli che vengono definiti effetti di "psicotizzazione", dove anziché ottenere una azione "centrifuga" se ne ottiene una "centripeta", che può dare problemi di cronicizzazione dei disturbi e spostamento della sintomatologia in altri distretti".

Articolo tratto da: http://www.floriterapia.com/bachitalian/ruggeri.htm
Le frasi in neretto sono state evidenziate dalla redazione per una lettura più veloce dell'articolo.



* Duccio Ruggeri, riflessologo,  naturopata. E' nato a Messina nel 1961 e si occupa da oltre quindici anni di tecniche riflessologiche e di trattamenti naturopatici, praticando e insegnando vari stili di riflessologia, la multiriflessologia e la floriterapia di Bach. In questi anni ha scritto numerosi articoli per importanti riviste del settore ed e' stato piu' volte ospite di trasmissioni radio-televisive trattando temi inerenti la salute ed il benessere. Nel 1996 ha pubblicato il libro “I RIMEDI VIBRAZIONALI” edito dalla casa editrice meb, mentre nel 2005 ha curato la revisione scientifica del libro “RIFLESSOLOGIA, tecniche manuali per la salute e il benessere” edito dalla casa editrice Tecniche Nuove, e nel 2007, sempre per Tecniche Nuove, ha curato la revisione scientifica del libro “ RIFLESSOLOGIA DELLA MANO, esercizi per la salute e il rilassamento”.
Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 001355428886
Torna ai contenuti