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Le relazioni; Vivere sulla terra; Dipendenza e saggezza (Mimulus 5/5) Eduardo H. Grecco - Fiori per l'anima

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Le relazioni; Vivere sulla terra; Dipendenza e saggezza (Mimulus 5/5) Eduardo H. Grecco

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Un punto interessante di MIMULUS risiede sulle considerazioni sui legami, già citate in precedenza. Bach commenta: "Desideri ribellarti per la tua libertà, ma non hai il coraggio di staccarti dai tuoi legami?” Lo stesso vale per il contrario: il timore di essere coinvolti e impegnarsi in una relazione.
Andando per questa strada, tutto il tema della relazione con i genitori, il timore di trovarsi di fronte a loro e all'autorità in generale, è un campo dove il MIMULUS offre un'azione guaritrice. E, lo stesso accade quando c'è stanchezza o esaurimento dopo una malattia.
 
L' anima vive nell'unità e incarnare significa rispettare una condizione di separazione alla quale l'anima si oppone. Tale situazione si esprime, in questo caso, come la paura MIMULUS di rimanere rinchiuso nella materialità dell'esilio terreno, che si rifiuta e che si tenta di confutare attraverso la stanchezza.
 
Comunque, in clinica, la condotta MIMULUS, rivela una persona che ha paure concrete, generalmente consapevoli ma che, in realtà, sono la punta di un abisso. Dietro c'è una complessa condotta di rifiuto dello stare nella vita e nella realtà fisica. Vediamo, allora, che, attraverso un altro strumento, MIMULUS tenta la stessa cosa di CLEMATIS.
 
Con questa impostazione cerco di recuperare la prospettiva dell'anima nell'esperienza della personalità MIMULUS e cerco di dimostrare che, i tratti timorosi e evitanti di questo tipo floreale, rivelano un disaccordo profondo con l'impegno di stare sulla terra. In modo che, prendere questa essenza, permette di accettare che la condizione primaria dell'evoluzione è che, l'anima, possa vivere nel doppio scenario di una personalità e della terra, senza essere intrappolata, per questo, in una prigione limitante.
 
D' altra parte, e sotto il punto di vista della personalità, MIMULUS ci libera da paure, timori, vigliaccherie, tremori, soprassalti, allarmi, diffidenze, apprensioni, timidezze e sfiducie, che ci allontanano dall'amore e dal gustare il mondo. Insomma, ci dota del coraggio necessario per godere della nostra libertà senza sentire che i compromessi, i confini e le norme ostacolano e limitano e, inoltre, ci prepara a non mostrare i denti alle cose fisiche, come fossero un nemico.
 
Abbiamo visto come IMPATIENS scappa dall'amore per la fretta con cui transita attraverso la vita, senza possibilità di viverla; che CLEMATIS non si apre a una nuova opportunità di amore dopo che ha perso quello che credeva di amare, anche se il suo amore fosse un amore cieco e MIMULUS, evita l'amore perché lo sente come un impegno che lo lega e lo limita. Ma, all'amore, bisogna unire, in MIMULUS, la libertà. Sotto questo piano, IMPATIENS si sente prigioniero del tempo che deve superare; CLEMATIS ha perso la libertà ed è schiavo di inseguire l'amore che è andato e, MIMULUS,  teme di rimanere ostaggio delle circostanze dell'esistenza. Amore e libertà, ancora una volta. Ma c'è, inoltre, un altro lato di MIMULUS che vale la pena esplorare: dipendenza e saggezza.
 
Le eccessive pretese esistenziali, come il desiderio di immortalità che incoraggia IMPATIENS, o gli aneliti conoscitivi, come il desiderio di svelare i misteri dell'universo, che con tanto gusto impegnano VERVAIN, sono accompagnate, molto spesso, sul piano individuale dall'ansia e dal fanatismo su quello collettivo. Entrambe le situazioni sono le occasioni da cui dovremmo stare lontani.
 
Da qui si capisce che l'opera e il lavoro di ogni essere umano, consiste nel cercare di superare la paura dei limiti, reprimendo per riuscirci, le ansie naturali di trascendenza (meccanismo con il quale VERVAIN sfugge alla realtà), che l'anima spinge senza sosta, e che di solito si sistemano attraverso il sapere. In questo modo, la coscienza si collega con il classico "prova a conoscere", invece di prova a vivere.
 
Sápere aude (osa sapere) è una massima latina che, inoltre, è possibile tradurre come "abbi il coraggio di usare la tua stessa ragione". La divulgazione di questa frase si deve al filosofo Immanuel Kant che nel suo insegnamento  “Cos'è l'illuminismo?”, riprende un'altra coniata da Orazio nel I secolo A.C. che affermava che: chi ha cominciato, ha già fatto la metà: osa sapere, inizia.
Collegare il pensiero del movimento dell'Illuminismo con MIMULUS, non è forzato nè superficiale. L' Illuminismo rappresenta, nella storia delle idee, l'abbandono da parte dell'umanità, dell'età infantile. In un modo più preciso, l'uscita dalla dipendenza del pensiero. Non pensare per se stessi, essere in attesa che qualcuno a cui attribuiamo un potere speciale su di noi ci dica cosa pensare, a volte, esprime una realtà MIMULUS.
 
L’Età minore (ndr vedi Kant) o l'Età dell'innocenza, consisteva in un periodo storico, in cui la coscienza dell'umanità era prigioniera di una profonda disabilità per avvalersi, per se stessa, del proprio intelletto, senza contare sull'aiuto e la direzione di un'altra coscienza. Un'altra coscienza alla quale, si attribuiva l’autorità per stabilire quello che c'era da pensare.
 
È importante tener presente che, ognuno è responsabile della propria immaturità, poiché, la causa di questa non risiede nell'esistenza di un difetto di intelligenza, ma nella mancanza di decisione e del coraggio di usarla con indipendenza , senza la necessità di essere sottomesso ad un potere esterno. Quindi, l'idea centrale dell'Illuminismo, di cui abbiamo accennato in precedenza, è la seguente: non avere paura di avere un tuo pensiero.
 
Tuttavia, è abbastanza comune che gli esseri umani, con autonomia del loro livello di preparazione e posizione sociale, e nonostante che la natura li abbia già liberati della guida altrui, persistono e godono di tale situazione di vassalli. Le cause? Sono diverse ma, una molto significativa, è la paura della libertà.
Se scienza, religione o filosofia, pensano per me, anche se in modo raffinato, sono dipendente. Se cerco la verità in un libro che sostituisce il mio criterio, se i comandamenti sostituiscono la mia convinzione, etica, se ad un terapeuta  concedo il potere di guarire, se metto la mia felicità in un altro che mi ama, tutto questo mi porterà a non richiedere di esercitare la mia libera decisione e la mia volontà. In tutti i casi esiste una paura a praticare l'atto di scegliere, una caratteristica di dipendenza, un distacco della saggezza di sapere più di me stesso.
 
La paura MIMULUS implica, sempre, la presenza di un motivo descrivibile, una forma umana che, nel suo stesso risultato comporta la pena: quanto più conosciamo più temiamo. Ma, nella sua polarità, quanto più amiamo più allontaniamo il timore della nostra vita. E’ chiaro che, per amare, bisogna buttarsi in l'avventura della vita e questo è ciò che MIMULUS ha paura di fare. Non dobbiamo avere paura di lanciarci alla vita; siamo qui per fare esperienza e conoscenza... (Edward Bach)
 
Volevo condividere con voi, per chiudere questa riflessione su MIMULUS, alcune frasi di Bach che mi sembra contribuiscano ad avere un'idea più chiara del ruolo della paura nella nostra vita.
 
" non dobbiamo avere paura di lanciarci nella vita; siamo qui per acquisire esperienza e conoscenza, ed impareremo poco, a meno che non affrontiamo la realtà e ci adoperiamo al massimo. Questa esperienza si può acquisire in qualsiasi posto e le verità della natura e dell'umanità si possono ottenere con pari efficacia, o forse anche di più, stando tanto in una casetta di campagna come tra il rumore e il trambusto di una città."
 
" Ma nelle ore più buie, quando la vittoria sembra pressoché impossibile, ricordiamoci sempre che i figli di Dio non hanno nulla, da temere, che i nostri spiriti ci affidano solo compiti che noi siamo in grado di svolgere. Infine, con il nostro coraggio e con la fede nella Divinità che è in noi, arriveremo alla meta."
 
" la paura in realtà non ha posto nel regno umano naturale, dato che la divinità dentro di noi, che siamo noi stessi, è indomita e immortale e se solo potessimo renderci conto di questo, come figli di Dio, non c'è niente che dobbiamo temere."
 
" la paura può far sì che sentiamo freddo e rabbrividiamo, o può farci tremare le mani e le ginocchia, ma se la paura scompare, il corpo torna alla normalità."
 
" una paura può essere sconfitta e dimenticata in presenza di una paura più grande, ma la vera cura di ogni paura è il perfetto coraggio.."
 

" qualsiasi persona su cui possiamo esercitare la nostra volontà, controllo o potere è un pericolo per la nostra libertà. Non importa se la nostra influenza si deve all'amore, al potere, alla paura o a ciò che ottengono da noi. La nostra anima deve essere grata a tutti coloro che si rifiutano di "essere i nostri servitori”, poiché questo ruba a noi e a loro la propria individualità."
 
"... partiamo principalmente, come i cavalieri di un tempo, per distruggere il drago della paura, sapendo che non dobbiamo mai dire una parola di scoraggiamento, ma che possiamo offrire SPERANZA, sì, e soprattutto, CERTEZZA a coloro che soffrono."



Le riflessioni di E.H. Grecco su Mimulus:
Scritti tratti da https://www.facebook.com/eduardohoracio.grecco?fref=ts Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura

6/2017

 
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