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Antonella Napoli
dr.ssa

I 12 Guaritori di Bach nella terza età: profili caratteriali e vissuti della vecchiaia (Antonella Napoli)

Articoli > 2004-2009

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La floriterapia nel mondo esiste da molto, molto tempo. Per esempio, gli aborigeni australiani hanno una lunga tradizione culturale in merito. In Europa, invece, prende forma negli anni ’30 grazie a Edward Bach, medico batteriologo, ricercatore e omeopata gallese, che desiderava trovare una metodologia di cura diversa sia dall’omeopatia sia dalla medicina tradizionale: un metodo semplice, indolore e universale. Con grande intuito e genialità, scoprì 38 fiori capaci di aiutare le persone a correggere specifici stati d’animo negativi.

“Nel trattamento di qualsiasi patologia la personalità dell’individuo gioca un ruolo più importante del corpo” (E. Bach)

Come “funzionano” i rimedi floreali secondo Bach

I rimedi floreali, pur provenendo dai fiori, non contengono componenti fisiche delle rispettive piante di origine. Bach trovò il modo di “prendere” la vibrazione del fiore e trasferirla all’uomo: immergendo fiori selvatici in acqua ed esponendoli al sole, oppure bollendoli; poi diluendo e stabilizzando il preparato in acqua e brandy (per evitare alterazioni). In sintesi, l’idea è che questi rimedi agiscano solo a livello “vibrazionale”: ognuno, in modo specifico, contribuirebbe a ripristinare le vibrazioni energetiche proprie dello stato di salute.
Per Bach l’essere umano è una totalità integrata su tre livelli: mentale, emozionale/spirituale e fisico. Di conseguenza i fiori tendono a rimuovere stati d’animo ed emozioni negative che causano sofferenza perché non in armonia con la propria Anima (il conflitto tra personalità e Anima) e che, proprio per questo, possono contribuire all’insorgenza delle malattie.

I 38 rimedi e la metafora della barca

I 38 fiori scoperti da Bach sono divisi in tre gruppi: i 12 guaritori, i 7 aiuti e i 19 altri rimedi. Sono diversi sia per tipologia floreale sia per modalità di preparazione.
Per spiegarli mi piace usare un’immagine: noi siamo come una barca che ha una meta, un obiettivo, così come la nostra personalità.
  • Quando ci chiediamo che tipo di barca siamo, stiamo parlando dei 12 guaritori.
  • I 7 aiuti sono ciò di cui abbiamo bisogno per navigare nel mare dell’esistenza: come marinai che ci aiutano a governare l’imbarcazione.
  • Se durante la navigazione incontriamo pericoli, uragani, temporali, allora entriamo nel territorio dei 19 altri rimedi.
Quindi: il tipo di imbarcazione sono i 12 guaritori; i “marinai” che ci assistono sono i 7 aiuti; le avversità e le tempeste del viaggio sono i 19 altri rimedi.

Perché soffermarsi sui 12 guaritori

Qui voglio soffermarmi sui 12 guaritori, cioè 12 tipologie caratteriali che, secondo Bach, ci comprendono tutti. Bach scoprì che:
l’umanità è composta da un preciso numero di gruppi tipologici (…) non tutti gli individui appartenenti a un certo gruppo avrebbero sofferto della stessa malattia, ma che ognuno avrebbe reagito in modo simile o abbastanza simile a qualsiasi tipo di malattia.” (Nora Weeks)
E inoltre:
Tutti sappiamo che il dolore, per esempio, ha un effetto diverso su persone diverse: alcune sono spaventate, altre depresse, altre presentano un carattere irascibile, qualcuna vuole essere lasciata sola, qualcun’altra desidera essere coccolata, altre ancora sono allegre e di buon umore nonostante la sofferenza; ed è questo stato d’animo che ci indica il rimedio di cui hanno bisogno per l’autentica guarigione, non per il semplice fatto che stanno soffrendo. Se curiamo lo stato d’animo e non la malattia, stiamo curando davvero la persona, dando al paziente ciò che è realmente necessario per ripristinare la salute.” (E. Bach)
I rimedi floreali non agiscono per autosuggestione: si usano infatti con ottimi risultati anche su animali, piante e bambini. Non essendo farmaci, non esiste rischio di sovradosaggio né controindicazioni, e si possono assumere in concomitanza con qualsiasi farmaco (aspetto utile, ad esempio, per le persone anziane che già assumono altre terapie).
Per questo, nelle pagine che seguono, il mio obiettivo è analizzare sinteticamente ognuno dei 12 guaritori, descrivendo la tipologia caratteriale e quindi come più probabilmente reagirà la persona, come affronterà le difficoltà dell’ambiente e della propria vecchiaia. Seguirò l’ordine alfabetico e mi soffermerò soprattutto sulle situazioni caratteriali negative che emergono in fase di squilibrio — ricordando sempre che una medaglia ha due facce.


AGRIMONY

L’anziano Agrimony appare una persona che sta bene e non si lamenta, ma in realtà è irrequieto, soprattutto di notte. In apparenza è allegro, paziente, positivo, contento; spesso è spiritoso e ama frequentare altre persone (circoli ricreativi, bar, nipoti), e viene considerato “il più simpatico” del gruppo. Tende però a disconoscere tutto ciò che gli provoca sofferenza emotiva o affettiva.
Se è colpito da una malattia anche grave — una vera “tortura” — spesso non comunica la sofferenza, anzi ci scherza sopra. È come se tenesse a bada emozioni e sentimenti perché li percepisce come non controllabili (per Agrimony è importante avere tutto sotto controllo). Si protegge dietro regole e convenzioni, per arginare ciò che ritiene incontrollabile. Non è raro, per esempio, che soffra di tensione mandibolare o digrigni i denti durante la notte.
La vecchiaia lo spaventa per la paura di essere lasciato solo. Cerca di essere amato da tutti diventando ciò che gli altri si aspettano: simpatico, brillante, “centrale”, ma senza dire nulla del suo timore. Non ama conflitti e discussioni (sempre per paura di non essere accettato) e tende a mediare o sdrammatizzare. Può anche reprimere tensioni riempiendo le giornate di cose da fare. I problemi principali, però, emergono di notte: insonnia e una possibile “dipendenza” da qualcosa che plachi il tormento.
Agrimony aiuta a sbloccare le tensioni e a mostrarsi per ciò che si è davvero, senza timore di non essere accettati. Aiuta anche a farsi valere nei rapporti e ad affrontare i problemi invece di nasconderli — agli altri e a se stessi.


CENTAURY

Sono persone che non sanno dire di no. Come Agrimony, spesso lo fanno per paura di deludere e quindi di non essere accettati. Questo le porta a sovraccaricarsi oltre le proprie possibilità. In vecchiaia, per esempio, sono anziani sempre disponibili per figlie e nipoti: non si lamentano mai, trovano sempre tempo per gli altri, e finiscono per esaurirsi.
Ne possono derivare enorme stanchezza, anemia, sistema immunitario indebolito, spossatezza e difficoltà a riprendersi dalle malattie perché manca l’energia. Sono persone che dimenticano se stesse e i propri bisogni, spesso senza ricevere riconoscimento per sforzi e qualità. Tendono a legarsi a persone forti che le sfruttano.
Centaury dona la forza di volontà per non farsi schiacciare: aumenta sicurezza interiore, rafforza volontà e rispetto di sé, restituisce vitalità, energia e capacità di esprimere il proprio punto di vista.


CERATO

Qui parliamo di anziani dispersivi: lasciano una cosa a metà per farne un’altra, dimenticano cosa stavano facendo, con confusione mentale e mancanza di concentrazione. Hanno paura di sbagliare e chiedono continuamente consigli per sciogliere insicurezze e dubbi, ma questo non li rende più sicuri: finiscono per chiedere a una persona, poi a un’altra, senza mai “tirare le fila”.
Possono diventare frequentatori assidui (anche in modo maniacale) di cartomanti, maghi e sensitivi, oppure passare da un medico all’altro, fidandosi sempre dell’ultimo ascoltato. In comune c’è la dispersione mentale: questa tipologia non segue l’istinto e la propria saggezza interiore, cercando fuori risposte che sono dentro.
Cerato migliora la messa a fuoco della mente: il suo squilibrio è “divergenza”, la correzione è “convergenza”. Diminuisce esitazione, dubbio e insicurezza; accresce intuizione e capacità decisionale.


CHICORY

Tipologia molto facile da riconoscere. Sono anziani che si offendono, si sentono trascurati e, commiserandosi, accusano i familiari di abbandonarli. Tendono a possessività, prepotenza ed egoismo; hanno bisogno di stare al centro e per farlo possono usare “trucchetti”, come fingere una malattia. Parole chiave dello stato negativo: controllo degli altri, ricatto morale, autocompatimento.
Diventano gelosi e vivono la libertà altrui come un affronto personale: l’altro è percepito come in debito di dedizione totale. Tipico esempio: vedove/i che vivono con un figlio e gli impediscono una vita propria perché “loro hanno bisogno” e “loro sanno cosa è meglio”. Questo non lasciare andare può riflettersi anche nel corpo: ritenzione di liquidi (edemi linfatici) e stipsi.
In Chicory c’è un grande senso di abbandono quando l’attenzione familiare cala. Rispetto a Centaury, che risponde ai desideri di tutti, Chicory focalizza l’amore su “chi ama”, ma pretende in cambio qualcosa (anche solo approvazione, ammirazione, dimostrazioni di affetto). Vive la vecchiaia con rimpianto del passato.
Chicory insegna a dare senza chiedere nulla in cambio e a essere più tolleranti; conferisce calore, cordialità e tatto. Bach paragona lo stato positivo di Chicory all’archetipo della “madre universale”.


CLEMATIS

Nella vecchiaia può presentare periodi più o meno lunghi di sconnessione dall’ambiente. Ha bisogno di dormire molto, si alza stanco, è assente e lento, oppure evade dalla realtà in un mondo di sogni dove sta bene e reagisce se lo si disturba. Può parlare da solo e avere scarsa memoria. Si associa a mancanza di energia, grande stanchezza e disturbi dell’irrorazione sanguigna. Si usa in casi di letargo, torpore, coma, svenimenti.
Quando è malato, spesso non fa sforzi per ristabilirsi: come se non avesse radici che lo ancorino alla terra. Può usare perfino la malattia come fuga e rifiuto del mondo, vivendo la condizione come un’evasione e un piacevole autodissolvimento. Non ha rapporti affettivi molto forti: “tra le nuvole”, nessuno è davvero importante. Rimane in uno stato crepuscolare come fuga dal presente.
Può restare in pigiama, trascurare igiene e abbigliamento, perdere chiavi, dormire davanti alla TV, svegliarsi con difficoltà. Carnagione pallida, mani e piedi freddi. Spesso bisogna ripetere le domande: per disinteresse, mancanza di attenzione o disorganizzazione del pensiero, con discorso incoerente e confuso.
Clematis riporta a terra, nel presente, e aiuta a concretizzare le potenzialità.


GENTIAN

Anziani che si scoraggiano facilmente dopo malattie o ricadute: dubitano di farcela (anche in riabilitazione neurologica o traumatologica), si demoralizzano, si sconfortano e si ripiegano su se stessi. Sono pessimisti e inclini a momenti depressivi. Non accettano la vecchiaia, il pensionamento, o situazioni nuove; tentano, ma al primo ostacolo mollano.
Gentian aiuta a controllare angoscia e disperazione, ricordando che i problemi fanno parte della vita e vanno affrontati uno alla volta per non esserne travolti.


IMPATIENS

Tipologia che può creare grosse difficoltà nell’anziano. È la persona che ha sempre avuto fretta interiore, intolleranza per ritardi e ostacoli, difficoltà a restare seduta. Con gli anni riflessi e velocità diminuiscono e questo viene vissuto con sofferenza.
È un rimedio che favorisce il sonno per chi si sveglia con la mente che corre veloce o ha bisogno di pochissime ore di sonno. Quando è malato ha fretta di guarire e non sa stare fermo. Da lavoratore non avrebbe saltato un giorno di lavoro per un malessere. Il pensionamento è uno smacco: riposo e inattività sembrano perdita di tempo. Spesso si identifica totalmente nel lavoro.
Ha preferito fare tutto da solo perché più rapido di altri in pensiero e azione. Ora si trova a perdere la propria velocità; e se resta comunque più rapido dei coetanei (ad esempio in case di cura), la lentezza altrui scatena irritabilità. Agitazione motoria, insofferenza, ansia, tendenza a essere solo perché “difficile da seguire”.
Impatiens aiuta a diventare più morbidi, pazienti, dolci e diplomatici; rallenta i ritmi e insegna a convivere con gli altri.


MIMULUS

Persone fragili, emotive, chiuse e sensibili, che si stressano di fronte a novità e sconosciuti. Si stancano anche solo a parlare o stare in compagnia e hanno bisogno di solitudine per ritemprarsi. Fobie e inibizioni: timidezza, ansia, ipersensibilità a rumori, freddo e luce. Nervosismo anticipatorio “per paura”.
In vecchiaia domina la paura delle malattie, di cadere, di ciò che può danneggiare. Se si ammalano, amplificano la malattia e la vivono più grave di quanto sia. La vecchiaia pesa anche per l’idea della morte che si avvicina. Tuttavia sopportano le paure in silenzio, evitando ciò che spaventa e parlando poco con gli altri.

Mimulus aiuta ad affrontare i timori quotidiani: dalla paura del dentista all’aereo, dalla paura di non essere all’altezza a ogni tipo di fobia. Risveglia equilibrio interiore e consente di affrontare serenamente le circostanze.


ROCK ROSE

È difficile pensarlo come tipologia caratteriale, perché in una parola corrisponde al panico. Per questo spesso è nascosto dietro altre tipologie (ad esempio Agrimony) e quindi non è immediato riconoscerlo. Si usa quando ci sono anziani con allucinazioni, panico notturno, incubi, arresto improvviso di qualche funzione.
Sono persone che reagiscono con angoscia e terrore a ciò che può accadere di negativo: ipersensibili alla paura, ma più intensamente di Mimulus. Spesso hanno vissuto violenze o abbandoni.

Rock Rose aiuta a riprendere il controllo della parte emotiva, soprattutto nelle emergenze: a non perdere la testa e ad affrontare le crisi con coraggio e calma.


SCLERANTHUS

Menti sempre in movimento, con alti e bassi d’umore; possibili oscillazioni maniacali-depressive. Cambiano facilmente idea; la conversazione passa rapidamente da un tema all’altro; difficoltà di concentrazione (nell’anziano ancora più marcata con la riduzione della memoria a breve termine ed episodica). Non sanno scegliere tra due alternative e, al contrario di Cerato, non chiedono consigli.
Scleranthus aiuta a fare chiarezza e a creare una scala di valori, dando senso a un’esistenza che talvolta appare alla deriva. Contiene sbalzi d’umore, integra nuove possibilità e aiuta a prendere decisioni più rapidamente.


VERVAIN

Tipologia agitata, con tensione interna. Può essere “esagerata” nelle reazioni, nei dolori, nel modo di vivere le malattie. Anche qui iperattività come Impatiens, ma diversa: Impatiens è iperattività mentale; Vervain è iperattività di “cuore”. Si lancia anima e corpo in un progetto o in un’idea, dimenticando tutto il resto e cercando di coinvolgere gli altri.
Tra gli anziani: volontariato, ideali, progetti, entusiasmo; possono diventare fanatici e imporre la propria visione. Creativi, impulsivi, energetici, accentratore. Non riescono a fermare il flusso di idee: insonnia e mancanza del senso del limite. La tensione richiederebbe spesso sfogo fisico.

Vervain non cambia la natura: insegna a diffondere le idee con calma e moderazione, così che gli altri possano essere attratti da ciò che portiamo. Autorevoli è meglio di autoritari.


WATER VIOLET

Tipologia che tende all’isolamento: persone convinte di essere sufficienti a se stesse. Amano stare in disparte e non essere coinvolte. In vecchiaia possono alzare barriere per preservare il territorio: non vogliono uscire di casa (o dalla camera) e hanno difficoltà nella vita sociale.
Orgogliosi e rigidi, sicuri delle proprie idee, non si lasciano influenzare. Questo si traduce spesso in rigidità corporea e tensione muscolare, soprattutto tra sconosciuti. In apparenza tranquilli: non alzano la voce, indipendenti, non si lamentano. Ritirati nel proprio guscio, con pochi scambi emotivi e affettivi. Possono sembrare altezzosi. Ascoltano bene gli altri, ma non si mettono in gioco: nascondono emozioni e non litigano mai.
Water Violet insegna ad aprirsi, a dimostrare amore, ad abbattere il muro che lega il cuore alla solitudine, e mostra che si può gioire delle cose semplici.

(Revisione 12/2025)


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La floriterapia non è una terapia medica, non costituisce diagnosi e cura medica e non la sostituisce in alcun modo. Le essenze floreali non sono farmaci e non hanno alcun effetto biochimico sull'organismo, ma agiscono solo sugli stati d'animo a livello emozionale in quanto non contengono particelle attive. Tutti gli esperimenti di autocura, interruzione o di riduzione arbitraria del dosaggio di farmaci prescritti, condotti al di fuori del controllo medico, ricadono esclusivamente sotto la responsabilità di chi li effettua.
Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 001355428886 Iscrizione OPL 16607
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