Vai ai contenuti
Salta menù
Logo Fiori per l'Anima
Salta menù
Antonella Napoli
dr.ssa

Madre Nutricia – Demetra: maternità, cura e separazione

Floriterapia > Fiori sudamericani > La cancion de Eva



Nome botanico: Calochortus leichtlinii

Colore del fiore: bianco
Metallo: argento
Aree corporee tradizionalmente associate al repertorio di Grecco: intestino, linfa, organi riproduttori, patologie della nutrizione, gangli, edemi, idropisia, alterazione di cicli, occhio sinistro, pelle, flusso vaginale.

La madre che nutre - Archetipo di Demetra

Madre Nutricia rappresenta Demetra e il grande tema del nutrimento, reale e simbolico. Parla della capacità di prendersi cura e, allo stesso tempo, del difficile equilibrio tra proteggere qualcuno e permettergli di diventare autonomo.


Demetra è la donna che trova una parte importante della propria identità nel nutrire, proteggere e sostenere. È generosa, affettuosa, capace di consolare e di accorgersi dei bisogni delle persone alle quali vuole bene. La maternità rappresenta l’immagine più evidente dell’archetipo, anche se questa disposizione può esprimersi in molte relazioni e non richiede necessariamente l’avere figli.
è la rappresentazione interiore della madre, sia nelle donne sia negli uomini, e alla ferita legata alla sensazione di essere stati figli non desiderati. L’essenza viene associata al recupero dell’indipendenza e della gioia di essere e di esistere.
L’ombra di Demetra emerge quando il nutrimento diventa possesso. La crescita dell’altro può essere vissuta come un abbandono, la protezione può ostacolare l’autonomia e il bisogno di essere necessaria può creare relazioni di dipendenza. Anche il partner può essere trattato come qualcuno da accudire.
Un altro aspetto riguarda la difficoltà a dire di no. Offrire, provvedere e rendersi disponibili può diventare così abituale da lasciare poco spazio ai propri bisogni.
L’evoluzione di Demetra porta verso una cura capace di accompagnare la crescita. Nutrire significa allora offrire ciò che serve affinché l’altro possa, a un certo punto, camminare con le proprie gambe.
Grecco associa questa essenza alla gola, nel significato simbolico dell’eccesso legato al nutrire, al dare e al trattenere attraverso il nutrimento.

A chi può essere utile
Può essere presa in considerazione quando ci si sente indispensabili per gli altri, è difficile dire di no, la separazione dei figli o delle persone amate viene vissuta come abbandono, oppure quando esistono vissuti profondi legati alla propria madre, alla mancanza di nutrimento affettivo o alla sensazione di non essere stati desiderati.

Parola chiave: NUTRIMENTO

Miti e Leggende relative a Demetra

Demetra nella mitologia greca è la dea del grano e dell'agricoltura, costante nutrice della gioventù e della terra verde, artefice del ciclo delle stagioni, della vita e della morte, protettrice del matrimonio e delle leggi sacre. La figura equivalente a Demetra nella mitologia romana era Cerere.

Secondo il retore ateniese Isocrate, i più grandi doni di Demetra all'umanità furono i cereali (da cui deriva il suo nome latino "Cerere"), che hanno reso l'uomo diverso dagli animali selvatici e i Misteri, che gli hanno consentito di coltivare speranze più elevate per la vita terrena e per ciò che dopo la vita verrà.
Quando a Demetra fu attribuita una genealogia per inserirla nel Pantheon classico greco, diventò figlia di Crono e Rea, sorella maggiore di Zeus. Le sue sacerdotesse erano chiamate Melisse.
Demetra donò al genere umano la conoscenza delle tecniche agricole: la semina, l'aratura, la mietitura e le altre correlate.
Poseidone (il cui nome significa "il consorte di colei che distribuisce") una volta inseguì Demetra che aveva assunto il suo antico aspetto di dea-cavallo. Demetra tentò di resistere alla sua aggressione, ma neppure confondendosi tra la mandria di cavalli del re Onkios riuscì a nascondere la propria natura divina; Poseidone si trasformò così anch'egli in uno stallone e si accoppiò con lei. Demetra fu letteralmente furibonda per lo stupro subito, ma lavò via la propria ira nel fiume Ladona. Dall'unione nacquero una figlia, il cui nome non poteva essere rivelato al di fuori dei Misteri Eleusini, ed un cavallo dalla criniera nera chiamato Arione. Anche in epoche storiche, in Arcadia Demetra era adorata come una dea dalla testa di cavallo:

Il più importante mito legato a Demetra, che costituisce anche il cuore dei riti dei Misteri Eleusini, è la sua relazione con Persefone, sua figlia nonché incarnazione della dea stessa da giovane. Nel pantheon classico greco, Persefone ricoprì il ruolo di moglie di Ade, il dio degli inferi. Diventò la dea del mondo sotterraneo quando, mentre stava giocando sulle sponde del Lago di Pergusa con alcune ninfe (secondo un'altra versione con Leucippe) che poi Demetra punì per non essersi opposte a ciò che accadeva trasformandole in sirene, Ade la rapì dalla terra e la portò con sé nel suo regno. La vita sulla terra si fermò e la disperata dea della terra Demetra cominciò ad andare in cerca della figlia perduta, riposandosi soltanto quando si sedette brevemente sulla pietra Agelasta. Alla fine Zeus, non potendo più permettere che la terra stesse morendo, costrinse Ade a lasciar tornare Persefone e mandò Hermes a riprenderla. Prima di lasciarla andare, Ade la spinse con un trucco a mangiare quattro semi di melagrana magici, che l'avrebbero da allora costretta a tornare nel mondo sotterraneo per quattro mesi all'anno. Da quando Demetra e Persefone furono di nuovo insieme, la terra rifiorì e le piante crebbero rigogliose ma per quattro mesi all'anno, quando Persefone è costretta a tornare nel mondo delle ombre, la terra ridiventa spoglia e infeconda. Questi quattro mesi sono chiaramente quelli invernali, durante i quali in Grecia la maggior parte della vegetazione ingiallisce e muore.

Amata in quanto apportatrice di messi, Demetra era anche ovviamente temuta, in quanto capace, all'inverso, di provocare carestie, come ricorda il mito di Erisittone che, avendola offesa tagliando degli alberi da un frutteto sacro, ne venne punito con una fame insaziabile.
Demetra viene solitamente raffigurata mentre si trova su un carro, e spesso associata ai prodotti della terra, come fiori, frutta e spighe di grano. A volte viene ritratta insieme a Persefone.

(tratto da
http://it.wikipedia.org)

Salta menù
Informazioni importanti sulla floriterapia
La floriterapia è un approccio complementare rivolto alla dimensione emozionale e al benessere della persona e non costituisce una terapia medica o psicologica, né sostituisce diagnosi, cure, psicoterapia o trattamenti prescritti da professionisti sanitari. Le essenze floreali non sono farmaci e le evidenze scientifiche disponibili non consentono attualmente di attribuire ai Fiori di Bach un’efficacia clinica specifica superiore al placebo. Nel mio lavoro la floriterapia viene proposta, quando appropriato, come strumento complementare all’interno di un percorso che tiene distinti l’intervento psicologico e l’utilizzo delle essenze floreali. Qualsiasi modifica o sospensione di farmaci o trattamenti prescritti deve essere valutata con il professionista sanitario che li ha indicati.
Dr.ssa Antonella Napoli, Psicologa e floriterapeuta, P.I. 00135428886 Iscrizione OPL 16607
d.ssa Antonella Napoli
00:00
Buongiorno! come posso esserti di aiuto?
Torna ai contenuti
Icona dell'applicazione
"Fiori per l'anima" di Antonella Napoli Installa questa applicazione sulla tua schermata principale per un'esperienza migliore
Tocca Pulsante di installazione su iOS poi "Aggiungi alla tua schermata"