I disturbi del sonno (insonnie e parasonnie) Antonella Napoli
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articolo revisionato 1/2026
Al contrario di quello che si può pensare, la parola sonno non è sinonimo di “inattività”. Durante la notte succedono molte attività complesse, sia nel cervello che nel corpo: i sistemi dell’organismo non vengono “spenti”, anzi alcuni lavorano in modo diverso (e in certi aspetti più intensamente) rispetto alla veglia.
Dormire serve al cervello per raccogliere gli stimoli della giornata, catalogarli e “metterli in ordine”, eliminando quelli superflui e predisponendoci all’elaborazione di idee, intuizioni e strategie. Per questi motivi possiamo pensare al sonno come a un processo necessario, in alternanza alla veglia, che aiuta l’organismo ad adattarsi all’ambiente circostante. C’è un equilibrio sonno–veglia: senza l’uno, l’altra non regge. In un certo senso, il sonno serve a stare svegli.
Gli studi sulla deprivazione del sonno mostrano infatti che, quando dormiamo troppo poco o male, si riducono (e si alterano) prestazioni cognitive, emotive e fisiche. E qui arriva un punto importante: non esiste un numero di ore “perfetto” uguale per tutti, ma esistono delle fasce di riferimento. Nella maggior parte degli adulti, dormire regolarmente meno di 7 ore è associato a peggioramento del benessere e della salute; per molti adulti la fascia più comune è 7–9 ore, mentre nella terza età spesso si sta bene anche con 7–8 ore. Il criterio pratico rimane sempre lo stesso: se il sonno è di cattiva qualità e porta malessere, irritabilità, calo dell’attenzione o difficoltà sociali e lavorative durante il giorno, allora vale la pena approfondire.
Come si classificano oggi i disturbi del sonno
Nelle vecchie classificazioni si parlava spesso di dissonnie e parasonnie. Oggi, nelle classificazioni più recenti (come la ICSD), i disturbi del sonno vengono organizzati in grandi aree che rendono più chiaro “dove” cade il problema:
- Insonnia
- Disturbi respiratori del sonno (es. apnee)
- Disturbi centrali di ipersonnolenza (es. narcolessia e simili)
- Disturbi del ritmo circadiano
- Parasonnie (incubi, terrori notturni, sonnambulismo…)
- Disturbi del movimento correlati al sonno (es. gambe senza riposo, bruxismo)
Di seguito trovi le forme più comuni, con indicazioni di floriterapia coerenti con la logica del lavoro emozionale.
L’INSONNIA
È un’alterazione del sonno in cui c’è difficoltà ad addormentarsi, difficoltà a mantenere il sonno, risvegli frequenti oppure risveglio precoce non desiderato. Quello che la rende davvero un disturbo (e non solo “una brutta notte”) è che crea sofferenza e impatta la vita diurna: stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione, umore basso, nervosismo.
Oggi, quando l’insonnia dura da almeno 3 mesi (e si presenta tipicamente almeno 3 notti a settimana) si tende a parlare di insonnia “cronica”. Quando invece è legata a un evento e dura giorni o poche settimane, parliamo più spesso di insonnia “a breve termine” o “transitoria”.
Floriterapia: un’idea guida (prima dei singoli fiori)
Quando il sonno è disturbato, spesso non è “il sonno” il problema: è l’attivazione interna che non si spegne. Per questo la floriterapia può essere un’ottima via: lavora sull’emozione e sul clima psichico che tengono acceso il sistema.
SAINT JOHN'S WORT è un rimedio molto legato a buio/notte e ai disturbi del sonno in senso ampio (incubi, sonnambulismo, sudorazione notturna, paure notturne, ipersensibilità agli stimoli). È spesso indicato quando la notte diventa un “territorio inquieto”, con sensibilità che capta troppe cose e non riesce a filtrare.
CHERRY PLUM per lasciarsi andare e spegnere l'attivazione interna
Insonnia transitoria
Se l’insonnia è transitoria, spesso nasce dopo un evento eccitante, un’emozione intensa, una notizia buona o cattiva. L’ansia crea un’eccitazione del sistema nervoso che mantiene la mente in uno stato di “veglia permanente”.
WHITE CHESTNUT è uno dei fiori più utili quando la testa non smette di girare (ed è presente anche nella composizione RESOURCE GOODNIGHT).
Se l’agitazione è molto alta e non riesci a “scendere”, puoi valutare anche un supporto immediato (stile pronto intervento) in base alla tua esperienza clinica: spesso, nelle notti più acute, un fiore “ponte” serve più di mille ragionamenti.
Insonnia a breve termine
Quando dura due o tre settimane, spesso segue eventi importanti e difficili (lutto, separazione, perdita del lavoro, trauma, cambiamenti).
- quando siamo stati colti da una brutta notizia o abbiamo vissuto traumi che abbiamo rimosso STAR OF BETHLEHEM, BLACK EYES SUSAN
- se non si vede più una via di uscita e si pensa di essere arrivati al limite della sopportazione SWEET CHESTNUT ;
- per non rimanere sempre con lo stesso pensiero fisso WHITE CHESTNUT, BORONIA
- se si ha la sensazione di non riuscire più a tenere sotto controllo la mente e si tenta di calmarla con fattori esterni che possano scaricare la tensione CHERRY PLUM
- se c’è un grande risentimento verso un destino ingiusto o verso la sfortuna; WILLOW
- Per allentare la tensione (impazienza ansia che emergono quando non si riesce a dormire). Lo stress del tempo che passa e noi che non riusciamo a dormire intensifica tensioni già esistenti, stabilendo così un circolo vizioso IMPATIENS, LAVANDER, CROWEA
- in particolar modo per i bambini che hanno difficoltà a rilassarsi nel momento di andare a dormire. CHAMOMILE
- bambini ipercinetici che non riescono ad apprendere dai tanti stimoli che hanno DILL
Insonnia cronica
Quando l’insonnia si cronicizza, i fiori diventano molto individuali. Elenco quelli più frequenti, ma qui la storia personale conta tantissimo:
- difficoltà ad addormentarsi provocata da cambiamenti CHESTNUT BUD; WALNUT, MIMULUS, ANGELICA;
- difficoltà ad addormentarsi quando la giornata ci ha portato molte preoccupazioni e rabbia HOLLY, OAK, VERVAIN;
- la difficoltà ad addormentarsi avviene quando si è troppo stanchi OLIVE, LAVANDER;
- Insonnia alternata ad ipersonnia SCLERANTHUS; HORNBEAM, CLEMATIS, MORNING GLORY;
- insonnia o risvegli dovuti agli stessi pensieri che ci tormentano WHITE CHESTNUT, AGRIMONY, VERVAIN;
- quando i pensieri sono sempre rivolti a qualcuno della famiglia per cui si è preoccupati (per esempio figli che devono rientrare di notte) RED CHESTNUT, WHITE CHESTNUT;
- risvegli notturni frequenti dovuti a rumori o fastidi WALNUT, MIMULUS;
- risveglio anticipato pensando a tutte le cose che si dovranno fare il giorno dopo IMPATIENS, WHITE CHESTNUT, LAVANDER, CROWEA.
- bambini che hanno subito ferite profonde di rifiuto ed abbandono EVENING PRIMEROSE
In situazione croniche rivolgersi ad uno psicoterapeuta. La floriterapia può inserirsi benissimo come sostegno emozionale, soprattutto quando il problema è alimentato da ipercontrollo, rimuginio, paura della notte, iperattivazione o stati di allarme sotterranei.
“REGOLE” UTILI QUANDO L’INSONNIA È CRONICA
- Non usare il letto per mangiare, discutere, lavorare, rimuginare o stare al telefono. Il letto deve tornare a significare: sonno.
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Mettersi a letto solo quando ci si sente realmente sonnolenti.
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Se dopo 15–20 minuti non ci si addormenta (o ci si sveglia e non si riprende sonno), alzarsi, cambiare stanza e fare qualcosa di tranquillo finché torna la sonnolenza, poi rientrare a letto.
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Evitare sonnellini diurni (o limitarli molto e presto nel pomeriggio, se necessari).
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Evitare alcol nelle 2 ore prima di dormire.
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Evitare caffeina nelle ultime 6 ore.
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Evitare nicotina a ridosso del sonno.
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Evitare cioccolato, zuccheri e grandi quantità di liquidi prima di dormire (e nei risvegli notturni).
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Attività fisica regolare (non intensa nelle 2–3 ore prima di coricarsi).
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Rendere la camera confortevole, buia e silenziosa.
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Ridurre schermi e luce forte nell’ultima ora: la mente ringrazia.
IPERSONNIA
È il bisogno di dormire molte ore con grande difficoltà a svegliarsi. La persona tende a restare a letto e può desiderare di dormire anche di giorno; spesso però questo sonno non è davvero riposante. Al risveglio può sentirsi confusa o irritabile.
Qui possiamo prendere in considerazione:
HORNBEAM per le persone che vivono la giornata come una routine, e per questo motivo la mattina fanno così fatica ad alzarsi e si sentono stanchi e pigri, ma quando gli viene proposto qualcosa di entusiasmante recuperano energia immediatamente.
ELM, MUSTARD quando diventa troppo pesante pensare di iniziare una nuova giornataSCLERANTHUS, MORNING GLORY per ristabilire i giusti ritmi del sonno
CHERRY PLUM per riuscire a lasciarsi andare durante le ore del sonno e quindi avere un sonno che sia ristoratore
MILKWEED Profondo desiderio di dormire per evadere; dipendenza da sedativi, da sonniferi
NARCOLESSIA
È un disturbo in cui compare eccessiva sonnolenza diurna anche se si è dormito a sufficienza. Ci sono attacchi irresistibili di sonno (spesso ristoratore) che ricorrono quotidianamente per mesi.
Due caratteristiche sono CATAPLESSIA: perdita improvvisa del tono muscolare dopo emozioni forti, con coscienza conservata ALLUCINAZIONI ipnagogiche: sogni/immagini angoscianti mentre ci si addormenta o ci si sveglia, con percezione lucida ma difficoltà a “uscire” del tutto dal sonno
In entrambi i casi può essere utile un supporto immediato come RESCUE REMEDY.
In generale possono usarsi:
CHERRY PLUM per la perdita del controllo durante gli attacchi improvvisi e per il mantenere la coscienza, senza riuscire a svegliarsi durante la cataplessia o le allucinazioniASPEN, ROCK ROSE, GREY SPIDER FLOWER per i sogni angoscianti che sono come allucinazioni
(Qui, più che altrove, è fondamentale una valutazione specialistica: la floriterapia può sostenere la persona, ma non sostituisce l’inquadramento medico.)
Disturbi del sonno CORRELATI ALLA RESPIRAZIONE
La sindrome più nota è quella delle apnee notturne, dovute a ostruzione delle alte vie respiratorie. Possono portare sonnolenza diurna, affaticamento, cali di memoria e concentrazione, ipertensione, e aumentano il rischio cardiovascolare. Spesso se ne accorge chi dorme vicino (russamento importante, pause respiratorie, risvegli con senso di soffocamento).
In caso di sospetto, è importante un controllo specialistico. A livello floriterapico, il sostegno più sensato spesso è “di contorno”: gestione dell’ansia, adattamento alle cure, stanchezza diurna (es. WALNUT per l’adattamento, MIMULUS se c’è paura, OLIVE per lo sfinimento), ma senza perdere il punto: qui la strada principale è la diagnosi corretta.
Disturbo del RITMO CIRCADIANO DEL SONNO
Insonnia dovuta ad uno squilibrio tra il ciclo sonno-veglia richiesto dall'ambiente in cui vive la persona e il suo particolare ritmo circadiano sonno-veglia.Utile in questo caso è SCLERANTHUSe MORNING GLORY per risistemare i ritmi sonno-veglia
INCUBI
Quando i sogni avvengono nella seconda metà della notte e diventano terrificanti, con immagini vivide e molto emotive, possono far svegliare di colpo. Al risveglio la persona ricorda il sogno nei dettagli e può avere tachicardia, sudorazione, paura e difficoltà a riaddormentarsi.Subito al risveglio è utile RESCUE REMEDY
Se gli incubi sono frequenti, i fiori consigliati da utilizzare sono ROCK ROSE, AGRIMONY, MIMULUS, CHAPARALL, SAINT JOHN'S WORT, GREY SPIDER FLOWER
PAVOR NOCTURNUS
Compare all’inizio della notte con brusco risveglio (urla, pianto, tachicardia, sudorazione, pupille dilatate), frequente nei bambini. A differenza dell’incubo, spesso non c’è memoria chiara del contenuto. ASPEN, ROCK ROSE, CHAPARRAL, GREY SPIDER FLOWERSONNAMBULISMO
Si compiono azioni mentre si sta ancora dormendo, senza rendersene conto. Di solito avviene all'inizio della notte. Spesso la persona affetta da sonnambulismo, se non disturbata, torna a letto spontaneamente, senza che abbia ricordi di quello che è successo. CHERRY PLUM, AGRIMONY, CLEMATIS, SAINT JOHN'S WORTGAMBE SENZA RIPOSO
Fastidio alle gambe a riposo o nel momento di andare a dormire (formicolio, crampi, irrequietezza, prurito), con bisogno irresistibile di muoverle. Può portare difficoltà ad addormentarsi e risvegli, con stanchezza diurna.
Le cause possono essere molte (e se il disturbo è importante vale la pena approfondire), ma quando è “solo” molto fastidioso e manda in crisi la capacità di adattamento: IMPATIENS, WALNUTBRUXISMO
Digrignamento dei denti che vengono sfregati tra di loro i denti, senza accorgersene. Solitamente avviene poco dopo che la persona è andata a dormire e la persona non si rende conto di quanto succede. CHERRY PLUM, AGRIMONY (qui ha senso anche lavorare sul “trattenere” e sul controllo: spesso è una tensione che non passa dalla coscienza.)ENURESI NOTTURNA
Fuoriuscita di urine durante il sonno. È abbastanza comune entro i 6 anni; se avviene più tardi, è opportuno cercare le cause. CHERRY PLUM, CHESTNUT BUD, ROCK ROSE, SAINT JOHN'S WORTLa floriterapia non è sintomatologica: non si tratta di “curare l’insonnia”, ma di individuare lo stato emotivo che, in quella persona, sta tenendo attivo il sistema e impedendo al sonno di fare il suo lavoro. I fiori elencati sono quelli più frequentemente utili, ma la scelta migliore nasce sempre dalla comprensione del vissuto e della storia.
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