I Fiori di Bach come maestri nella scuola della vita (Ricardo Orozco)
Articoli > 2024
Negli ultimi decenni, la Floriterapia di Bach è diventata una delle principali terapie naturali, sia in Spagna sia in diversi paesi d’Europa e d’America. Offre una serie di risorse per i problemi della vita quotidiana, da quelli domestici a quelli più profondi. Tutto dipende dal livello in cui ci troviamo e dalla formazione che abbiamo raggiunto. Stanno comparendo opere che ne dimostrano scientificamente l’efficacia, nonostante i pregiudizi preesistenti da parte degli inquisitori del “pensiero unico”1.
Un dettaglio molto interessante è che si tratta di una terapia in continua crescita, con diverse linee di lavoro aperte. Credo che chi pensa che i Fiori di Bach siano una questione chiusa, dove tutto è già stato detto, si sbagli. In questo senso, non bisogna confondere il limite personale — o la noia che l’approfondimento sistematico di qualunque disciplina di solito comporta — con il limite della terapia.
Ma, oltre a essere una tecnica efficace, ciò che ha portato alcuni terapeuti e insegnanti a dedicarvisi completamente è il suo attraente retroterra filosofico ed evolutivo. Questo, più che un valore aggiunto, è piuttosto il suo tesoro più prezioso, e qualcosa di difficile da trovare in altri sistemi floreali che spesso si presentano come una collezione di essenze senza un’apparente spina dorsale. Il sistema di Bach, invece, si propone come un metodo completo e chiuso, con una sorprendente coesione interna.
A mio parere, il Dr. Bach non concepisce i suoi fiori come una sorta di surrogato di una medicina che, già ai suoi tempi, cominciava a diventare aggressiva, ma come un sistema di evoluzione spirituale, di crescita personale o di intelligenza emotiva: tre concetti che, in fondo, significano la stessa cosa. Molto impegnato anche in quella che lui chiama “la mia lotta per l’umanità sofferente2, propone risorse ad azione rapida, come si può vedere in alcuni usi iniziali che io chiamo Modelli Transpersonali®.
In sostanza, come è stato detto molte volte, Bach presenta l’incarnazione come un giorno di scuola nel corso di un anno scolastico. Per farlo, l’anima viene rivestita di carne (in realtà si reincarna), ricoprendosi di una personalità o tipologia che implica già il difetto da superare e la virtù da sviluppare, cioè la lezione da imparare. A tal fine, la personalità sceglierà di incarnare le circostanze che le permettono di apprendere meglio3, qualcosa di simile alla scuola in cui viene impartito l’insegnamento previsto. In questa scuola scelta verranno insegnate una o due lezioni per corso (per la vita). Scherzo sempre dicendo che spero di avere una sola lezione… e facile.
Sebbene la vita, intesa come scuola, ponga senza dubbio una serie di insegnamenti illimitati e permanenti, esistono lezioni principali molto specifiche, adattate ai 12 tipi di personalità e ai loro conseguenti difetti. Poiché “come in alto, così in basso”, e tendiamo a riprodurre nella vita del “basso” geometrie preesistenti e schemi dell’“alto”, la seguente analogia mi aiuta a comprendere tutto questo. Molti studi prevedono un programma specifico, di solito ampio, ma poi, all’esame, spesso si viene interrogati a caso su un argomento particolare. A prescindere dal fatto che tu abbia studiato tutto il programma (o meno), ciò che davvero distingue è ciò che ottieni nell’esame. Nel caso di cui parliamo, questo è la lezione da imparare. Ecco perché non è raro bocciare e ripetere un anno, passare a quello successivo con materie in sospeso e, naturalmente, essere promossi.
Le lezioni da apprendere, o le virtù da sviluppare, sono offerte come potenzialità dell’anima o Sé Superiore: l’equivalente di ciò che Roberto Assagioli chiama Archetipi Superiori, preesistenti nell’Inconscio Superiore, descritto magistralmente come “Atto della Coscienza”4.
Bach elenca queste lezioni e le combina con i Dodici Guaritori, i primi 12 fiori del sistema.Di seguito è riportata una tabella che mette in relazione i difetti con i suddetti fiori (tipologie) e le relative lezioni. I termini inglesi sono tratti da Free Thiself (1933) di Collected Writings of Edward Bach5.

Nello specifico, una persona con la tipologia MIMULUS deve superare il difetto della paura (mi piace di più la parola “timore”) e diventare così capace di sviluppare la virtù (o imparare la lezione) della compassione. Qualcosa che non può raggiungere finché resta una persona che evita e, quindi, si rifugia nell’isolamento per ridurre la propria ansia. La compassione viene presentata, allora, come una lezione puramente interpersonale, perché consiste nel tradurla in azioni verso gli altri. Il fatto è che a volte ho visto clienti manifestamente MIMULUS collegarsi spontaneamente a questo grande valore della compassione, migliorando senza che io spiegassi loro tutto questo.
Molte lezioni da imparare corrispondono esattamente all’opposto del difetto da superare. Altre, invece, come nell’esempio del MIMULUS, sono più articolate: alcune sono intrapersonali, altre interpersonali. Per essere d’aiuto e, quindi, per catalizzare quell’apprendimento trascendente che rappresentano le lezioni da imparare, Bach crea i suoi fiori. In altre parole, l’assunzione delle essenze corrispondenti faciliterà l’apprendimento della lezione corrispondente.
Ma, ovviamente, tutto questo ha molti pro e contro e solleva non pochi dubbi e infinite incognite, che questo articolo — che vuole essere breve — non può affrontare. La mia intenzione è semplicemente quella di rinfrescarti, o forse ricordarti, che i Fiori di Bach sono molto di più di ciò che siamo abituati a trattare: sono, in realtà, veri maestri nella scuola della vita.
1 Paolelli, Ermanno. Neuro-Quantistica. Nuova Ipsa editore. Palermo, 2014.
2 Si vedano i lavori scientifici del GCBach: www.gcbach.com
3 Vedere Bach di Bach. Opere complete, scritte floreali. Continente, Buenos Aires, 1996.
4 Ibidem.
5 Programma di rimedi floreali. A cura di Julian Barnard. Hereford, Regno Unito, 1987
Scritti tratti da https://ricardoorozco.com/la-vida-como-escuela-las-flores-como-maestras/
Liberamente tradotto da Antonella Napoli - Le parti in neretto, i titoli e la formattazione e le immagini non sono dell'autore, ma le ho inserite per una più veloce e scorrevole lettura
Se questo argomento è stato di tuo interesse e vuoi approfondirlo o trovare una soluzione personalizzata per te: Contattami
La floriterapia non è una terapia medica, non costituisce diagnosi e cura medica e non la sostituisce in alcun modo. Le essenze floreali non sono farmaci e non hanno alcun effetto biochimico sull'organismo, ma agiscono solo sugli stati d'animo a livello emozionale in quanto non contengono particelle attive. Tutti gli esperimenti di autocura, interruzione o di riduzione arbitraria del dosaggio di farmaci prescritti, condotti al di fuori del controllo medico, ricadono esclusivamente sotto la responsabilità di chi li effettua.
