Essere donna oggi: scegliere tra carriera e maternità. Un aiuto dall’essenza Pomegranate (Antonella Napoli)
Articoli > 2020
articolo aggiornato a 1/2026
Nella società di oggi la donna non ha più (per fortuna) soltanto il ruolo esclusivo di madre e casalinga, ma è inserita attivamente nel mondo del lavoro. Eppure, nonostante questo passo avanti, può capitare che fare carriera ed essere madre vengano ancora vissute (dentro di noi o da chi ci sta intorno) come un’alternativa: come se una cosa escludesse l’altra.
E qui nasce una fatica tipicamente moderna: non è “solo” decidere cosa fare, ma decidere chi essere, senza sentirsi in colpa qualunque scelta si faccia.
Vale la pena dirlo in modo chiaro: questo conflitto non nasce dal nulla. Le ricerche internazionali mostrano che la presenza di figli piccoli, in molti Paesi, è associata a un calo dell’occupazione femminile e/o a più part-time e interruzioni di carriera (quello che viene spesso chiamato “motherhood penalty” o “child penalty”).
In Italia questo tema è particolarmente evidente: i dati mostrano differenze importanti tra donne con figli piccoli e donne senza figli nella stessa fascia d’età.
E anche a livello di politiche, si sta cercando di correggere (lentamente) l’asimmetria: tra congedi e tutele, il quadro è in evoluzione e questo, almeno, è un segnale culturale (l’idea che la cura non sia “solo femminile”).
E anche a livello di politiche, si sta cercando di correggere (lentamente) l’asimmetria: tra congedi e tutele, il quadro è in evoluzione e questo, almeno, è un segnale culturale (l’idea che la cura non sia “solo femminile”).
Ma anche quando il contesto è difficile, noi possiamo lavorare sul vissuto emotivo che quel contesto attiva.
Foto: Reji da http://flower-tales.blogspot.com
Pomegranate (il Melograno): l’essenza che aiuta a integrare carriera e maternità
Tra le essenze floreali californiane (FES), Pomegranate (il fiore del melograno) è particolarmente indicata quando la donna vive un periodo di incertezza legato a questa ambivalenza: “mi realizzo nel lavoro oppure mi realizzo come madre?”
Il melograno è da sempre, in moltissime culture (Egizi, Greci, Babilonesi, Romani…), simbolo di ricchezza, fertilità, produttività, ma anche di pienezza: un frutto che contiene molti semi, cioè molte potenzialità.
E infatti il tema di Pomegranate non è “scegliere una parte e amputare l’altra”, ma imparare a far convivere dentro di sé due energie:
- l’energia creativa (ciò che costruisco nel mondo: lavoro, progetti, identità sociale)
- l’energia procreativa (ciò che genero: figli, cura, nutrimento, casa, ma anche un modo di stare in relazione)
La descrizione FES è molto chiara: Pomegranate sostiene lo sviluppo e l’armonizzazione delle identità creative e procreative, aiutando a trovare equilibrio e scelta personale in diverse fasi della vita.
Il problema moderno (che vedo spesso): “uso strumenti maschili per reggere tutto”
Un nodo tipico dell’essere donna oggi è il tentativo – spesso inconsapevole – di paragonarsi e usare gli stessi strumenti e strategie che mette in atto l’uomo, come se quella fosse l’unica lingua possibile per contare, riuscire, affermarsi.
La forza femminile non è “meno” della forza maschile, è diversa. Non è solo spinta, performance, competizione e resistenza. È anche capacità di nutrire, intuire, integrare, creare continuità, costruire senso. Il punto non è diventare “come un uomo”, ma trovare un modo femminile di essere efficace, senza tradirsi.
E Pomegranate, in questo, è un’essenza molto centrata: perché non ti dice “scegli”, ti dice “integra”.
Quando penso a Pomegranate (se dovessi descrivere la persona)
Ci sono donne che vivono difficoltà ad assumere il loro ruolo femminile in armonia con le prestazioni professionali. Si sentono in conflitto tra:
- la devozione ai valori tradizionali (famiglia, figli, casa)
- e il desiderio di sentirsi utili socialmente, realizzate, riconosciute nel lavoro
Questa ricerca di bilanciamento può farle sentire confuse, “sconnesse”, fino al punto di non riuscire a concentrarsi bene né su un ambito né sull’altro: come se la mente fosse divisa, e ogni scelta aprisse un senso di colpa.
Sono donne che vogliono realizzarsi nel lavoro, ma desiderano anche essere mogli e madri; e Pomegranate può supportare proprio nel risolvere l’ambivalenza e quel senso di colpa che si crea quando non si sa a cosa dedicarsi “come si deve”.
E negli uomini?
Pomegranate può favorire negli uomini lo sviluppo dell’aspetto nutriente/materno (in senso psicologico), aiutando a esprimere meglio amore e presenza verso figli e partner. Oggi lo diremmo anche così: sostiene la capacità di cura e di contatto emotivo, qualità fondamentali in qualunque genitore.
Un passaggio delicato: concepimento, gravidanza, menopausa
Il riequilibrio energetico generale può essere di supporto anche per sindrome premestruale, difficoltà nel concepimento e gravidanza, e che in mezza età/menopausa può emergere una crisi creativa femminile, non come “cura del corpo”, ma come sostegno al vissuto emotivo e identitario che attraversa quelle fasi
Perché è proprio nelle soglie (pubertà, gravidanza, menopausa) che molte donne sentono il bisogno di riallinearsi a ciò che sono, oltre i ruoli. E Pomegranate è utile per favorire un allineamento consapevole con la parte femminile creativa, vedere più chiaramente scelte e direzione, e affidarsi all’intuizione.
Se insieme all’ambivalenza c’è anche… :
- Senso di colpa che ti mangia viva → spesso si affianca bene un lavoro su colpa/auto-giudizio (in Bach, ad esempio, molte persone pensano a Pine; ma va sempre visto sul caso).
- Paura concreta (“se scelgo X poi mi pento / se faccio un figlio perdo il lavoro / se lavoro mi perdo mio figlio”) → spesso c’è un livello di paura nominabile che merita ascolto.
- Stanchezza da “super-donna” → quando il tema è reggere tutto da sola, il punto può essere il confine, la delega, il permesso di non essere perfetta.
Lo dico perché Pomegranate lavora bene sull’integrazione, ma a volte serve anche un fiore che sostenga il sintomo emotivo più urlante del momento.
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Bibliografia
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La floriterapia non è una terapia medica, non costituisce diagnosi e cura medica e non la sostituisce in alcun modo. Le essenze floreali non sono farmaci e non hanno alcun effetto biochimico sull'organismo, ma agiscono solo sugli stati d'animo a livello emozionale in quanto non contengono particelle attive. Tutti gli esperimenti di autocura, interruzione o di riduzione arbitraria del dosaggio di farmaci prescritti, condotti al di fuori del controllo medico, ricadono esclusivamente sotto la responsabilità di chi li effettua.
