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SACERDOTISA Y HECHICERA - Repertorio La Cancion de Eva

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Nome: Calochortus superbus
Sacerdotessa e maga - Archetipo di Medea
È la donna che sta connessa alla saggezza intuitiva che la accompagna in tutta la sua vita ma che si rivela, molto frequentemente, nell'ultima parte della sua esistenza., lì dove accede a poter godere di una maggiore libertà ed indipendenza. Questa saggezza dà alla donna la capacità di comprendere la natura delle cose nella sua forma presente e nel suo divenire e questo desta l'interesse della gente nel consultarla e nel chiedere il suo consiglio. Tuttavia, è una persona che preferisce la solitudine e si riprende nella calma. Ha un gran talento nel ponderare gli avvenimenti e sviscerarne i significati profondi. Il pericolo che corre è nell'isolarsi, concentrarsi in eccesso su se stessa e perdere contatto col mondo.
Può essere, inoltre, la donna che sveglia la sua spiritualità e segue un maestro e si apre ad una nuova percezione della vita centrata nella ricerca del cammino interiore. Quando questo succede è usuale che la donna trascenda i suoi ruoli di moglie e madre ed abbia un senso critico verso i valori patriarcali della società.
Colore del fiore : del bersaglio al giallo o lavanda con un marrone e porpora vicino alla base
Metallo: argento e piombo
Corpo fisico : linfa, milza, intestino, cervello, midollo, patologie croniche e processuali, patologie ossee, temperamento nervoso.

Miti e Leggende relative ad Medea

Figlia di Eeto, re della Colchide, è uno dei personaggi più celebri e controversi della mitologia greca. Il suo nome in greco significa "astuzie, scaltrezze", infatti la tradizione la descrive come una maga dotata di poteri addirittura divini.

Quando Giasone arriva in Colchide insieme agli Argonauti alla ricerca del Vello d'oro, lei se ne innamora perdutamente. E pur di aiutarlo a raggiungere il suo scopo giunge ad uccidere il fratello Apsirto, spargendone i poveri resti dietro di sé dopo essersi imbarcata sulla nave Argo insieme a Giasone, divenuto suo sposo. Il padre così, trovandosi costretto a raccogliere le membra del figlio, non riesce a raggiungere la spedizione, e gli Argonauti tornano a Corinto con il Vello d'Oro.

Dopo dieci anni, però, Creonte, re della città, vuole dare sua figlia Glauce in sposa a Giasone, dando così a quest'ultimo la possibilità di successione al trono. Giasone accetta, abbandonando così sua moglie Medea. Malgrado la disperazione della donna, vista l'indifferenza di Giasone, Medea medita una tremenda vendetta. Fingendosi rassegnata, manda in dono un mantello alla giovane Glauce, la quale, non sapendo che il dono è pieno di veleno, lo indossa per poi morirne fra dolori strazianti. Il padre Creonte, corso in aiuto, tocca anch'egli il mantello, morendo. Ma la vendetta di Medea non finisce qui. Per assicurarsi che Giasone non abbia discendenza, uccide i figli avuti con lui condannandolo all'infelicita' perpetua

Fuggita ad Atene, a bordo del carro del Sole, Medea sposa Egeo, dal quale ha un figlio: Medo. A lui Medea vuole lasciare il trono di Atene, finché Teseo non giunge in città. Egeo ignora che Teseo sia suo figlio, e Medea, che vede ostacolati i suoi piani per Medo, suggerisce al marito di uccidere il nuovo venuto durante un banchetto. Ma all'ultimo istante Egeo riconosce suo figlio, e Medea è costretta a fuggire di nuovo.
Torna nella Colchide, dove si ricongiunge e si riappacifica con il padre Eete.

(tratto da
http://it.wikipedia.org)


 
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