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Chicory alcune riflessioni (Eduardo H. Grecco)

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Continuiamo il nostro viaggio tra i 12 guaritori attraverso le parole del dr. Grecco. Ho raccolto e tradotto i post sull'essenza floreale che lui ha pubblicato sul suo profilo Facebook e che sono molto interessanti per approfondire, riflettere e scoprire aspetti più nascosti di ogni essenza.

Ciò che è emerso da Chicory l'ho diviso in varie parti, cercando di darne un titolo che ne riassumesse il contenuto. Cliccando sul titolo potete andare a leggere direttamente la parte di vostro interesse, oppure leggere tutto l'articolo scorrendolo di seguito. Buona lettura! Antonella Napoli


Riflessioni su Chicory



Iniziamo oggi una riflessione su CHICORY. Probabilmente, con un fiore con tanta storia come CHICORY, risulta piuttosto difficile dire qualcosa di nuovo. Tuttavia, la clinica insegna il carattere inesauribile della condotta umana e lì dimora  la speranza di cercare di recuperare osservazioni e deduzioni che permettano di vedere questo fiore da nuove prospettive.

Invidia
 
Negli ultimi commenti suggeriamo l'idea di una connessione tra AGRIMONY e CHICORY basata, in parte, nella tendenza in comune, di occupare il centro della scena. Animati da motivazioni diverse la preoccupazione di essere accettati degli altri sembra giocare un ruolo peculiare in entrambi. Ma, l'osservazione clinica mi fa riflettere su una emozione che sembra che entrambi condividono e che li porta, in modi diversi, a deformare la realtà: l'invidia.

Il grande pensatore che fu Araon Panikar, diceva, in maniera precisa, quello che spero tradurre in ciò che segue, ricordando di tenere sempre conto del precedente: "è facile fare una caricatura alterata a partire dalla nostra invidia." Una caratteristica essenziale del CHICORY è l'amore tra le persone, in quanto, ci insegna il valore della vicinanza, il contatto e la cura in una relazione affettiva interpersonale. Questo movimento di imparare a trovare e conoscere l'amore dentro di noi fluendo verso l'altro, è una esperienza fondante, nel senso, che ci collega, con il fatto che, l'evoluzione e la crescita, si producono solo nella relazione, che i legami sono l'essenza dell'esistenza e, in questo senso, CHICORY è un eccellente maestro per WATER VIOLET.

A tutti è conosciuto il lato vulnerabile di CHICORY: la possessività, il suo attaccamento, l'eccessiva protezione con la quale cela il desiderio di dominare sugli altri, la paura della perdita, l'emarginazione, il rifiuto, il suo desiderio di fare bella figura e protagonismo. Così, non andiamo a insistere su questi aspetti adesso, ma rifeririamoci a certe emozioni, in particolare l'invidia e la sua polarità emotiva l'ammirazione, che tessono nel cuore del CHICORY una ragnatela che gli impedisce di costruire una vita indipendente a partire da se stessi. È che, per qualsiasi ragione, quello che fanno, in maniera costante, è di partire dall’invidia o dall'ammirazione, dal parlare male degli altri o riverirli, dal confrontarli o accettarli, ma mai dal centro di loro stessi.

L' invidia ha un rapporto stretto con la gola e CHICORY è un ghiottone incallito, sia di cibo dolce come di elogi e riconoscimenti che sono come caramelle per il suo ego. Tanto interessamento per ciò che è zuccherato nasconde una fonte di amarezza che lo porta a invidiare ciò che gli altri hanno, fanno o sono, senza rendersi conto che, in questo semplice atto, sta dando prova che riconosce, in modo inconscio, il valore dell'altro. Invidia solamente ciò che viene considerato prezioso, cerca di distruggere e screditare solamente ciò che ammira.
 
All'invidioso interessa la prosperità, la felicità e il successo dell'altro. Il benessere altrui lo irrita, l'angoscia e lo dispera. Vuole impadronirsi di tutto quel valore, perché dietro l'invidia si può riconoscere la presenza di una dipendente e smisurata avidità, che WILLOW sviluppa a partire da una percezione impersonale e CHICORY solo in relazione a qualcuno che ama o ammira.

Quindi, l'invidia, può essere considerata come l’altro lato della medaglia dell'ammirazione e, l'invidioso, dispiega la sua azione di fronte al terrore di sentire di essere nessuno in mezzo agli altri. Con i suoi attacchi, quello che cerca è proprio questo: riconoscimento, essere qualcuno, stare sul palco, prendere il posto di chi vuole distruggere con i suoi attacchi d’invidia. È per questo che la Psicologia insegna, ampiamente, che dietro l'invidia c’è il complesso di inferiorità, forti incapacità spirituali, insicurezza, egocentrismo, capriccio, infantilismo e, soprattutto, una mancanza di speranza di raggiungere ciò che si invidia.

Di fronte a questa condizione, che abbiamo descritto, uno dei meccanismi invidiosi che CHICORY sviluppa, è usare parole cattive, parlare male di un altro, cercare di distruggerlo e dequalificarlo usando informazioni della sua vita privata, non rispettando la privacy altrui, distorcendo la realtà, cercando di minare le amicizie che gli altri hanno tra di loro, cercando di allontanare e separare.
 
Questa condotta non si riduce solo al "dire" ma, anche nel mettere in bocca della persona che si invidia, commenti su altri (generalmente negativi) per fomentare diffidenza, rancore e astio. E, quando non riesce a trovare "scheletri negli armadi" - cioè storie sulle quali fondare i propri attacchi invidiosi - li inventa. Allora, ci troviamo di fronte, per dirla con una metafora astrologica, con un CHICORY che ha un VINE nel suo ascendente.

Allo stesso modo, quando cela l'invidia dietro una causa, nella quale si offre come salvatore o liberatore, vediamo un CHICORY con ascendente VERVAIN. Immaginiamo questa triade floreale (CHICORY-VERVAIN-VINE) funzionare nel complesso. Allora, CHICORY diventa un pettegolo, un’allegra comare, che attraverso la sua parola vuole avvelenare e infangare le opere altrui. Il pettegolezzo e la maldicenza è, in queste persone, un desiderio incontenibile.
I fatti contano più delle parole, diceva mia nonna.

Tutti gli esseri umani hanno ombre e luci, ma solo CHICORY, si ferma e scruta nelle ombre dell'altro, poiché, a causa della sua miserabile condizione di incapacità, proietta all’esterno il proprio inferno personale. L' invidia, come emozione CHICORY, reclama reliquie, trofei, vittime sulle quali sostenere la propria identità. La sua impotenza nell’ammirare l'altro e descriverlo con gratitudine, lo rende rigido e laborioso, nelle sue intenzioni tortuose. Ma, anche se potesse seppellire, con le proprie azioni, la virtù altrui, questa rimarrebbe viva. Mai l'avidità dell'invidia CHICORY può, anche se ci prova, mostrare qualcosa di diverso dalla propria povertà personale. Come ha detto Papa Francesco "la persona pettegola è un terrorista. Lancia una bomba distrugge e se ne va". Cerchiamo di non essere terroristi verbali.

Esiste una tradizione in merito all'invidia che consiste nel considerarla come una forma di odio e pensarla come un'azione aggressiva che è il riflesso della distruttività che quella persona ospita al suo interno. Tuttavia, l'annientamento dell'altro, delle sue conquiste o delle sue opere, non è la finalità ultima dell'invidia. Quello che tratta veramente, questa emozione, è l’impellente esigenza di cancellare uno specchio che, a guardarci, ci produce molto dolore. Perché? Perchè quello specchio riflette quello che vogliamo e non siamo o non siamo stati in grado di realizzare, quindi, distruggere l'altro è il mezzo per rompere questo testimone e rimuovere la presenza di una verità che fa male: occhio non vede cuore non duole. Messa così l'invidia non solo indica amarezza, odio, rabbia, rancore, ma miseria, impotenza, disperazione e mancanza.

Facendo torto, offendendo, parlando male dell'altro, CHICORY scarica in esplosioni di collera il suo dolore e, allo stesso tempo, mette in evidenza il suo sentimento negato di inferiorità davanti all'altro. Per lei, la sola esistenza dell'altro che invidia è motivo sufficiente per percepirsi umiliata ed è questo che cerca di evitare e di fare diventare cosciente. La cura di questa emozione negativa consiste nel riconoscere questa caratteristica come mancante e il suo rapporto con episodi infantili dei quali la situazione attuale è una ripetizione. Per questo motivo, CHICORY offre un aiuto importante e ci permette di scoprire che, nella stessa energia inadeguata dell'invidia, c’è la sua pena e la sua virtù. Dopo tutto l'energia invidiosa è quella che, una volta trasformata, serve di base al processo di integrazione che permette di incorporare ciò che l'altro ha di prezioso e farlo parte di noi.

La conseguenza è la gratitudine: "non importa ciò che è successo tra di noi, da te ho imparato e per questo sono grato". Quando osserviamo l'azione di questa essenza in questa direzione, possiamo anche scoprire che noi, i terapeuti, non siamo esenti dall’invidiare, non solo nostri colleghi, maestri e altre ammirevoli figure, ma anche i nostri pazienti. L' invidia, come qualsiasi altra emozione, è un cammino e una maestra potente sul sentiero dell'evoluzione che ci indica la presenza di un desiderio che è stato lasciato da compiere. La domanda è se si tratta di un desiderio dell'Anima o una necessità della personalità. In quest'ultimo caso appare come un attaccamento da eliminare, il primo come un mandato di vita che ci manca di realizzare.

L’egoista
 
L' egoista è il primo archetipo che Bach correlato CHICORY. Lo fa in un testo del 1930 “Alcune considerazioni fondamentali sulla malattia e la guarigione" Qual è la natura dell'immagine di personalità che lì ci mostra? La prima cosa che Bach indica, è il carattere manipolatore di questa essenza: “Queste persone desiderano usare gli altri per i propri fini". Insomma, si sottolinea, in piano centrale, l'intenzionalità della condotta di sfruttamento che, CHICORY, conduce nelle sue relazioni interpersonali.

Non si tratta di una risposta reattiva, ma di un piano a lungo termine. Per questo, più in basso il testo, Bach aggiunge, “Sono molto tenaci e intriganti per ottenere ciò che vogliono". Ma, trovo più attraente la seconda descrizione che Bach fa: "... sono possessive, all’opposto della madre amorevole che si sacrifica". Esiste un immaginario, nel mondo floreale, su CHICORY, che la presenta come una madre assorbente, ma, caritatevole e sacrificata. Sembra che Bach non la pensi così in questo testo. Tutto l'inverso: la vede come fredda e meschina.

E, se questo commento sembra duro, vediamo quattro esempi di come Bach descrive il tipo CHICORY nei suoi casi clinici del 1931:
 
1) "la paziente per quarant'anni è stata una tribolazione per suo marito e la sua famiglia; sempre preoccupandosi di piccole cose e mai lasciandoli riposare in pace. Sempre lamentandosi dei dettagli; attirando l'attenzione; è priva di alcun affetto; natura dura e fredda."
2) "natura fredda, dura ed esigente; cerca sempre di convincere gli altri che facciano quello che lei desidera."
3) "natura forte e decisa; insiste nel fare la propria volontà, senza che gli importi molto degli altri nel suo sforzo per ottenere ciò che vuole."
4) "tipo di donna magra e puritana, che ha governato la casa con il pugno di ferro. Non un briciolo di affetto o compassione."

Credo che queste note di Bach mettono in tavola la necessità di rivedere alcune convinzioni su questo fiore. Una, tra loro, è rimuovere dalla nostra mente i disegni che abbiamo costruito su CHICORY di qualcuno che è pesante ma affettuoso. Vedremo che, Bach, effettua modifiche su questo fiore nel corso degli anni, ma questo non ribalta questa versione iniziale di affrontare una persona ostile, uomo o donna, dal momento che, nelle sue storie di pazienti CHICORY, Bach comprende in questo visione tanto uomini che di donne. Ma non scoraggiatevi che arriverà il lato luminoso.

Stiamo esaminando un testo di Bach del 1930 su CHICORY, con l'obiettivo di creare un quadro generale di quello che Bach intendeva con la personalità di questo fiore. Al di là di quello che abbiamo già detto, il testo segue mostrando un aspetto che poi diventerà un elemento centrale di HEATHER. “Loquaci, parlano continuamente e in modo rapido, affaticando gli altri con le proprie chiacchiere. Sono mediocri ascoltatori, riportano sempre la conversazione ai propri interessi. Inquietano e innervosiscono gli altri per questioni triviali: sembra che il loro desiderio sia di non concedere agli altri né pace né riposo. Sono egoisti, duri e pieni di sé." Senza dubbio, potremmo separare i suddetti argomenti in diversi luoghi comuni, ma penso che mantenendo unito ciò che Bach ha detto in questo punto, possiamo vedere come sottolinea non solo l'egocentrismo che li caratterizza ma, il ricorso al discorso che utilizzano per cercare di mantenere tutti ai loro piedi.

In quello che segue è riportata, ancora una volta, la connessione di CHICORY con AGRIMONY: "La loro stessa vivacità, al principio forse divertente e piacevole, presto stanca coloro che li circondano. Desiderano la compagnia e odiano stare da soli, di fatto temono la solitudine perché dipendono dagli altri per la propria dose di vitalità." La paura della solitudine, un altro legame con HEATHER ma, in realtà, una trama centrale del suo mondo affettivo. E, ci si chiede cosa sono disposti a fare per non stare soli? Bach ci risponde: “Ottengono simpatia e attenzione grazie a racconti pieni di autocommiserazione e ai loro malanni; creano molti dei propri problemi e simulano una malattia se pensano che ciò attirerà l’attenzione degli altri." Insomma, finzione, manipolazione, ricatto emotivo.

La clinica ci mostra realtà su cui è necessario riflettere. Ci sono persone che risultano amorevoli e cordiali finché non emerge la voglia di desideri che sono per loro di vitale importanza. Allora, “quando non riescono ad avere la meglio su questioni importanti diventano dispettosi, astiosi, vendicativi e maligni." (Bach) questa reazione, che Bach descrive, è un esempio di CHICORY, in modo molto comune anche se nei testi floreali se ne parla poco. La frustrazione verso i suoi desideri, il fallimento dei loro piani, il naufragio dei propri sforzi, la perdita del posto centrale, trasforma la persona CHICORY completamente. Allora, viene fuori, sulla superficie del suo modo di essere, la parte occulta e sinistra che tengono dietro ad una maschera tenera.

Là dove AGRIMONY nasconde il dolore, CHICORY occulta malignità. La condizione di cattiveria indica, in chi la possiede, l'assenza di reale e autentica bontà nel suo comportamento. Allo stesso tempo, implica la capacità di sapere come usare certi meccanismi per andare incontro, in un modo premeditato e perfido, a norme etiche e accordi precedenti per il bene di tutti. In breve, è l'impiego di un potere morale sbagliato, per portare a termine o cercare di farlo, attività che causano pregiudizio, problemi, guai, danni, inconvenienti o disgrazie ad altre persone.

E, se togliamo qualche conseguenza naturale dall'affermazione precedente, è possibile sostenere l'idea che, la cattiveria, consiste nel fatto che una persona esegue azioni per le quali il risultato è mancare di rispetto e violare l’intimità di altri. Così, quando a qualcuno non importa l'effetto delle proprie azioni sulla vita o circostanze dei suoi simili, soprattutto quando sono deboli o indifese, si sta comportando con cattiveria. Se ci domandiamo, in coscienza, per i casi che affrontiamo nella clinica, se questo è nel cuore di un certo tipo di persone CHICORY, la risposta non sarà altro che un massiccio e affermativo sì.
 
Unito a tutto quanto sopra detto su CHICORY e i comportamenti prossimi al male, voglio aggiungere un altro commento di Bach. Nello stesso testo che stiamo analizzando dice: “Come parenti o amici hanno molte pretese e, anche se non vengono realizzate, rappresentano sempre una grande fonte di stanchezza." in un caso clinico indica "donna estremamente irritante, gelosa e nervosa; ha fatto schiavi tutta la sua famiglia per anni."

Vediamo, allora, da una parte, la relazione che può stabilirsi rispetto a quando abbiamo detto di AGRIMONY e delle sue relazioni con familiari e vicini ma, dall'altra, la frequenza con cui la condotta CHICORY, attorno a questa questione , rasenta l'assoluta mancanza di coscienza sull'impatto delle sue azioni, il dominio tirannico che esercitano e il vampirismo psichico che, seppur senza intenzione, è lì presente. A questo punto mi chiedo, in quello che fanno il problema è che non vedono o non sono interessati molto all’altro? Forse saranno le due possibilità, ma sono consapevole che, in quei giorni nei quali nella mia anima risiede un po’ di rabbia, preferisco immaginare che, dato che Zeus fu cresciuto, da bambino, dalla Capra Amaltea (ed ebbe come conseguenza crescendo di diventare un grosso “caprone”), quindi, anche i CHICORY sono allevati con latte d'asina e per questo danno calci (è un detto di mia nonna) che mi porta a dire che bisogna cercare, allora, di stare lontano da loro perchè non scalcino.

Affinché non diventiate critici con me rispetto a questi commenti su CHICORY, leggiamone un altro di Bach che è come una carezza se confrontato con il mio, con quello che ho scritto: "come indicato nel numero di dicembre del "Homeopathic world " dicembre 1930, il paziente di Cichorium è possessivo e dominante; desideroso di controllare gli altri. Utilizzeranno qualsiasi mezzo di cui dispongono per attirare l'attenzione verso di loro e interferire con la felicità e la libertà degli altri. Spesso sono chiacchieroni, pignoli, rimproverano e possono simulare o utilizzare la malattia per ottenere compassione." Un bel quadretto.

L’utilità di Chicory
 
Non mi è facile incontrare una persona CHICORY. Lo accetto. Mi sento invaso dalle loro richieste e dalla sua tendenza a infilarsi nelle fessure della mia vita, ed entrare in quelle cose che ritengo essere la mia privacy. Chiedere di fatti che fanno parte della mia vita privata. So che, a questo punto, esagero, forse, incoraggiato da una disposizione contraria, che non manca di rivelare alcune cose in comune, con ciò che non mi piace o, forse, la memoria di una madre fortemente CHICORY, che ha sviluppato in me, una quota di ipersensibilità all’attenzione eccessiva, mi ha massacrato con correzioni e consigli, su quello che devo o non devo fare e come farlo.

Ma, osservo, tuttavia, che questi personaggi, compaiono nella mia vita, in modo ripetuto. Mi chiedo, allora, che karma devo pagare? Quali colpe devo riscattare? Scherzi a parte, cosa devo imparare da questi incontri? Se guardiamo CHICORY dal punto di vista del lavoro dell’anima, possiamo immaginare che queste personalità soddisfano la missione di aiutare altre anime a incarnarsi, ad aderire, condizione essenziale per imparare nella scuola della terra.

Inoltre, l'anima di CHICORY insegna a prendersi cura dell'anima stessa, per non permettere che l'anima incarnata dimentichi che è solo un passaggio questo piano di esistenza terrena. È chiaro che il distacco, è coerente con lo scopo spirituale dell'evoluzione e che, il mondo e le relazioni, spesso arrivano a distrarci da questo lavoro. Ma, l'anima, ha un compito e una responsabilità significativa: trovare i tesori della vita ed esplorare i suoi meandri attraverso l’attaccamento, trasformare l'esilio dell'anima sulla terra, in una casa come condizione necessaria di ogni possibilità di apprendimento.

In questo compito, succede che, l'anima, cerca di attaccarsi alla vita, in un modo avvincente e complicato, chiedendo un desiderio quotidiano di contatto e vicinanza, che CHICORY può fornire e trasmettere. Così, come WATER VIOLET catechizza la solitudine, CHICORY insegna intimità. Quindi, ora ho la certezza che, quando qualcuno CHICORY appare nella mia vita, perché c’è qualcosa a cui non mi sono attaccato e la vita mi ricorda che mi tocca farlo. Allora, sono riuscito a passare dalla rabbia alla gratitudine e benedire quello che prima detestavo. Altrettanto, ho notato che, quanto più velocemente mi attacco a ciò che rifiutavo di abbracciare, più presto il CHICORY se ne va della mia vita.

I tanti aspetti di Chicory
 
Nel corso della sua ricerca, Bach definisce CHICORY in vari modi, anche apparentemente inconciliabili. Sono tutti molto interessanti e pieni di freschezza e determinazione di ciò che proviene dai risultati clinici. In questo transitare, tuttavia, quello che mi attrae e cattura la mia attenzione, è vedere come, man mano che scopri altri rimedi collegati con lo stato CHICORY, Bach va riformulando e adattando la sua azione.

In altri commenti ho fatto riferimento al concetto di "Fiore spettro" e, forse, CHICORY ne è il miglior esempio. Leggendo i testi di Bach sul fiore, vediamo come ne sono contenuti altri come HEATHER, PINE, HOLLY, WILLOW, VINE.... Inizialmente, Bach si riferisce a CHICORY, come l'Egoista, mettendo come la sua lezione di vita il diventare generoso mediante la devozione, virtù che comporta lo sviluppo di un profondo sentimento di rispetto e ammirazione, verso gli altri, ispirato dalla dignità, virtù o meriti che essi possiedono.

Qui ci troviamo con il "CHICORY devoto". Ma, nella sua ultima descrizione conosciuta ci si riferisce ad un CHICORY a tre facce. Parla di questo fiore, come di qualcuno troppo occupato alla cura e al benessere degli altri (CHICORY entusiasta), che ha necessità di correggerli (CHICORY critico) e molto bisognoso che familiari e amici, restino vicino (CHICORY richiedente). Forse, la sua prima descrizione - una persona possessiva, concentrata su se stessa, dura, rancorosa, vendicativa e crudele - era più aperta ma eccessivamente focalizzata sugli aspetti negativi.

Chicory – Vervain – Centaury - Agrimony
 
In questo primo testo, che abbiamo commentato in precedenza, sembra sottolineare la questione della polarità egoismo-generosità che, in una certa misura, torniamo a vedere in VERVAIN, con la differenza che, CHICORY, sembra dirigere la sua energia più all'interno e al quotidiano e VERVAIN verso l’esterno e l’inconsueto. Comunque, entrambi agiscono sul mondo cercando di cambiarlo a differenza di CENTAURY e AGRIMONY, che sono passivi e che accettano che il mondo agisca su di loro. A loro volta, VERVAIN e CENTAURY , sono interessati ad agire sul mondo esterno mentre, CHICORY e AGRIMONY, sono emotivi e sensibili di fronte al mondo interiore. VERVAIN e CHICORY si orientano verso se stessi e AGRIMONY e CENTAURY verso gli altri.

VERVAIN ci parla di qualcuno che non smette di lottare là dove l’altro avrebbe già abbandonato. C'è un desiderio, nell'anima di questo fiore, di raggiungere la reputazione e la fama, un desiderio di lasciare un'impronta duratura nel mondo. L'unione di idee fisse e ambizione si trova in persone che desiderano cambiare il mondo ma maggiormente si aspettano la fama e il riconoscimento, anche postumo. Questa intenzione di essere guida e maestro delle nuove generazioni è ciò che caratterizza VERVAIN: cercano di trasformare le persone nel proprio credo e utilizzano il proprio coraggio e volontà per convincerli. In CHICORY, invece, l'intenzione è di convertirli al proprio amore e i metodi sono più nell'affetto che nella ragione, più in prte emotive che volitive, più nel controllo che nel valore.

Congestione, blocchi e repressione
 
È nel 1932, in occasione di "Libera te stesso", che Bach comincia a dare un altro approccio CHICORY, iniziando a polarizzare la sua struttura in termini di restrizione e amore. Là dice qualcosa che vale la pena di riportare: " Sei uno di coloro che desiderano ardentemente aiutare il mondo: che vogliono aprire le braccia e benedire tutti quelli che ti circondano; ti piacerebbe essere di aiuto, di sostegno, mostrarti compassionevole, ma per qualche ragione le circostanze o la gente ti trattengono? Trovi che invece di aiutare molte persone, come vorresti, sei prigioniero di poche tra loro, in modo che la tua facoltà di donarti pienamente è limitata: stai arrivando a quel punto in cui desideri che “tutti gli uomini abbiano importanza per te, ma nessuno più di un altro”? Allora, lo splendido Chicory blu dei campi di grano ti aiuterà a raggiungere la tua libertà, quella libertà tanto necessaria a tutti noi prima di poter servire il mondo"Inutile ogni commento circa l'importanza di guardare i temi di libertà, servizio, consolazione, compassione, blocco nell'amore che negli anni precedenti, non erano presenti o non abbastanza ritratti.

Tuttavia, in un piccolo testo del 1933, “i Dodici guaritori ", Bach afferma che: " CHICORY, sono le persone che desiderano essere d’aiuto, in cui l’amore è ben sviluppato, ma che permettono a influenze esterne di arrestarne l’efflusso, così diventando mentalmente e forse anche fisicamente congestionate”. Qualità: amore - mancanza: congestione e, aggiungo questa citazione di Bach, perché mette in evidenza un aspetto significativo: la facilità con cui essi consentono, nonostante posseggano un "amore ben sviluppato", che domini estranei blocchino la manifestazione della loro energia amorosa. Che ci porta a concepire il fatto che, CHICORY, soffre di ristagno di amore come conseguenza dell’accettazione di interferenze esterne.

Questa logica fa che, senza dubbio, questa sia l'essenza per affrontare, nella clinica, tutta la congestione ed il blocco fisico ed emotivo. Succede che, nella dinamica di questo fiore, ci troviamo di fronte ad un fatto singolare: la sua energia d'amore è diretta in maniera sbagliata; invece di essere centrifuga è diventata centripeta. La conseguenza è che, se guardiamo così questo personaggio, comprendiamo la ragione dei suoi mali ostruttivi: emicrania cronica, indigestione, stitichezza, tosse, raffreddore, le vene varicose, asma... ingorghi affettivi che, inoltre, gli generano irritabilità e preoccupazione. Emozioni che "... li riguardano molto e, spesso, causano disagio o dolore addominale." (Bach)
 
In un altro testo del 1933, " Dodici grandi rimedi " Bach indica che CHICORY è il rimedio adeguato quando "... Quando c’è autocommiserazione, il paziente si sente trattato male, pensa che la sua sofferenza sia immeritata..." qual è la genesi di questo comportamento che intanto, ci anticipa la comparsa di WILLOW? Una buona spiegazione è quella che dà Patricia Kaminski. " coloro che hanno bisogno di questa essenza devono imparare a distinguere le emozioni e i desideri personali dal vero amore altruistico e dalla cura degli altri. Altrimenti l’individuo diventa egoista invece che altruista, manipolando le emozioni degli altri a beneficio dei propri bisogni e desideri personali. L'energia che normalmente fluirebbe dal proprio è ostacolata e così la persona prova sentimenti di autocommiserazione, di bisogno morboso e perfino di vittimismo. Molto spesso l’individuo adotta un comportamento apparentemente amorevole per sollecitare e manipolare l’energia psichica e l’attenzione degli altri. "

Tuttavia, ciò che rimane è la ragione per la quale esiste la confusione iniziale tra i desideri propri e l'amore interpersonale. Ogni blocco non nasce da una decisione, ma da un trauma. E, l'impronta traumatica, genera, nella persona, un assedio come difesa contro il dolore che provoca. In modo che il blocco, agisce come una barriera di protezione che impedisce al dolore iniziale di riproporsi.

Allora, quel blocco emotivo, che ferma CHICORY in questo comportamento, è il prodotto di una ferita d'amore che, essendo rinchiusa al di là di una muraglia, in modo da non contattare il sentire originale, produce l'impossibilità di elaborazione. Questa condizione la porta a costruire, in modo incosciente, una serie di comportamenti, che, anche se sono adattivi per lei, sono sfavorevoli al suo mondo personale e relazionale. Non fa altro che impoverire la persona e renderla dura, fredda e senza scrupoli ma, in particolare, ha paura di aprirsi all'amore. Paradosso: teme la solitudine, cerca di stare in compagnia, ma non si lascia andare. E, non lo fa, motivata da una radice egoista, ma dal dolore della perdita. Un dolore che lascia un segno che la tradisce: la paura nascosta dietro la distanza o il controllo.

Nora Weeks scrive, nel 1934, un articolo molto lodato per Bach, "I dodici rimedi del dott. Bach dal punto di vista di un profano". Nora commenta :" L'atteggiamento mentale di autocommiserazione è un atteggiamento che soffriamo tutti a volte. Quando sentiamo che ci trattano male e che veramente ci meritiamo qualcosa di meglio, che nessuno ci vuole, che ci trascurano e sentiamo molta pietà per noi stessi, che nessuno soffre tanto, né ha tanto dolore, né le nostre tribolazioni, né difficoltà, anzi che il mondo intero è contro di noi. Allora, diventiamo riservati e trattenuti, reprimiamo i nostri sentimenti, li sopprimiamo, in modo che ci congestioniamo sia mentalmente che fisicamente, ci sentiamo "feriti e afflitti". Le malattie corrispondono a questo stato d'animo concreto, di congestione corporea e soppressione. Il colore della faccia del paziente è intenso e congestionato. Normalmente dicono, "il mio aspetto non mi rende giustizia."

I commenti di Nora mi sembrano chiarificatori e ci danno una prospettiva più comprensiva del processo e della natura di questo fiore. Allo stesso modo, ci mostra, in una forma molto rimarcata, il lato WILLOW di CHICORY, nonché rivela la presenza di una congestione, che ritroviamo poi in WHITE CHESTNUT, rimedio che Bach fa, da un'altra parte, polare complementare di CHICORY, nel suo diagramma de "Le due liste". Ogni volta che rileggo questo testo di Nora mi risaltano due parole: " repressione " e " tribolazione ". Nella biblioteca personale di Bach c'era un libro di Freud e sembra, per il tono del discorso di Nora, che il concetto di repressione ed i suoi effetti, sia molto vicino al pensiero psicoanalitico: gli affetti che si sopprimono ritornano come sintomi (.... li cancelliamo, in modo che ci congestioniamo sia mentalmente che fisicamente...). E, repressione, è il contrario di espressione. Ecco il blocco CHICORY: la sua capacità espressiva è contenuta ("... si ferma è riservato...") e, in tutte le dimensioni della sua realtà, emerge questa condizione come sintomi di ostruzione.

La tribolazione
 
Approfondiamo quello che riguarda l’altra parola rimanente: tribolazione. Questo è un termine tipico dell'escatologia cristiana, e si riferisce ad una sofferenza spirituale o morale, al dolore o martirio che subisce una persona. Insomma, un'afflizione, pena o dolore, subiti da qualcuno che ha passato o sta passando un evento sfortunato, che può arrivare tanto dell'interno come da avversità esterne.

In CHICORY, sembra che la "tribolazione" che sopporta, sia qualcosa di irrimediabile, non comparabile con nulla, che nessuno può immaginare cosa  si sente. Se è vero che, nella sua coscienza, questo lo trasforma nel centro dell'universo, d'altra parte, lo riempie di dispiacere, dramma e disgrazia. Lì si coniugano, in uno stesso spazio soggettivo, egocentrismo e martirio, come se CHICORY non potesse vivere senza entrambi gli aspetti al suo fianco. Tuttavia, se torniamo alla deriva spirituale di questa parola, l'esperienza della tribolazione emerge quando una persona si discosta dal cammino dell'anima. È il modo in cui l'anima, cerca di correggere la deviazione della personalità. " Con angoscia, quando tutte queste cose ti saranno avvenute, negli ultimi giorni, tornerai al Signore tuo Dio e ascolterai la sua voce." (Deuteronomio, IV: 30).

Inoltre, la tribolazione è possibile intenderla come una prova di fede, che genera crescita e maturità: "Abbiate immensa gioia, fratelli miei, per ciò che vi trovate in diverse prove, sapendo che la prova della vostra fede produce la pazienza, e che la pazienza ha il suo risultato perfetto, affinché siate perfetti e completi, senza che vi manchi nulla" (Santiago, I: 2-4). Allora, è possibile immaginare che la tribolazione e l’angoscia che la persona CHICORY sperimenta nella sua vita siano, allo stesso tempo, un assaggio e un correttivo dell'anima per la personalità, per vedere in quale misura è disposta a scorrere in modo genuino, fra le braccia dell'amore interpersonale.

Insomma, una prova per la sua fede nell'amore. Bach ci insegna che CHICORY: "... oltre ad alleviare i sintomi di questa classe di pazienti, stimola la compassione verso gli altri, che è la sua lezione; così possono concentrare meno l'attenzione su loro stessi e, grazie alla compassione per le vittime, smettono di aggredire; e possono rivelarsi utili alle persone che in precedenza hanno devitalizzato. La lezione consiste nell’essere altruista, attraverso la dedizione agli altri." Dimenticarsi di sé, sviluppando l'abitudine di essere a disposizione degli altri, non lottando contro l'egoismo. Tremendo compito. Tremenda lezione.

Compassione
 
La compassione salva CHICORY, come la pace AGRIMONY, il coraggio MIMULUS , la gentilezza CLEMATIS e la pazienza IMPATIENS. Ma, bisogna chiedersi cosa intendeva Bach per compassione. Credo che, per dare risposta a questa domanda, bisogna tenere presenti due sistemi: il Buddismo e il Vangelo.

Prima di andare avanti con questo tema vediamo alcune cose che Bach dice al riguardo. (Quello detto da Bach è tra virgolette, il resto è mio)- La compassione presume l'umiltà. "Quindi, dobbiamo avere compassione e benevolenza nei confronti dei più umili, perchè anche se riteniamo che siamo andati molto oltre, siamo appena ad un passo dal loro livello, e abbiamo ancora un lungo viaggio davanti a noi, prima di raggiungere i modelli dei nostri fratelli più grandi, quelli la cui luce illumina il mondo intero in tutte le epoche."- la compassione è frutto dell'amore e della bontà. (se la compassione è la virtù che sviluppa MIMULUS, la bontà CLEMATIS e l’amore CHICORY, la conseguenza è che dobbiamo unire il lavoro di CHICORY e CLEMATIS per essere compassionevoli)

"la conquista finale di tutto può essere raggiunto solo attraverso l'amore e la bontà, e quando avremo sviluppato pienamente queste due qualità, niente può farci del male, poiché avremo sempre compassione e non offriremo resistenza, poiché, ripetiamo, dalla stessa legge di causa ed effetto, è la resistenza che ci danneggia."- La compassione elimina la crudeltà delle nostre vite. " D’altra parte, se il paziente si concentra sul lato positivo, sviluppa la compassione e lascia che quella virtù invada la sua natura, la crudeltà è sostituita senza alcun ulteriore sforzo e diventerà impossibile in modo permanente. Quindi, la scienza della perfetta guarigione insegna e aiuta il paziente a sviluppare quella virtù che, una volta per tutte, lo immunizzerà contro questa qualità avversa, che deve eliminare nella sua particolare lotta. Non è la cura del "non devi..." ma quella del " Beati coloro che...".- il dolore ci rende compassionevoli.

" Inoltre, tutti proviamo compassione per coloro che soffrono, e questo è certamente così, perché tutti abbiamo sofferto qualche volta nelle nostre vite. In modo che non solo possiamo guarire noi stessi, ma abbiamo il grande privilegio di essere in grado di aiutare gli altri a guarire se stessi, e gli unici requisiti sono l'amore e la misericordia”.- La compassione nasce dall'anima. "Ogni sorriso garbato, ogni azione e ogni pensiero gentile, ogni opera realizzata per amore, pietà o misericordia verso gli altri, dimostra che dentro di noi c'è qualcosa più grande di quello che possiamo vedere. Prova che abbiamo dentro una Scintilla Divina; prova che in noi risiede un Principio Immortale e Vitale. E, quanto più risplende la Scintilla Divina dentro di noi, tanto più le nostre vite irradiano il suo amore, la compassione e la sua misericordia, tanto più siamo amati dai nostri fratelli. Le dita si levano per puntare a noi e al nostro passaggio si dice: "C’è un uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio".
 
Ora dobbiamo cominciare a spiegare la natura della compassione. Poi cercherò di mostrare l'importanza di questo approccio nell'attività clinica e in CHICORY. È possibile immaginare cosa questo sentimento sia, a partire dalla comprensione che nasce, in ognuno di noi, come una forza che tenta di alleviare il dolore altrui. E, questo, è possibile solo se uno ha passato, a sua volta, nella propria vita, dall'esperienza della sofferenza.

Tuttavia, tale considerazione non smette di essere una lettura psicologica della sua genesi e, per Bach, la compassione non è un frutto di una dinamica dell’anima, ma di un atteggiamento spirituale, come la concepisce il Buddismo. " il vero amore compassionevole che espone il Buddismo non ha nulla a che vedere con la pietà né con il sentimentalismo. Questo è dovuto al fatto che la compassione o il sentimentalismo non riescono a sostenere un altro per ottenere la vittoria nella vita; non servono per alleviare realmente la sofferenza e dare gioia...". (Daisaku Ikeda).

Ma, prima di penetrare in questa lettura, esploriamo brevemente, la visione gnostica evangelica su questo tema, presente in Bach, che si basa sull'idea che sia necessario professare Amore e Compassione a tutto ciò che il Soffio della Vita Divina, ha portato all'esistenza. Questo vuol dire che, la compassione, è il principio etico essenziale che guida le relazioni di una persona con altre e con tutti gli esseri viventi. Quindi, fare del male agli altri, significa assenza di compassione e questo ci allontana dalla luce dell'anima. Così, per esempio, i sentimenti vendicativi CHICORY esprimono mancanza di compassione, dato che, non è altro che il risultato di una risposta egocentrica di un Io ferito e offeso.

L' egoismo CHICORY conduce a lasciare da parte ogni ostacolo che tronchi o intralci la soddisfazione dei propri desideri, bisogni e capricci. Allo stesso tempo, l'incapacità, la mancanza di interesse e di indole, nel compiacere e condividere il dolore degli altri, lo portano a cercare giustificazioni che gli danno motivi per infrangere e violare questa norma, o concepire restrizioni alla sua pratica, o evitare di essere coinvolti in una azione compassionevole, come se non si accorgessero della pena che attraversa l'altro, davanti a lui. Ma, certo, qui non si esaurisce CHICORY. C'è un lato luminoso in attesa di essere realizzato.

Per la visione evangelica gnostica, un primo punto importante, è che, la vera compassione, nasce da una comprensione primaria: tutti gli esseri viventi sono figli della divinità, siamo tutti parte di un'unica famiglia universale, a tutti interessano tutti. Allo stesso modo, siamo tutti uno all'interno di uno stesso Piano, siamo partecipi dello stesso viaggio. Un secondo tema importante, è il fatto che, ognuno degli esseri viventi, ha lo stesso valore, il compito che ognuno svolge è meritorio e non ci sono compiti più importanti di altri.

Ogni essere vivente occupa un posto unico e peculiare, indispensabile per la realizzazione del Piano Divino. (" la nostra anima ci pone in quella situazione della vita e ci chiama ad essere lustrascarpe o monarca, principe o mendicante, quello che meglio si adatta alla nostra evoluzione e dove più facilmente possiamo imparare la lezione necessaria e qualunque sia la nostra posizione, dobbiamo solo fare quel lavoro stabilito per noi e tutto andrà bene ". Bach).

Ma, un terzo punto significativo, è che, servendo e aiutando gli altri, collaboriamo con il Piano dell'Evoluzione e il Piano della nostra Anima. Strappando della nostra esistenza l'egoismo e rendendoci conto che, il nostro compito è quello di aiutare gli altri a crescere, che non c'è niente di personale ma un percorso condiviso e in comune, che interagiamo tra tutti, è come rompere la stagnazione dell'amore nella nostra vita. " che ognuno si preoccupi non solo di se stesso, ma anche degli altri! Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù" (Filippesi 2:4-5). E, chiaro, che di questo tratta la trasformazione e il dono di CHICORY.

Inneschi e reazioni
 
Nel Buddismo, la compassione, che è una forma d'amore, è la porta d’accesso per l'illuminazione. Tuttavia, deriva da una condizione propria del fatto di essere incarnati: tutti soffriamo per il fatto di esistere. Orbene, è diversa la preoccupazione per il dolore che causiamo agli altri, da quello che provochiamo a noi stessi. Il primo porta a cercare di creare situazioni che garantiscano pace e tranquillità, e, nella nostra cultura, tale obiettivo è perseguito, paradossalmente, con sforzo, tensione e dibattito: si creano schemi, leggi e regole, che non funzionano, perché, per raggiungere l’obiettivo di non danneggiare il proprio simile, bisogna imparare a non fare del male a noi stessi.

Per essere compassionevoli l’uno con l'altro dobbiamo imparare, in primo luogo, ad essere compassionevoli con noi stessi, trovare la serenità e la tranquillità dentro di noi. Il fuori riflette ciò che esiste all’interno. "La pace viene da dentro di te. Non cercarla fuori " (Buddha). Una persona CHICORY carente di compassione (e questo è proprio quello che deve sviluppare), può essere misericordiosa. E, questo, è dovuto al fatto che, questo sentimento, che consiste nell'aiutare, perdonare o assistere, un'altra persona, in momenti di sofferenza o in cui sta vivendo momenti di angoscia, sofferenza o dolore, a causa della morte di un essere amato, una malattia, conflitti familiari, difficoltà economiche, ecc., è innescato da condizioni drammatiche della vita.

In questo senso, CHICORY, si muove molto a partire da avvenimenti toccanti e teatrali dell'esistenza. Il suo comportamento è una reazione, non un atteggiamento. Bisognerebbe esplorare fiori come AGRIMONY, CENTAURY e VERVAIN, intorno all'idea della compassione, e vedere dove ci porta l'osservazione clinica in quel territorio. Nel frattempo dobbiamo tenere presente che la compassione comprende tutto, lega tutto, accetta tutto, non discrimina, non interferisce, non è limitata e non fa distinzioni. Che cosa c’è di questo in CHICORY?

Meticoloso, lamentoso, richiedente di attenzione, bisognoso d'affetto
 
Nei testi di fine 1933, “I Dodici Guaritori e i quattro aiutanti " e " I Dodici Guaritori ed i sette aiutanti ", Bach salva un altro aspetto di CHICORY, singolare e accattivante: dettagli o meticolosità. Torneremo su questa caratteristica ma, prima, voglio commentare alcuni sguardi rivelatori, che Bach attribuisce a CHICORY, presenti in questi testi. Senza dubbio c'è in loro un cambio di tonalità nella comprensione di questo fiore.

Nel primo dei libri si osserva, ad esempio, che “Quando sono ammalate, queste persone sono ansiose per gli altri, i figli, gli amici, i parenti; temono che abbiano troppo caldo, troppo freddo, che non siano felici, non si divertano. Chiedono loro costantemente come stanno e cosa vorrebbero. Sono iper-ansiose nello sforzo di compiacerli. Fanno molte domande sui loro desideri, le loro richieste. Questo stato crea tensione e fatica nel paziente." e, anche se, è presente in questa condotta di sollecitudine l'elemento di controllo, si vede che fiorisce un'altra faccia più amabile di questa personalità.

D' altro canto, si ribadisce la trama che collega CHICORY con AGRIMONY, nel punto particolare della mancanza di pace e il desiderio di compiacere, oltre al fatto clinico prescrittivo, di come AGRIMONY apporti armonia e serenità a CHICORY. Inoltre, ma espresso in modo più ridotto, si trova il profilo permaloso e lamentoso: "Qualche volta i pazienti provano pena per se stessi; hanno la sensazione di non aver fatto nulla per meritarsi la malattia; sono maltrattati e trascurati, perché gli altri non si prendono cura di loro."

E ' davvero poco quello che Bach dice sul lato pignolo e meticoloso di CHICORY. La cita, come se fosse l'archetipo di questa essenza, nei "Dodici Guaritori e i quattro aiutanti ", e appena dedica mezza frase nei "Dodici Guaritori e i sette aiutanti": "In coloro che si preoccupano dei dettagli". Ma, la cosa interessante è che, in questo breve testo di CHICORY, Bach stabilisce il quadro clinico centrale di questo fiore: meticoloso, lamentoso, richiedente di attenzione, bisognoso d'affetto. ("...che entrano in ansia per un nonnulla, o che pretendono molta attenzione o coccole")
C'è un altro appunto da aggiungere.
 
Nel piccolo scritto " Dodici guaritori ", 1934, Bach osserva, " CHICORY dovrebbe essere usato quando il paziente per tutto il tempo chiede di essere compatito o si preoccupa troppo per i dettagli o per altre persone." Se facessimo una diagnosi differenziale su questo preoccuparsi dei dettagli e HEATHER, vedremo come, le persone di quest’ultimo fiore, " Sono molto preoccupate da tutti i dettagli della propria malattia e sembra che ogni piccolo particolare è di grande importanza" (Bach). In questa direzione, un'altra curiosità clinica è quella che ci offre CENTAURY . " sono rumorosi a parlare e a muoversi; richiedono attenzioni; impazienti; esigenti nei dettagli dei loro bisogni e comodità. Sono dominanti e assorbiti nei propri successi."
 
Questo è il primo testo di Bach su CENTAURY, dove lo descrive come Autocrate. Così, potremmo stabilire un paragone: CHICORY, è un amante dei dettagli in generale e, soprattutto, dei "dettagli degli altri"; HEATHER concentra i dettagli nelle sue malattie mentre, CENTAURY, per quel che riguarda la sua comodità e le sue esigenze .Ora, la minuziosità di una persona si potrebbe riassumere nel fatto di essersi fermata sulle piccole cose, sui dettagli, mettendo tutta la sua attenzione su di loro in modo scrupoloso. Naturalmente, questo può implicare controllo, critica e correzione delle azioni degli altri.

Tuttavia, c'è un altro aspetto possibile. La meticolosità, come abitudine, mostra la ricerca dell'eccellenza, comportamento incoraggiato, nella persona, da un desiderio di perfezione, di fare la cosa in modo corretto, al momento di procedere in qualsiasi impresa. Quindi la precisione, non implica sempre rivelare un comportamento ossessivo, esigente o di controllo, ma il dispiegamento di un talento. A questo punto, non possiamo lasciare passare in secondo piano il fatto che Bach polarizza CHICORY con WHITE CHESTNUT, nel suo schema delle "Due Liste", e che, allo stesso tempo, CHICORY, su questo tema, ha una vicinanza clinica con ROCK WATER, BEECH e CRAB APPLE.

L’amore
 
CHICORY ha a che fare con l'amore e, in particolare, l'amore che si intreccia tra persone, così come HEATHER si basa sull'amore per se stesso. La questione è che, molte volte, CHICORY, segue l'ideale di Madre Teresa di Calcutta "Ama fino a che non ti fa male. Se ti fa male è buon segno". Come se la certezza dell'amore si possa misurare dalla sofferenza che ci provoca. E, più volte, il motto che lo assiste è, "se mi ama che gli faccia male, quanto più fa male più mi ama". Allora, con questa prospettiva, il tratto centrale dell'amore CHICORY consiste, forse, nel dare con lo scopo di ricevere ma tralasciando che amare, in un modo o nell'altro, fa male.

È vero che è un amore che cerca ricompensa ma, tuttavia, la giusta sfumatura di questo amore, è più vicina al fatto secondo il quale, una volta ricevuto ciò che ritorna, non lo accetta così com'è, ma corregge quello che riceve. Il presupposto è che per CHICORY, risulta sempre insufficiente o inadeguato, il modo con cui l'altro l’ama, diventa una esigenza che colma la sua naturale tendenza a riformare e modificare i comportamenti delle persone vicine. Niente lo limita e non capisce che, la vita, gli chiede di imparare a poter dire come Walt Whitman: "Mi sono resa conto che stare con quelli che si vuole è sufficiente". A volte  questa semplice verità sulle relazioni, è qualcosa che abbiamo dimenticato. E, questo oblio, ci conduce su un sentiero di collegamento sbagliato.
 
Nella vita succede, inoltre, che uno ama e non è amato o che ci amano e non amiamo. È una realtà esistenziale che non significa rifiuto, né onta. Inoltre, è una realtà che non è che non ci amano, ma che non ci amano come noi vogliamo che ci amano, come diceva il mto. Lluis Giovanni Battista. L'egoismo è sempre lì, a fior di pelle; la domanda, il reclamo sgorga da tutti i pori. CHICORY deve scoprire che "Non essere amati è una semplice sfortuna; la vera disgrazia è non amare" (Albert Camus). CHICORY, allora, ci insegna a ricordare che l'amore è una sorgente la cui nascita risiede dentro di noi. Alla stesso tempo, ci aiuta a permettere agli altri di amarci nel modo in cui sanno amare senza chiedere e senza criticare ma, soprattutto, ci spinge ad amare l'altra persona, divenuto vicino, per il semplice motivo di amare.
 
Amo i testi di Fernando Pessoa. Torno a lui con frequenza, per nutrire la mia anima, e, pur nella suo desolato e malinconico verbo, trovo sempre motivi di comprensione dell'anima umana. Ieri, pensando a ciò che stavo scrivendo, rimuginavo su un aspetto della natura CHICORY, l’essere insaziabile nelle sue richieste di amore, il fatto che le proprie aspettative non sono colmate e come questa frustrazione lo porta a rispondere dal lato più oscuro degli abissi affettivi, che dimorano nel suo interno. Mi chiedevo, perché gli è così difficile accettare il fatto di ricevere l'amore che gli viene dato senza mettere in discussione o litigare per quello che riceve? E poi mi sono ricordato una frase di Pessoa: "Amo come l’amore ama. Non conosco altra ragione di amarti che amarti. Cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo, se ciò che ti voglio dire è che ti amo?” Non c'è di più, questo è un apprendimento essenziale: l'amore non si spiega, non si discute, solamente si vive.

E ' come se CHICORY valuti su una bilancia la sostanza dell’amore. Però, lo fa con pesi caricati di egoismo, possessività e desiderio di compensazione. Si prende cura e protegge l'altro, come un investimento che aspetta il ritorno con gli interessi. Spinta dalla necessità e non dall'eccesso. La mancanza di amore le genera una dipendenza inconscia degli altri, che sono visti come donatori dell'amore che la sua miseria reclama. E, questo, si copre con una maschera, secondo la quale, sono gli altri quelli che dipendono e richiedono.

L’altra faccia della medaglia
 
Con tutto quello che abbiamo detto finora su CHICORY, è facile immaginare che vederlo venire è come avvertire che si avvicini la peste. Niente di tutto questo. Togliamo dalle nostre menti tali idee: i CHICORY possono essere molto piacevoli, interessanti e affascinanti. E, il rimedio, come tale, non solo promuove la simpatia e l'interesse per gli altri ma, genera un cambiamento di atteggiamento sostanziale: toglie alla persona dalla fissazione egocentrante, facendo smettere di guardare il proprio ombelico come punto di riferimento e considerare il mondo a partire dalle sue esigenze.

Questo comporta alcune cose importanti: il fatto che siano sradicati i sentimenti ostili e possessivi, rende facile per la persona trasformare la sua avidità in generosità e smettere di togliere energia e vitalità a coloro che lo circondano, trasformando tale comportamento in servizio. Anche se non sembra possibile, passano, così, a diventare grandi "apostoli" del servizio e dell'amore. E, Bach, aggiunge anche il tema della libertà, come se ci ricordasse che solo essendo liberi si può amare completamente. Questo significa liberarci sia dell'autocommiserazione come dall’essere inghiottiti dall'attenzione per gli altri. Di modo che, CHICORY ci dà la forza di essere equo tra quello che mi dò e quello che dò. Un insegnamento che riappare WILLOW: "per coloro che devono imparare a prendere come che a dare" (Bach)
 
Un altro punto molto positivo di CHICORY è che ci conferisce una certa stabilità nel nostro comportamento relazionale. Quando c’è questa "disfunzione" normalmente "cambia l’aria che si respira“ rispetto alle persone con cui si trovano. Improvvisamente, gentili, premurosi, ricettivi e, anche attraenti, con un ospite che arriva a casa e, allo stesso tempo, despoti, distanti, duri e brontoloni con parenti, persone vicine o con persone alle quali la vita non sorride da un punto di vista affettivo, sociale o economico. E ' come se CHICORY avesse il dono di attrarre e respingere, tutto contemporaneamente.

Certo è che, quel modo di essere, genera negli altri, un'immagine di qualcuno nevrotico e instabile o che si muove per interesse. Tuttavia, vale la pena chiedersi: qual è il motivo di tale atteggiamento così mutevole? La clinica insegna che, così come MIMULUS  si sente prigioniero delle forme in cui deve vivere, CHICORY vede intrappolato il suo desiderio di amare, benedire e servire  tutta l'umanità, con l'impegno con la famiglia e gli amici. La famiglia, per loro, è davvero un punto fermo. Non possono fare altro che tenerla vicino, creare legami che uniscono e collegano tutti, con la struttura familiare.

Ma, là dove genera il legame, rimane imprigionata. E, questo, fa parte del suo conflitto: sentirsi limitato da una struttura parentale che devono sostenere ma che anelano a trascendere. Con l’ambizione di essere collocati nel luogo della pietra angolare del gruppo di sangue o di alleanza, al quale appartengono, occupano, inoltre, la funzione di memoria "familiare". Sono come banchieri che accumulano e conservano le esperienze, segreti e memorie ancestrali.
 
È possibile vedere CHICORY come qualcuno rigido, dominante, mutevole, irrequieto, aspro, paradossale, a volte impossibile, che crede di sapere cosa è meglio per le altre persone, che godono a correggere ammonire, criticare e fino a moralizzare, che possono essere ingiusti e crucciati, rancorosi e vendicativi, intrappolati in relazioni restrittive e controllanti. Tuttavia, questo è, almeno parziale, immeritato e frutto di uno sguardo distorto.

CHICORY, inoltre, è quello che ama senza restrizioni, che dà libertà senza legami, abbraccia senza soffocare, copre senza asfissiare, propone senza imporre, sostiene senza trattenere, colui che si intreccia nella vita dell'altra senza perdersi in lei, che scorre senza ristagnare, che dà senza aspettarsi nulla in cambio... e continua a dare. Che ama senza un motivo diverso dall’amare. In CHICORY, l'amore, è sempre presente ed è un "presente" con il quale si identifica e realizza l'essenza della vita. Ma, non un amore romantico, astratto e inesistente, ma quell'amore compassionevole che nutre, scalda, sazia, ripara e protegge, nella vita quotidiana, ogni giorno, reale e concreto. Guardato in questo modo, vale la pena avere un appuntamento d'amore, con una persona CHICORY.

Succede molto spesso parlare del senso drammatico del CHICORY, quel modo tortuoso, che a volte ha, di mettere in scena la vita. Forse, con lo scopo di attirare l'attenzione o, in ogni caso, concentrare sulla sua persona l’attenzione del teatro della vita. E, non è che non ci riesca, né la sua tendenza ad immaginare tradimenti, non sia presente. C' è solo da considerare che si tratta di questo: dramma. La parola dramma deriva dal greco e significa "fare" o "agire" ed è di questo che si tratta, è della messa in gioco di qualche episodio o conflitto della vita. Ma, la sfumatura importante, è che, in genere, gli eventi non si raccontano, ma che si rappresentano.

Chicory, Vervain e Water Violet
 
A differenza di molti altri drammi reali, quelli che impersona CHICORY hanno, in generale, una via d'uscita, sono come una soap opera o melodramma, con intrecci che sembrano non finire mai, ma che di solito si concludono dopo aver suscitato l’attenzione del pubblico. Tuttavia, anche nell'esagerazione delle situazioni e affetti, il dramma che questa personalità protagonista, rimane, molte volte, sulla superficie della vita. È come se fosse un capriccio infantile, una domanda inesauribile e costante, che non finisce di essere colmata. Ma, parlando di teatro, la personalità CHICORY non è sola.

Vicino, e allo stesso tempo lontano da lei, VERVAIN si poggia sulla tragedia: luoghi dove non c'è la via d’uscita, tempi dove tutto è compiuto, amori condannati alla dissoluzione, quando non chimerici e irrealizzabili. Vittima del fatalismo, come accade con i testi delle canzoni di molti tanghi, VERVAIN vaga infelice dinanzi alle avversità dell'esistenza. Immerso tra le braccia di quella tonalità, Fernando Pessoa sospira: "Considero la vita una locanda, dove devo fermarmi fino all’arrivo della diligenza dell’abisso." Tuttavia, per VERVAIN, la tragedia è temporanea: nel peggiore dei casi, persiste la durata di un inverno. Dopo poco l'entusiasmo addormentato che lo abita, ritorna e dissipa le nubi scure che lo avvolgono e fa tornare il calore e il colore alla sua vita. Tutto torna a fiorire, in una rinnovata primavera.
 
Diverso dal modo WATER VIOLET, dove il senso tragico della vita è trascendente, interno e permanente, in VERVAIN, il trascendente è solo transitorio ed esterno, una caratteristica che sembra essere il volto che acquisisce la sua traccia. VERVAIN e CHICORY sono intensi, ciascuno a suo modo, anche se non sempre traspare, mentre, in WATER VIOLET, l’argine è riparato e insondabile, ma non furtivo. Per questo, la tristezza che emerge, in ciascuno di loro, è talmente diversa da essere percorsa in crocevia diversi.
 
CHICORY, si immerge completamente nel mondo degli altri, e di quello che le fanno gli altri, sempre persone vicine; VERVAIN, si manifesta davanti alla frustrazione della realizzazione di progetti, che raramente toccano la quotidianità e che sono legati alle persone con le quali è connesso il compito, più che per affetto. Infine, WATER VIOLET, il dolore sgorga dinanzi al fallito abbraccio dell'anima nelle relazioni, negli incontri. Il mondo interpersonale è un fatto fondamentale in tutti e tre e la sensazione di tristezza limitante, è presente intessuto nel dramma, nella commedia e nella tragedia delle loro vite.

Tuttavia, il dramma, è in grado di spostarsi sulla risata, mentre la tragedia, in in modo consistente, impressiona. CHICORY potrebbe colpirci ma, l’afflizione di VERVAIN e WATER VIOLET, ci commuove. Il neo-Pitagorico Martianus Capella, diceva che la tragedia, è una metafora del Sole e la commedia della Terra, mentre, io aggiungo dalla mia conoscenza, che la Luna, quella via di mezzo tra l'anima e la personalità, incarna il dramma. A questo, gli alchimisti, aggiungevano che, ciascuna delle forme teatrali e planetarie, non si potevano concepire le une senza le altre, nella danza delle maschere e ombre rivelatrici. Così, la commedia.

Nella sua intimità AGRIMONY nasconde una tragedia WATER VIOLET, allo stesso modo il dramma CHICORY, è una farsa dell'incapacità di affrontare la solitudine che la lacera e, benchè lo neghi, nell'oscurità le fa male e molto. Da lì, la potenza guaritrice della sua compassione, quando l'amore stagnante rompe il muro che lo racchiude e fluisce attraverso tutti i pori del suo essere, trasformato in devozione per ogni simile. Il dramma diventa fortuna, le tribolazioni, la beatitudine.

Conclusioni e applicazioni
 
Oggi chiudiamo il percorso con CHICORY. La verità è che penso che questa personalità mi trascini, senza una intenzione cosciente. Quello che doveva essere una settimana si è trasformato in 25 giorni. Vedete, il potere accattivante di questo fiore.

Mi è stato chiesto di dare alcune applicazioni dell'uso. Penso che già l’ho fatto in tutto questo tempo, ma c'è ne sono alcune, man mano che arrivano dalla mia memoria clinica:

·       Per i genitori dispotici, controllanti
·       Per l'oppressione al petto
·       Per rendere più facilitare ai genitori separarsi dai loro figli
·       Coppie che si separano per divorzio o morte, aiuta a lasciar andare i bambini che hanno bisogno essere liberi dei genitori
·       Per i bambini o adulti manipolatori e che hanno continuo  bisogno di attenzioni
·       Per combattere l'egoismo
·       Sensazione di essere intrappolato
·       Liberare la congestioni e stasi
·       Per il processo di lutto, per lasciare andare ciò che si è perso
·       Molto appetito
·       Relazioni di dipendenza
·       Aggressività nascosta
·       Scarsa gestione energetica
·       Si stancano rapidamente
·       Guardano l'amore come uno scambio
·       Per amare più liberamente
·       Per condividere l'amore con gli altri per il solo fatto di amare
·       Per tagliare l'attaccamento nevrotico e l'amore possessivo o iperprotettivo
·       Per smettere di dominare gli altri per mezzo del sentimento amoroso
·       Per smettere di essere egoista, esigente e dominante
·       Per sviluppare il contatto e la capacità di vicinanza e di intimità
·       Per lasciarsi alle spalle invidia e critica
·       Per smettere di cambiare gli altri
·       Ricatto emotivo e autocommiserazione
·       Resistenza al cambiamento nelle cose quotidiane e nei legami affettivi
·       Per perdonare e dimenticare la paura del tradimento e l'ingratitudine
·       Paura delle perdite affettive
·       Per smettere di punire con il silenzio

Siamo arrivati fin qui con CHICORY e domani cominciamo con VERVAIN.
È un giorno propizio per questo passaggio da un fiore all'altro. Oggi è venerdì santo, per il cristianesimo il ricordo della passione e morte di Gesù. San Luca, lo racconta in questo modo: "Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre,nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo, spirò”. Quanto è diversa la descrizione di questa morte rispetto a quella di Buddha, dove tutta la natura fiorì e la luce del sole brillava. La narrazione cristiana tende verso il sacrificio, la devozione e il dramma CHICORY, la buddista verso la resurrezione, l’entusiasmo e la felicità VERVAIN.

Teniamo in mente, in questa senso, il fatto che CHICORY è una personalità, a seconda che sia credente o miscredente. Ma, la sua fede o la mancanza di essa, poggiano sul suo sentire ed è diretta verso le persone. VERVAIN condivide la fede e la supera ma, il suo legame, non è tanto nella gente ma piuttosto nelle idee, dottrine o cause. Tuttavia, “Passare dai fantasmi della fede agli spettri della ragione è solamente un cambiare di cella." (Fernando Pessoa). Quindi, CHICORY a VERVAIN è andare dal cuore alla mente per rimanere intrappolati dietro lo stesso muro.
Scritti tratti da https://www.facebook.com/eduardohoracio.grecco?fref=ts   20/3/2017
Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura



 
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