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ESPOSA COMPROMETIDA - Repertorio La Cancion de Eva

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Esposa comprometida
Nome: Calochortus argillosus
Moglie impegnata - Archetipo di Era
È la donna il cui obiettivo centrale dell'esistenza è il matrimonio. Avere un compagno è essenziale per la sua vita. Si compromette seriamente, è leale e fedele nelle sue relazioni ma quando si sente disprezzata e tradita può reagire con violenza. Cerca di adattarsi per piacere al suo compagno e lo trasforma nel centro della sua esistenza. Questo la porta, molte volte, a sentirsi oppressa col passare del tempo e frustrata, soprattutto, se la relazione non è quella che si aspettava. Devono potere imparare ad essere protagoniste della propria vita e non farla girare intorno ad un uomo.
D'altra parte questa è la donna compagna leale che sostiene una relazione di parità con l'uomo, che condivide i suoi progetti e l'aiuta a crescere ma che rimane sempre un passo dietro di questo.
Per lavorare sull'invidia
Colore del fiore: rosa con un certo rossore e bianco
Metallo: stagno
Corpo fisico: pancreas, fegato, cartilagini, sistema digestivo, patologie espansive, dilatazioni, degenerazioni, grasso, ipertensione. Cirrosi, occhio destro.

Miti e Leggende relative ad Era

Nella mitologia greca Era o Hera era moglie, nonché sorella maggiore, di Zeus. Figlia di Crono e Rea, venne brutalmente mangiata dal padre, che intendeva ucciderla come tutti i suoi fratelli, perché una profezia aveva detto che uno dei figli di Crono avrebbe preso il suo posto sul trono degli dei. Zeus però riuscì a salvarsi e, una volta cresciuto, salvò tutti i suoi fratelli.

Era la dea del matrimonio e la sua continua lotta contro i tradimenti del consorte diede origine al tema ricorrente della "Gelosia di Era" che rappresenta lo spunto per quasi tutte le leggende e gli aneddoti relativi al suo culto. La figura a lei corrispondente nella mitologia romana fu Giunone. I suoi simboli sacri erano la vacca ed il pavone.
Era veniva ritratta come una figura maestosa e solenne, spesso seduta sul trono mentre porta come corona il "Polos", il tipico copricapo di forma cilindrica indossato dalle dee madri più importanti di numerose culture antiche. In mano stringeva una melagrana, simbolo di fertilità e di morte usato anche per evocare, grazie alla somiglianza della sua forma, il papavero da oppio.

Era, molto gelosa dei tradimenti del marito, odiava soprattutto Eracle suo figliastro. La natura umana dell'eroe portò Era ad odiare tutto il genere umano, era conosciuta come la più vendicativa degli dei e spesso usava gli uomini come autori del suo volere distruttivo. Era sceglieva i suoi guerrieri spedendo loro delle piume di pavone, animale a lei sacro
Era è la patrona del matrimonio propriamente detto e rappresenta l'archetipo simbolico dell'unione di uomo e donna nel talamo nuziale, tuttavia non è certo famosa per le sue qualità di madre. I figli legittimi nati dalla sua unione con Zeus sono Ares, Ebe (la dea della giovinezza), Eris (la dea della discordia) ed Ilizia (protettrice delle nascite). Era, resa gelosa dal fatto che Zeus era diventato padre di Atena senza di lei (infatti l'aveva avuta da Metide), decise di per ripicca di mettere al mondo Efesto senza la collaborazione del marito. Entrambi però rimasero disgustati al vedere la bruttezza di Efesto e lo scagliarono giù dall'Olimpo. Efesto si vendicò del rifiuto subito dalla madre costruendole un trono magico che, una volta che ella vi si sedette, non le permise più di alzarsi. Gli altri dei pregarono più volte Efesto di tornare sull'Olimpo e liberarla, ma egli rifiutò ripetutamente. Allora Dioniso lo fece ubriacare e lo riportò sull'Olimpo incosciente, trasportandolo con un mulo. Efesto accettò di liberare Era, ma solo dopo che gli fu concessa in moglie Afrodite.

Callisto, una ninfa che faceva parte del seguito di Artemide, fece voto di restare vergine, ma Zeus si innamorò di lei e assunse l'aspetto di Apollo (secondo altre versioni di Artemide stessa) per adescarla e sedurla. Era allora, per vendicarsi del tradimento, trasformò Callisto in un'orsa. Tempo dopo Arcade, il figlio che Callisto aveva generato con Zeus, quasi uccise per errore la madre durante una battuta di caccia e Zeus, per proteggerli da ulteriori rischi, li mise in cielo trasformandoli in costellazioni.

Un giorno Era stava per sorprendere Zeus con una delle sue amanti, chiamata Io, ma Zeus riuscì ad evitarlo all'ultimo, trasformando Io in una giovenca bianca. Era tuttavia era ancora insospettita e chiese a Zeus di darle la giovenca in dono. Una volta ottenutala, Era la affidò alla custodia del gigante Argo, perché la tenesse lontana da Zeus. Il re degli dei allora ordinò ad Ermes di uccidere Argo, cosa che il dio fece addormentando il gigante dai cento occhi grazie al suono del suo flauto e poi tagliandoli la testa. Era prese gli occhi del gigante e, per onorarlo, li pose sulle piume della coda del pavone, il suo animale sacro. Quindi mandò un tafano a tormentare Io, che cominciò a fuggire per tutto il mondo conosciuto, fino a giungere in Egitto dove, dopo aver partorito il figlio Epafo, riacquistò forma umana.
Lamia era una regina della Libia della quale Zeus si era innamorato. Era per vendicarsi trasformò la donna in un mostro, ed uccise i figli che aveva avuto da Zeus. Una diversa versione della leggenda dice che Era le uccise i figli e Lamia si trasformò in un mostro per il dolore. Lamia venne anche colpita da Era con la maledizione di non poter mai chiudere gli occhi, in modo che fosse per sempre condannata a vedere ossessivamente l'immagine dei suoi figli morti. Zeus, per consentirle di riposare, le concesse il potere di cavarsi temporaneamente gli occhi e poi rimetterli al loro posto.
(tratto da http://it.wikipedia.org)

 
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