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Sentirsi in trappola; Paura di vivere; La lezione che insegna Mimulus; La compassione (Mimulus 4/5) Eduardo H. Grecco - Fiori per l'anima

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Sentirsi in trappola; Paura di vivere; La lezione che insegna Mimulus; La compassione (Mimulus 4/5) Eduardo H. Grecco

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Quando si parla di MIMULUS, ricordiamoci che, sentirsi in trappola, è un sentimento, non un fatto, né una verità. Quando questa è l'esperienza che invade, il primo riflesso difensivo naturale, per preservare la nostra stima, è trovare, al di fuori di noi, qualcuno (o qualcosa), su cui fare ricadere la colpa di questa situazione, o in ogni caso, che dia giustificazione sicura. E, anche se, il colpevole può essere un pericolo reale che sveglia la paura, tuttavia, la nostra vita è sotto la nostra responsabilità e ognuno di noi crea e dipinge i colori con i quali percepisce le situazioni che affronta.
 
Così, la paura, non è un lampo obiettivo, ma il rendersi conto di un pericolo che sentiamo che noi non siamo in grado di affrontare. E, lì, è il punto chiave: sentire che non siamo in grado di affrontare.
Questa affermazione significa considerare, nella reazione alla paura, la partecipazione soggettiva, di ognuno, nel processo percettivo di ciò che è pericoloso o meno, quello che si teme o meno. E ' quindi importante abbandonare l'abitudine di mettersi alla mercé di apparenti scenari di spavento, allarme e intimidazione e iniziare, al contrario, il sentiero di potenziare il modo personale di cui ognuno dispone per visualizzare, nel mondo e negli altri, cosa è pericoloso o cosa protegge, il minaccioso o il benevolo, con la maggiore certezza possibile.
 
Ciò richiede renderci conto che, i pericoli esteriori, sono la proiezione del nostro universo interiore; che le situazioni che temiamo sono, in verità, sfide che ci chiamano per apprendere quello che ci tocca realizzare; che le chimere, mostri, sfingi, e altri stimoli che ci spaventano, rappresentano ciò che già abita nella nostra ombra e che chiede di uscire alla luce.
 
Tuttavia, e senza diminuire un briciolo il commento precedente, quando una persona si trova intrappolata nella paura, questa situazione rappresenta, per la clinica, l'indicazione che è arrivata, nella sua storia, ad un momento di empasse, che è immersa in un vicolo cieco, all'interno di un pozzo che la ferma e non la lascia respirare.
 
L' unicità di questa situazione è che, come indica Warren Buffett: “A volte, uscire da un pozzo, è tanto semplice come smettere di scavare”. Cioè, noi siamo gli autori del buco in cui camminiamo e nel quale stiamo affondando.

L' evoluzione sempre proviene dall'interno della persona, in modo che, per provocare una trasformazione vera, per uscire dal tunnel, occorre modificare le nostre percezioni, opinioni, pensieri e abitudini. In questo senso, Bach, immaginava la vita come un viaggio e che, il godimento dell'esistenza, non risiede nelle mete ma nel percorso; che la vita è un'avventura e che, pertanto, bisogna viverla in maniera piena di godimento, interesse, piacere ed entusiasmo, dato che siamo qui sulla terra non per soffrire ma a godere, e la paura, come l'apatia, ci allontana da questa possibilità.
 
L' ho detto ieri è una prospettiva, nella quale, sono convinto, bisogna porre MIMULUS. Uno sguardo che ci permette di capire la struttura atomica di questo rimedio, da un luogo diverso dal consueto, che lo pensa in generale. Ecco, che il disegno centrale MIMULUS risiede nel timore alla limitazione, a restare rinchiuso in uno stampo, in qualsiasi cosa che si possa identificare, definire o mettere in parola e, in sintesi, a dover vivere sulla terra.
 
Bisogna osservare come Bach stia costruendo la sua opera e come ci indica che in questi primi tre rimedi (IMPATIENS, CLEMATIS e MIMULUS) c'è un lavoro in comune tra di loro, legata all’incarnarsi dell'anima, far sì che l'anima si senta a suo agio in questo mondo così estraneo alla propria natura.

 
MIMULUS, insegna una lezione importante terrena all'anima:
 
  • a riconoscere ed accettare i tracciati, le caratteristiche ed i modelli della vita, come sono, senza metterli in discussione o inimicarceli; senza neanche sentire che la loro presenza soffoca o racchiude;
  • a vivere, correre e godere all'interno del mondo, la natura, la società, sentendo che siamo parti di tutti quegli spazi;
  • a non soffrire il corpo, la famiglia e l'identità come prigioni;
  • ad accettare l'esistenza materiale della vita e apprezzarla non come limite che ostacola il libero fluire, bensì come un sostegno per progredire.
 
Fernando Pessoa, dà un'immagine molto appropriata per questo punto: fare della paura una scala, frase che illustra molto bene l'unico lavoro che deve fare questo fiore.
 
Tutti i commenti precedenti convergono, per quanto possa sembrare un po' strano, nel fatto che MIMULUS comporta, nella sua struttura, una dose significativa di coscienza di libertà. Insegna che siamo padroni della nostra vita, anche davanti alle apparenti limitazioni imposte dalle situazioni dell'esistenza e dalle figure e forme che esse acquisiscono. E, tale atteggiamento, rappresenta una quota adeguata di compassione.
 
Per il Buddismo, una visione che era nel cuore di Bach, la compassione diventa l'essenza della vita spirituale e la pratica principale di coloro che dedicano la loro vita al raggiungimento dell'illuminazione. Di più: il vero amore compassionevole, che sostiene il Buddismo, non ha nulla a che vedere con pena, pietà o sentimentalismi.
 
È vero che, la compassione, consiste nella percezione e comprensione della sofferenza dell'altro, e il desiderio di alleviare, ridurre o eliminare tale stato. Ma, se l'altro è il mio specchio, la compassione che l'altro fa nascere in me, devo applicarla anche verso la mia persona.
 
Il nostro dolore emotivo, al pari degli altri, merita di essere ascoltato e accolto con cordialità e benevolenza. Per fare questo è necessario essere compassionevoli e clementi verso noi stessi. E, in un certo senso, sono convinto che, una delle resistenze del MIMULUS, ha a che vedere con questo insegnamento. Quando una persona è dura e poco clemente con se stessa, come succede nella corazza ROCK WATER, MIMULUS può essere un'opzione prescrittiva adeguata.
 

Questo non ci deve far perdere di vista che MIMULUS è uno dei rimedi che Bach ha scoperto per contribuire alla guarigione della paura. In particolare, di tutte le paura che hanno consistenza, che è possibile descrivere a parole, definire ed essere legate al materiale e al quotidiano. Quindi è una paura, osservata nella filogenesi, relativamente recente e legato al lobo prefrontale.

La possibilità che i motivi di questa paura possano essere concettualizzati facilita il collegarli con tutto ciò che la ragione e suoi radar (i sensi) sono in grado di percepire, determinare, ritrarre, discriminare e nominare con nitidezza. Ancora, nel caso di paure come alla morte o fantasmi, il fatto di poter essere espressi li posiziona sul campo dell’azione di questo rimedio.

Inoltre, c'era un tempo in cui Bach, considerava questo rimedio come utile nei paura dell'ignoto e la clinica indica la sua efficacia su questo piano ma, più specializzato, senza dubbio, in questo aspetto, è ASPEN.


Le riflessioni di E.H. Grecco su Mimulus:
Scritti tratti da https://www.facebook.com/eduardohoracio.grecco?fref=ts Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura

6/2017

 
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