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Antonella Napoli
dr.ssa

RIVAL Y HERMANA - Repertorio La Cancion de Eva

Floriterapia > Fiori sudamericani > La cancion de Eva



Nome botanico: Calochortus tiburonensis
Colore del fiore: giallo verdognolo
Metallo: ferro
Corpo fisico (aree correlate): vescica biliare, sangue, patologie infiammatorie, febbri, emorragie, cefalee, muscoli, apparato locomotore, rene sinistro, problemi urinari.


Rivale e sorella - Archetipo di Artemide


Il nucleo dell’archetipo: “sorella”, non “amante”

Questa essenza descrive una donna che, nel modo di stare nel mondo e nelle relazioni, tende a collocare gli uomini in una posizione “fraterna”: li tratta come fratelli. È una postura psichica precisa: l’incontro con l’altro non passa subito (o non passa affatto) per la vulnerabilità, la morbidezza, la confessione intima. Passa piuttosto per la parità, la prova, la sfida, la stima.
Sono donne a cui piacciono le cose interessanti, che si accendono quando c’è un obiettivo, un percorso, un terreno “vivo” su cui misurarsi. La relazione, in questo registro, è un luogo dove conta l’energia, la dignità, la forza personale, la chiarezza. È una femminilità che non vuole essere “presa”, ma riconosciuta.

Proprio perché respinge la vulnerabilità e non si confida facilmente, a questa donna possono mancare calore e sensibilità. E quando l’uomo che ama smette di attrarla, può arrivare a essere crudele: può trattarlo come un intruso, fargli sentire con nettezza la propria mancanza di desiderio, e tagliare fuori ciò che non la interessa più.
Qui c’è una verità scomoda: non è solo “autonomia”. È anche una modalità di difesa che, se irrigidita, può diventare ferita per l’altro e per sé: il cuore si protegge al punto da risultare inaccessibile.

Forza e collera: il fuoco che va governato

Valorosa nell’affrontare paure e problemi della vita. C’è coraggio, centratura, capacità di reggere l’urto dell’esistenza.
Ma c’è anche una tendenza a lasciarsi trascinare dalla collera distruttiva. È qui che l’essenza viene indicata “per lavorare sull’ira”. Non un’ira generica: un’ira che può diventare esplosiva, tagliente, “spietata” in certe occasioni, soprattutto quando la persona percepisce violazione, invasione, o mancanza di rispetto.
E infatti torna un punto chiave: il rispetto reciproco è un valore centrale. Quando viene ignorato, la reazione può essere “un’esplosione con violenza”. In questa esplosione c’è insieme protezione e punizione: “mi hai oltrepassata, ora te ne accorgi”.

“Ammira l’uomo forte, ma respinge il machismo”

Questa frase è importantissima perché definisce la differenza fra forza e dominanza.
  • L’uomo forte è quello che regge la propria verticalità, che non ha bisogno di schiacciare per esistere, che non invade per sentirsi vivo.
  • Il machismo, invece, è una forza contraffatta: pretende, occupa, comanda, riduce l’altro.
L’archetipo di Artemide sembra muoversi così: può stimare la solidità dell’altro, ma non tollera l’arroganza. E quando percepisce machismo, può reagire con durezza, perché lo vive come una minaccia alla propria integrità.

La donna che “vede dietro gli intrecci” e chiude senza vacillare

Questa essenza allude anche alla donna indipendente e libera che sa leggere con lucidità ciò che accade dietro le trame, i giochi, le ambiguità.
La sua guida è l’intuizione. E l’intuizione, in questo profilo, non è un sospetto ansioso: è una certezza interiore che le consente di capire quando una relazione è finita. Quando lo capisce, sa lasciare il passato senza vacillare e senza sentimentalismo.
Questa è una qualità reale (stare nel proprio centro), ma può diventare un rischio se si trasforma in “taglio” prima che il cuore abbia davvero elaborato: la mente decide e il cuore si chiude; fuori appare forte, dentro resta un nodo non sentito.
Le sue principali qualità, comunque, vengono dichiarate chiaramente:
  • stare nel suo centro
  • possedere un’individualità forte

Miti e leggende relative ad Artemide


Nascita, autonomia e “verginità come sovranità”

Artemide è figlia di Zeus e Leto, gemella di Apollo. Leto, a causa di una maledizione di Era, è costretta a trovare un luogo che non abbia mai visto la luce del sole. Zeus fa emergere dal mare un’isola fino ad allora sommersa: Delo. Leto partorisce aggrappata a una palma sacra.
Artemide nasce per prima, dopo sei mesi di gestazione, e aiuta la madre a dare alla luce Apollo, che nascerà al settimo mese.
L’infanzia di Artemide non è raccontata dai miti giunti fino a noi, ma Callimaco immagina un aneddoto: a tre anni, seduta sulle ginocchia di Zeus, chiede di vedere avverati desideri precisi:
  • restare per sempre vergine
  • non doversi mai sposare
  • avere cani da caccia con orecchie basse
  • avere cervi che tirino il carro
  • avere ninfe come compagne (“sessanta fanciulle danzanti… figlie di Oceano… tutte di nove anni…”)
Zeus asseconda tutto. E Artemide vigila strettamente sulla castità delle compagne: la verginità diventa un patto, un ordine, una legge interna.
Letta insieme all’essenza, questa “verginità” non è moralismo: è soprattutto sovranità. È il rifiuto di essere definita dall’altro, posseduta, inglobata. È “io appartengo a me”.

Artemide e gli uomini: tre episodi che parlano di confini e di collera

Qui i miti diventano quasi “clinici”: mostrano il tema ricorrente della soglia violata.

Atteone Artemide fa il bagno nuda in una valle sul monte Citerone. Arriva Atteone, principe tebano, a caccia. Si ferma a guardarla, affascinato dalla bellezza. Calpesta un ramo, lei si accorge di lui. È disgustata dal suo sguardo fisso: gli lancia acqua magica e lo trasforma in cervo. I suoi cani, scambiandolo per preda, lo sbranano.
Versione alternativa: Atteone si vantava di essere un cacciatore migliore di lei; la dea lo trasforma in cervo e lo fa divorare per vendetta.
Qui torna la dinamica dell’essenza: quando l’uomo diventa intrusivo (sguardo/possesso) o arrogante (vanto/potere), Artemide reagisce con punizione radicale.

Adone Secondo alcune versioni, Artemide manda un cinghiale a uccidere Adone per punirlo perché si è vantato di essere un cacciatore migliore. Secondo altre, Adone è amante di Afrodite: Artemide lo uccide per pareggiare i conti con Afrodite per la morte di Ippolito, uno dei favoriti di Artemide.
Qui emergono due temi: la ferita narcisistica (“mi sfidi”) e la vendetta/compensazione (“mi hai tolto qualcuno, io tolgo qualcuno a te”). È l’ira che diventa legge.

Orione è compagno di caccia di Artemide, ma le versioni sono molte:
  • in alcune è ucciso dalla dea
  • in altre da uno scorpione inviato da Gea
  • alcune dicono che tentò di stuprare una ninfa di Artemide e lei lo uccise per punirlo
  • altre che tentò di stuprare la dea e lei lo uccise per difendersi
  • secondo Igino Astronomo (citando Istro), Artemide era innamorata di Orione e voleva sposarlo, ma lo uccise perché ingannata da Apollo, che voleva difendere la verginità della sorella
Qui l’archetipo si complica: non c’è solo “no agli uomini”. C’è anche l’impossibilità di tenere insieme amore e autonomia, desiderio e confine, femminile e vulnerabilità. E c’è perfino l’idea che la forza esterna (Apollo) possa pilotare la scelta, in nome di una “castità” che diventa destino.
(tratto da it.wikipedia.org/wiki/Artemide)

Che cosa “cura” davvero questa essenza

Rival y Hermana lavora su una trasformazione molto precisa:
  • Dalla durezza all’integrità: mantenere confini e dignità senza diventare freddi o crudeli.
  • Dalla collera distruttiva alla forza centrata: usare l’ira come segnale di violazione, non come arma che brucia tutto.
  • Dall’inaccessibilità alla relazione adulta: restare indipendente e libera senza disprezzare il sentimento o trattarlo come debolezza.
  • Dalla chiusura “senza sentimentalismo” alla chiusura vera: lasciare andare il passato con lucidità, sì, ma senza amputare una parte di sé.

E qui il ferro (metallo) e le correlazioni corporee (vescica biliare, sangue, infiammazione, febbri, emorragie, cefalee, muscoli, apparato locomotore, rene sinistro, urinario) suonano come un’unica grande immagine: calore che sale, pressione che spinge, energia che “bolle” e va incanalata.

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La floriterapia non è una terapia medica, non costituisce diagnosi e cura medica e non la sostituisce in alcun modo. Le essenze floreali non sono farmaci e non hanno alcun effetto biochimico sull'organismo, ma agiscono solo sugli stati d'animo a livello emozionale in quanto non contengono particelle attive. Tutti gli esperimenti di autocura, interruzione o di riduzione arbitraria del dosaggio di farmaci prescritti, condotti al di fuori del controllo medico, ricadono esclusivamente sotto la responsabilità di chi li effettua.
Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 001355428886 Iscrizione OPL 16607
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