I 12 Guaritori di Bach nella terza età: profili caratteriali e vissuti della vecchiaia (Antonella Napoli)
Articoli > 2004-2009
(Revisione 1/2026)
La floriterapia nel mondo esiste da molto, molto tempo. Per esempio, gli aborigeni australiani hanno una lunga tradizione culturale in merito. In Europa, invece, nasce negli anni ’30 grazie ad Edward Bach, medico batteriologo, ricercatore e omeopata gallese che volle trovare una metodologia di cura diversa sia dall’omeopatia sia dalla medicina tradizionale: un metodo semplice, indolore e universale. Con il suo intuito scoprì 38 fiori che potessero aiutare le persone a correggere particolari stati d’animo negativi.
“Nel trattamento di qualsiasi patologia la personalità dell’individuo gioca un ruolo più importante del corpo” (E. Bach)
Come “funzionano” i rimedi floreali secondo Bach
I rimedi floreali, pur provenendo dai fiori, non contengono componenti fisiche delle rispettive piante di origine. Bach trovò il modo di “prendere” la vibrazione di un fiore e trasferirla all’uomo, immergendo fiori selvatici in acqua e poi esponendoli al sole o bollendoli, quindi diluendoli in acqua e brandy (per conservarli).
Riassumendo: agirebbero a livello “vibrazionale”, ripristinando (ciascuno in maniera specifica) un riequilibrio emozionale. Secondo Bach l’uomo è una totalità integrata di tre livelli: mentale, emozionale/spirituale e fisico. I fiori tendono a rimuovere stati d’animo ed emozioni negative che causano sofferenza perché non in armonia con la propria Anima (conflitto tra personalità e Anima), contribuendo all’insorgenza delle malattie.
I 38 rimedi e la metafora della barca
I 38 fiori scoperti sono divisi in 3 gruppi: i 12 guaritori, i 7 aiuti e i 19 altri rimedi. Per spiegarli si può pensare che noi siamo come una barca che ha una meta, un obiettivo, tanto quanto la nostra personalità. Quando ci chiediamo che tipo di barche siamo, stiamo parlando dei 12 guaritori.
I 7 aiutanti sono l’aiuto di cui abbiamo bisogno per navigare nel mare dell’esistenza, come marinai che ci danno una mano a governare la nostra imbarcazione. Se nella navigazione ci imbattiamo in pericoli, uragani, temporali, allora avremo a che fare con i 19 altri rimedi.
I 7 aiutanti sono l’aiuto di cui abbiamo bisogno per navigare nel mare dell’esistenza, come marinai che ci danno una mano a governare la nostra imbarcazione. Se nella navigazione ci imbattiamo in pericoli, uragani, temporali, allora avremo a che fare con i 19 altri rimedi.
Perché soffermarsi sui 12 guaritori
Qui voglio soffermarmi sui 12 guaritori, cioè 12 tipologie caratteriali che, secondo Bach, ci comprendono tutti. Bach scoprì che:
“l’umanità è composta da un preciso numero di gruppi tipologici (…) non tutti gli individui appartenenti a un certo gruppo avrebbero sofferto della stessa malattia, ma che ognuno avrebbe reagito in modo simile o abbastanza simile a qualsiasi tipo di malattia.” (Nora Weeks)
E inoltre:
“Tutti sappiamo che il dolore, per esempio, ha un effetto diverso su persone diverse: alcune sono spaventate, altre depresse, altre presentano un carattere irascibile, qualcuna vuole essere lasciata sola, qualcun’altra desidera essere coccolata, altre ancora sono allegre e di buon umore nonostante la sofferenza; ed è questo stato d’animo che ci indica il rimedio di cui hanno bisogno per l’autentica guarigione, non per il semplice fatto che stanno soffrendo. Se curiamo lo stato d’animo e non la malattia, stiamo curando davvero la persona, dando al paziente ciò che è realmente necessario per ripristinare la salute.” (E. Bach)
I rimedi floreali non si riducono all’autosuggestione: si usano con ottimi risultati anche su animali, piante e bambini. Non essendo farmaci, non si conoscono fenomeni di sovradosaggio e non hanno controindicazioni; possono essere assunti anche in concomitanza con altri farmaci (cosa molto utile nei casi in cui le persone anziane devono già assumere terapie).
Quindi il mio obiettivo, in queste pagine, è analizzare sinteticamente ognuno dei 12 guaritori per descrivere la tipologia caratteriale e quindi come più probabilmente reagirà la persona, come affronterà le difficoltà dell’ambiente e della propria vecchiaia. Per renderli riconoscibili mi soffermerò sulle situazioni negative che emergono nel momento dello squilibrio, ricordando sempre che una medaglia è formata da due facce.
L’anziano Agrimony è una persona che sta apparentemente bene, che non si lamenta, ma in realtà è irrequieta, specialmente di notte. In apparenza è allegra, paziente, positiva e contenta. Spiritosa, frequenta altre persone (circoli ricreativi, bar, nipoti) ed è spesso ritenuta la più simpatica del gruppo. Disconosce tutte le situazioni che la mettono in sofferenza affettiva o emotiva.
Se è colpita da una malattia anche grave, non comunica la propria sofferenza, anzi ci scherza su. È come se tenesse a bada emozioni e sentimenti perché non sono controllabili: per Agrimony è necessario avere tutto sotto controllo. Preferisce ripararsi dietro regole e convenzioni per arginare ciò che ritiene non controllabile. Non è raro osservare tensioni somatiche notturne (es. mandibola, digrignamento).
La vecchiaia li spaventa soprattutto per la paura di essere lasciati soli: cercano di essere amati da tutti e, per farlo, provano a essere “quello che gli altri si aspettano”. Non amano conflitti e discussioni e tendono a mediare o sdrammatizzare. Agrimony aiuta a sbloccare le tensioni e a mostrare come siamo realmente, senza timore di non essere accettati; aiuta anche a farci valere e ad affrontare i problemi invece di nasconderli (agli altri e a noi stessi).
Sono persone che non sanno dire di no. Come Agrimony, spesso lo fanno per paura di deludere e quindi di non essere accettati. Questo porta a sovraccaricarsi rispetto alle proprie possibilità. Sono anziani sempre disponibili ai bisogni di figli e nipoti, che non si lamentano e trovano sempre tempo per gli altri: il risultato può essere un’enorme stanchezza.
Possono “pagare” questa disponibilità con spossatezza e fatica a riprendersi da malattie, perché manca energia per recuperare. Dimenticano se stessi e i propri bisogni, spesso senza ottenere riconoscimento; talvolta si legano a persone forti che li sfruttano. Centaury sostiene la volontà necessaria a non farsi schiacciare: rafforza rispetto di sé, sicurezza interiore, capacità di esprimere il proprio punto di vista.
Qui parliamo di anziani dispersivi, che lasciano una cosa a metà per farne un’altra o dimenticano cosa stavano facendo. C’è confusione mentale e mancanza di concentrazione. Hanno paura di sbagliare e chiedono continuamente consigli per chiarire dubbi e insicurezze, ma questo non li rende più sicuri: spesso chiedono ancora, cambiando interlocutore senza mai “tirare le fila”.
Possono frequentare in modo maniacale cartomanti, maghi e sensitivi o passare da un medico all’altro, dando fiducia sempre all’ultimo ascoltato: il tema comune resta la dispersione mentale e la mancanza di contatto con la propria saggezza interiore. Cerato aiuta a “mettere a fuoco” la mente: riduce esitazione e dubbio, accresce intuizione e capacità decisionale.
È una tipologia facile da riconoscere: anziani che si offendono, si sentono trascurati e, commiserandosi, accusano i familiari di abbandonarli. Tendono a possessività, bisogno di centralità e talvolta usano “trucchetti” (anche fingere una malattia) per riportare l’attenzione su di sé. Parole chiave dello stato negativo: controllo degli altri, ricatto morale, autocompatimento.
Possono essere molto gelosi delle persone vicine e vivere la libertà dell’altro come un affronto personale. Tipico l’esempio della vedova o del vedovo che vive con un figlio e non gli permette una vita propria, perché “ha bisogno”. Questo non lasciare andare può somatizzarsi anche come ritenzione e stipsi; sotto c’è un grande senso di abbandono quando l’attenzione dei familiari cala. Chicory insegna a dare senza chiedere nulla in cambio e ad essere tolleranti: calore, cordialità, tatto. Bach compara lo stato positivo di Chicory all’archetipo della “madre universale””.
Nella vecchiaia questa tipologia può mostrare periodi più o meno lunghi di sconnessione dall’ambiente circostante. Hanno bisogno di dormire più a lungo, si alzano stanchi, sono assenti e lenti oppure evadono dalla realtà in un mondo di sogni dove “stanno bene”, reagendo se disturbati. Possono parlare da soli e avere memoria incerta.
Si usa in caso di letargo, torpore, coma, svenimenti. È una tipologia che, se malata, spesso non fa sforzi per ristabilirsi: come se mancassero radici che ancorano alla terra, tende a estraniarsi nella fantasia. Può perfino usare la malattia come fuga, con una resa “piacevole”. Clematis riporta sulla terra, nel presente, e aiuta a concretizzare le potenzialità.
Sono anziani che si scoraggiano facilmente dopo malattie o ricadute perché dubitano di potercela fare (anche in riabilitazione neurologica o traumatologica). Si demoralizzano, si ripiegano su di sé. Gentian tende al pessimismo e può avvicinarsi a momenti depressivi. Non accettano la vecchiaia, il pensionamento, faticano ad adattarsi a situazioni nuove.
Tentano, ma al primo ostacolo mollano. Gentian aiuta a controllare angoscia e disperazione, ricordando che i problemi fanno parte della vita e vanno affrontati uno alla volta, senza esserne travolti.
È una tipologia che può creare grosse problematiche nell’anziano: fretta interiore, intolleranza per ritardi e ostacoli, difficoltà a restare seduti. Con l’età riflessi e velocità diminuiscono e questo viene vissuto con sofferenza. Impatiens può aiutare anche il sonno quando ci si sveglia e la mente corre veloce, o quando si ha bisogno di poche ore di sonno ma “non si stacca mai”.
Quando si ammalano hanno fretta di guarire e non sanno stare fermi. Il pensionamento può essere un grosso smacco perché l’inattività sembra perdita di tempo; spesso si identificano totalmente nel lavoro. Se vivono in contesti comunitari (es. case di cura), la lentezza degli altri può provocare irritabilità; soffrono di agitazione motoria e questo li porta alla solitudine. Impatiens aiuta a diventare più morbidi, pazienti e diplomatici: rallenta i ritmi e insegna a convivere con gli altri.
Tipologia di persone fragili, emotive, chiuse e sensibili, che si stressano davanti alle novità e agli sconosciuti. Si stancano anche solo a parlare e stare in compagnia e hanno bisogno di solitudine per ritemprarsi. Molte fobie e inibizioni; timidezza, ansia, ipersensibilità a rumori, freddo e luce; nervosismo anticipatorio.
Nella vecchiaia emerge soprattutto la paura delle malattie, di una caduta, di un danno possibile. Se si ammalano, la malattia viene amplificata e vissuta peggio; e la vecchiaia stessa è vissuta come minaccia (anche per l’idea della morte che si avvicina). Mimulus aiuta ad affrontare i timori quotidiani e risveglia equilibrio interiore per affrontare serenamente le circostanze.
È difficile pensare a Rock Rose come tipologia caratteriale perché corrisponde al panico. Spesso è nascosto dietro altre tipologie (es. Agrimony) e viene usato quando ci sono anziani che soffrono di allucinazioni, panico notturno, incubi, arresto improvviso di qualche funzione.
Reagiscono con profonda angoscia e terrore a ciò che può accadere; ipersensibili alla paura in modo più forte di Mimulus. Rock Rose aiuta a riprendere il controllo emotivo nelle emergenze, a non perdere la testa e ad affrontare le crisi con coraggio e calma.
Questa tipologia è per le menti sempre in movimento: alti e bassi di umore, oscillazioni, cambi di idea frequenti; anche la conversazione può saltare da un argomento all’altro. Non riescono a concentrarsi e nell’anziano questo può essere ancora più marcato (anche per la riduzione della memoria a breve termine). Non sanno scegliere tra due alternative e non chiedono consigli agli altri (al contrario di Cerato).
Scleranthus aiuta a fare chiarezza e a creare una propria scala di valori, dando senso quando l’esistenza appare alla deriva. Aiuta anche a mettere sotto controllo gli sbalzi d’umore, integrare nuove possibilità e prendere decisioni più rapidamente.
Tipologia agitata, con forte tensione interna. Può essere “esagerata” anche nelle malattie e nelle reazioni. Iperattiva come Impatiens, ma mentre Impatiens è iperattività mentale, Vervain è iperattività di “cuore”: si lancia anima e corpo in un progetto o un’idea, dimenticando tutto il resto e cercando di coinvolgere gli altri.
Tra gli anziani sono spesso persone che fanno volontariato e portano avanti idee con entusiasmo; possono diventare fanatici o imporre la propria visione. Creativi, impulsivi, energetici, accentratori: il flusso di idee non si ferma, e questo può portare a insonnia per mancanza di senso del limite. Vervain insegna a diffondere idee con calma e moderazione: autorevoli è meglio di autoritari.
Tipologia che tende all’isolamento: persone che pensano di essere sufficienti a se stesse, amano stare in disparte e non essere coinvolte. Da anziani alzano barriere per preservare il territorio: non vogliono uscire di casa (o dalla propria camera) e hanno difficoltà nella vita sociale. Orgogliosi e rigidi, sicuri delle proprie idee, non si lasciano influenzare.
Questo può portare a rigidità anche nel corpo: tensione muscolare e generalizzata quando sono tra sconosciuti. In apparenza tranquilli, non alzano mai la voce; indipendenti, non si lamentano, ma restano nel guscio e così si riducono gli scambi emotivi e affettivi. Water Violet insegna ad aprirsi: abbatte il muro che incatena il cuore alla solitudine e mostra che si può gioire delle cose semplici.
Quando ai 12 Guaritori serve un Aiuto o un Assistente nella terza età
Nella terza età può accadere che la tipologia dei 12 Guaritori resti riconoscibile, ma venga “coperta” da stati più transitori o situazioni di vita che richiedono un sostegno diverso. In questi casi possono essere utili i 7 Aiuti (quando la personalità si irrigidisce o si “sposta” in una maschera difensiva) e i 19 Assistenti (quando ci sono crisi e ostacoli specifici).Per esempio:
Walnut nei passaggi (pensionamento, trasloco, casa di riposo, lutti),
Olive quando lo sforzo della vita ha svuotato le energie,
Honeysuckle se la mente si incolla al passato e alla nostalgia,
Sweet Chestnut nelle notti interiori più buie,
Star of Bethlehem dopo shock, cadute o ricoveri,
Gorse quando prevale la mancanza di speranza, e
Crab Apple se cresce il disagio verso il corpo che cambia o la sensazione di “non piacersi più”.
I
n pratica: il Guaritore racconta chi sono, mentre Aiuti e Assistenti raccontano che cosa sto attraversando adesso e spesso, insieme, danno la miscela più centrata.
Nota aggiornata (2026): due fattori che oggi pesano tantissimo nella terza età
- Isolamento sociale e solitudine: non sono dettagli, ma fattori che impattano salute fisica e mentale, qualità della vita e longevità; l’OMS li tratta come una priorità di salute pubblica.
-
Invecchiamento in salute = “capacità funzionale” (non solo assenza di malattia): l’OMS definisce l’healthy ageing come mantenere la capacità funzionale che permette benessere nella terza età (mobilità, relazioni, autonomia, senso di ruolo).
Bibliografia
- Bach, E. (2009). The Twelve Healers and Other Remedies (Electronic edition). The Bach Centre.
- Organizzazione Mondiale della Sanità. (2015). World report on ageing and health. WHO.
- Organizzazione Mondiale della Sanità. (2020, October 26). Healthy ageing and functional ability (Q&A). WHO.
- Organizzazione Mondiale della Sanità. (2021–2030). UN Decade of Healthy Ageing. WHO.
- Organizzazione Mondiale della Sanità. (2021, July 29). Social isolation and loneliness among older people (Advocacy brief). WHO.
- Organizzazione Mondiale della Sanità. (n.d.). Social isolation and loneliness. WHO.
- Livingston, G., et al. (2024). Dementia prevention, intervention, and care: 2024 report of the Lancet Commission. The Lancet.
- National Institute on Aging. (n.d.). Social isolation and loneliness in older people pose health risks. U.S. National Institutes of Health.
- Weeks, N., & Bullen, V. (n.d.). Bach Flower Remedies: Illustrations and Preparations (Book information page). The Bach Centre.
(Revisione 1/2026)
Se questo argomento è stato di tuo interesse e vuoi approfondirlo o trovare una soluzione personalizzata per te: Contattami
La floriterapia non è una terapia medica, non costituisce diagnosi e cura medica e non la sostituisce in alcun modo. Le essenze floreali non sono farmaci e non hanno alcun effetto biochimico sull'organismo, ma agiscono solo sugli stati d'animo a livello emozionale in quanto non contengono particelle attive. Tutti gli esperimenti di autocura, interruzione o di riduzione arbitraria del dosaggio di farmaci prescritti, condotti al di fuori del controllo medico, ricadono esclusivamente sotto la responsabilità di chi li effettua.
